Agrumi importati, tornano a salire gli allarmi fitosanitari

Le nuove segnalazioni da Sudafrica e Mercosur riportano al centro il tema della reciprocità fitosanitaria

Agrumi importati, tornano a salire gli allarmi fitosanitari

Tornano a salire le intercettazioni fitosanitarie sugli agrumi importati nell’Unione Europea. Secondo i dati della piattaforma TRACES, citati dall’Associazione Valenciana degli Agricoltori AVA-ASAJA e riportati da PortalFructicola, nel mese di giugno sono state segnalate 15 intercettazioni di parassiti e malattie in spedizioni provenienti da Paesi terzi, il 66% in più rispetto allo stesso mese del 2025.

Il dato più rilevante riguarda il Sudafrica, indicato dall’associazione spagnola come il Paese con il maggior numero di non conformità: otto intercettazioni, oltre la metà del totale mensile. In sette casi si è trattato di macchia nera degli agrumi (Phyllosticta citricarpa) su partite di limoni; in un caso è stata rilevata la falsa Cydia (Thaumatotibia leucotreta) su pompelmi. Dall’inizio del 2026, sempre secondo AVA-ASAJA, il Sudafrica ha già accumulato otto intercettazioni di macchia nera, un valore che rappresenta quasi la metà di tutte quelle registrate dal Paese nell’intero 2025. Un dato che preoccupa i produttori spagnoli, anche perché la campagna di esportazione sudafricana verso l’Europa non è ancora entrata nella fase di massimo volume. Per Cristóbal Aguado, presidente di AVA-ASAJA, il livello dei ritrovamenti è già troppo alto per questa fase della stagione e pone un problema di rischio fitosanitario che Bruxelles non può sottovalutare.

Alla luce della rilevazione di falsa carpocapsa nei pompelmi sudafricani, l’associazione ha ribadito la richiesta di estendere il trattamento a freddo, oggi obbligatorio per le arance provenienti dal Sudafrica, anche ad altri agrumi sensibili al parassita, come mandarini e pompelmi. AVA-ASAJA chiede inoltre controlli più severi nei Paesi di origine e ispezioni più rigorose ai punti di ingresso nel mercato europeo.

Segnalazioni anche da Eswatini e Mercosur
Non c’è solo il Sudafrica. Nel mese di giugno anche Eswatini, Paese dell’Africa meridionale tra Sudafrica e Mozambico, ha registrato due intercettazioni di macchia nera in spedizioni di pompelmi. L’associazione valenciana segnala inoltre nuove criticità legate ai Paesi del Mercosur, con ritrovamenti di organismi considerati prioritari dall’Unione Europea. A giugno l’Argentina ha registrato quattro intercettazioni: tre per cancro batterico degli agrumi (Xanthomonas citri) e una per macchia nera nei limoni. Il Brasile ha aggiunto un’ulteriore intercettazione di cancro batterico su una spedizione di lime.

Secondo Aguado, questi episodi confermano che l’apertura commerciale verso il Mercosur rischia di aumentare la pressione fitosanitaria sull’agricoltura europea, anche perché le ispezioni riguardano solo una quota limitata delle importazioni complessive. Da qui la richiesta dell’associazione: meno concessioni commerciali e più controlli preventivi.

Il messaggio a Bruxelles è netto: rafforzare le misure di prevenzione prima che nuovi organismi nocivi entrino stabilmente negli areali agrumicoli europei.