Dal campo
Maltempo, Nord sotto assedio: nuove grandinate e danni sempre più pesanti
In Emilia-Romagna si allarga la conta dei danni mentre nuovi temporali hanno colpito Lombardia, Veneto e Piemonte

Il maltempo non dà tregua al Nord Italia. Mentre in Emilia-Romagna si allarga la conta dei danni provocati dalla violenta ondata di metà settimana, con frutteti, serre, vigneti, pomodoro, mais e strutture agricole compromessi, nuove grandinate e forti raffiche hanno interessato anche Lombardia, Veneto e Piemonte. Il quadro resta in evoluzione, ma conferma una dinamica ormai evidente: dopo settimane di caldo e stress idrico, il passaggio improvviso a temporali violenti sta mettendo sotto pressione colture, impianti e aziende agricole, con ricognizioni ancora aperte e richieste di intervento che iniziano a moltiplicarsi.
La situazione più pesante, al momento, resta quella dell’Emilia-Romagna, dove le organizzazioni agricole parlano di danni per milioni di euro. Ma il fronte non si è fermato lì. In Lombardia si segnalano nuovi episodi di grandine e danni nei campi, il Veneto resta sotto osservazione dopo temporali e raffiche nel Trevigiano, mentre in Piemonte le grandinate hanno interessato più aree, con verifiche ancora in corso sull’impatto agricolo.
Emilia-Romagna, la conta dei danni si allarga
Secondo Coldiretti Emilia-Romagna, nelle campagne regionali si registrano danni per milioni di euro, con produzioni compromesse e interventi necessari per riparare o ricostruire serre, tunnel, reti antigrandine, vigneti, frutteti, stalle, capannoni e magazzini. Nella pianura bolognese sono state colpite le principali produzioni frutticole, dalle pere alle mele, fino a susine, pesche e nettarine, con danni anche agli impianti di sostegno e alle reti antigrandine, in diversi casi lacerate o abbattute.
Dal Bolognese al Ferrarese: frutteti, pomodoro e strutture colpite
Nel Bolognese il fenomeno ha interessato un’area molto ampia, da Crevalcore a Imola, passando per San Giovanni in Persiceto, Galliera, Castenaso, Ozzano dell’Emilia, Castel Guelfo e Castel San Pietro Terme. Secondo Coldiretti Bologna, a provocare i danni non è stata tanto la grandine, quanto la violenza del vento, che ha abbattuto le colture più alte e danneggiato frutteti e strutture agricole.
Anche nel Ferrarese la conta è aperta. Cia Ferrara ha avviato la ricognizione dei danni dopo il fortunale che ha attraversato la provincia: dal Mezzano all’Alto Ferrarese risultano colpiti campi di mais e pomodoro, impianti frutticoli, magazzini e attrezzature. Il dato è particolarmente delicato perché arriva in una fase avanzata della stagione per molte colture industriali e frutticole.
Reggio Emilia chiede lo stato di calamità
Nel Reggiano Cia chiede invece l’attivazione dello stato di calamità. L’organizzazione parla di un primo bilancio già pesante, con tecnici impegnati sul territorio per raccogliere le segnalazioni delle aziende, effettuare le ricognizioni e assistere gli imprenditori nella fase di emergenza. A pesare non sono soltanto le perdite di prodotto, ma anche i danni a strutture, impianti, coperture e attrezzature aziendali.
Lombardia, nuova grandine sui campi
Il fronte si è poi spostato più a nord. In Lombardia, Coldiretti Como-Lecco segnala grandine sui campi della Bassa Comasca, in particolare nell’area tra Rovello Porro e Turate, con il mais tra le colture colpite. Al danno diretto provocato dalla grandine si aggiunge quello delle raffiche di vento, che possono allettare le colture, piegando o spezzando gli steli.
L’organizzazione ricorda che i nuovi episodi arrivano a breve distanza dai temporali che avevano già colpito Cremonese e Mantovano, con gravi danni a coltivazioni e strutture agricole.
Mantovano e Cremonese, vivai e frutteti tra i danni già segnalati
Nel Mantovano e nel Cremonese le segnalazioni dei giorni scorsi restano tra le più preoccupanti. Coldiretti ha indicato danni nell’Alto Mantovano, tra Canneto e Asola, su mais e aziende vivaistiche; nel Basso Mantovano mais e sorgo risultano allettati, mentre nel Cremonese sono stati segnalati alberi da frutto sradicati e colture dell’orto distrutte.
Veneto sotto osservazione, verifiche nel Trevigiano
Il Veneto resta un fronte da monitorare con attenzione. La Protezione civile regionale aveva dichiarato per il 17 luglio l’allerta gialla per temporali sulla montagna, sulle Prealpi bellunesi-trevigiane e sull’alta pianura trevigiana, con possibilità di fenomeni anche intensi, forti rovesci, raffiche di vento e locali grandinate. Nelle stesse ore, le cronache locali hanno segnalato alberi caduti e rami pericolanti nel Trevigiano, in particolare tra Villorba e la fascia compresa tra Cimadolmo e Fontanelle. Al momento, però, per una valutazione agricola servono ancora ricognizioni puntuali su colture e strutture coinvolte.
Piemonte, grandinate tra più aree della regione
In Piemonte, Arpa aveva emesso un’allerta gialla per temporali intensi su tutta la regione, con possibili locali allagamenti, grandine di medie o grosse dimensioni, venti forti, caduta di alberi e fulminazioni. Le grandinate hanno interessato diverse aree, dal Novarese al Biellese, dal Torinese all’Astigiano, con chicchi segnalati fino a cinque centimetri. Nella Granda, già il 15 luglio, il fronte temporalesco aveva raggiunto l’Albese, con grandinate tra Ricca e Diano d’Alba e vento forte su Alba.
Anche in questo caso, il passaggio successivo sarà la verifica sul campo: servono dati su comuni, colture coinvolte, superfici interessate e danni effettivi a frutteti, vigneti e orticole.
Foto d'apertura: CIA Ferrara

Il nodo: danni immediati e conseguenze sulle prossime settimane
Per il comparto ortofrutticolo il problema non è soltanto la perdita immediata di prodotto. Ogni episodio violento può compromettere frutti prossimi alla raccolta, aumentare la quota di scarto, danneggiare reti e impianti e ridurre la capacità produttiva nelle settimane successive. Il rischio, dopo settimane di caldo e stress idrico, è che le piante entrino nella fase più delicata della stagione già indebolite, rendendo più pesanti gli effetti di vento, grandine e sbalzi termici.
Ora serve quantificare
Nelle prossime ore il punto decisivo sarà la quantificazione. Veneto e Piemonte necessitano ancora di verifiche agricole puntuali, mentre in Emilia-Romagna le ricognizioni stanno già trasformando l’emergenza meteo in una richiesta di interventi per le imprese colpite. Il Nord, intanto, resta stretto tra due estremi: da una parte caldo e siccità, dall’altra temporali sempre più rapidi, localizzati e distruttivi. (fp)
Nella foto d'apertura: Impianto divelto pagina Facebook Gaddoni Azienda Agricola



















