Cavolfiore Val Venosta:“Il nostro valore nasce dal territorio”

Coltivazioni dagli 800 metri in su, escursione termica e suoli leggermente basici aiutano a mantenere uno standard qualitativo elevato

Cavolfiore Val Venosta:“Il nostro valore nasce dal territorio”

La campagna del cavolfiore della Val Venosta procede a buon ritmo. Il caldo che sta interessando tutta la Penisola si fa sentire anche in Alto Adige, seppure in misura più contenuta rispetto ad altri areali, ma il prodotto conferma il proprio posizionamento sul mercato italiano. Per VIP si tratta di “un segmento incoraggiante e ben collocato, oltre che di una valida alternativa produttiva per le zone meno vocate alla melicoltura”, spiega Markus Niederegger, product manager cavolfiore estivo VIP. 

L’annata, però, non è stata lineare. “Quest’anno i volumi sono in calo – sottolinea Niederegger – perché il meteo ci ha creato qualche grattacapo. Tra marzo e aprile abbiamo avuto freddo, poi sono arrivate temperature molto alte. In queste condizioni il cavolfiore accorcia il ciclo: tende a maturare già dopo 50 giorni, mentre normalmente ne servono 60-70. Questo significa corimbi mediamente meno pesanti e quindi rese inferiori”. 

Le previsioni produttive sono state riviste al ribasso. “Stimiamo al massimo 2.600-2.700 tonnellate, rispetto a un potenziale di circa 3.100. Al momento abbiamo raccolto circa il 25%”, prosegue Niederegger. Il quadro commerciale, tuttavia, resta favorevole: “Nonostante una stagione complicata, soprattutto per le alte temperature, il prodotto si sta facendo valere. La qualità è buona, superiore alla media del mercato, e le quotazioni sono in crescita. Da altri areali l’offerta si è ridotta, mentre noi siamo ancora in grado di servire i nostri clienti. L’aumento dei prezzi può aiutarci a compensare, almeno in parte, le perdite legate alla minore resa”. 

Sul prosieguo della campagna prevale comunque un cauto ottimismo. “Siamo partiti a inizio giugno e arriveremo fino a metà ottobre. Sappiamo bene che luglio è il mese più caldo, ma con il passare delle settimane torneremo verso condizioni più favorevoli. A quel punto il prodotto potrà esprimersi al meglio, come avviene normalmente in Val Venosta”. 

Il punto di forza resta il territorio. “L’altitudine è il nostro primo vantaggio competitivo – evidenzia Niederegger – perché coltiviamo dagli 800 metri in su. Questo permette uno sviluppo più graduale della pianta, favorito anche dalla forte escursione termica che caratterizza le nostre zone. È un elemento decisivo anche nei momenti più caldi e ci consente di mantenere uno standard qualitativo superiore rispetto ad altri areali”. A incidere è anche la natura dei suoli. “Il cavolfiore preferisce terreni leggermente basici, ed è proprio una delle caratteristiche dei nostri appezzamenti, ad esempio tra Prato allo Stelvio e Lasa. È una combinazione di altitudine, clima e terreno che rende questa produzione particolarmente adatta alla Val Venosta”. 

La forza del territorio trova poi una certificazione nel Marchio di Qualità Alto Adige, di cui il cavolfiore è uno dei prodotti di riferimento. “È un lavoro importante di tracciabilità e valorizzazione – conclude Niederegger – molto apprezzato dal consumatore italiano, che resta il nostro principale mercato. Per i produttori rappresenta anche una fonte di reddito interessante, perché è una coltura gestibile a livello familiare: le raccolte sono scalari nell’arco di cinque mesi e questo, per le piccole aziende che caratterizzano il nostro territorio, è un aspetto tutt’altro che secondario”. (fp)

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