Dal campo
Ciliegie: Usa mercato in crescita per il Cile mentre la Cina abbassa le quotazioni
L’elevata disponibilità di prodotto condiziona il mercato asiatico

Il mercato internazionale delle ciliegie dell'emisfero sud entra nel vivo della campagna con equilibri ancora instabili. Sul fronte dei prezzi pesa in modo significativo il mercato cinese, dove l’ampia disponibilità di prodotto cileno ha determinato ribassi stimati tra il 20% e il 40% rispetto alla scorsa stagione. In controtendenza, gli Stati Uniti si confermano un mercato in crescita per le ciliegie cilene, mentre l’Argentina affronta una stagione complessa, segnata da criticità produttive e commerciali.
Cile: spedizioni anticipate e crescita sul mercato statunitense
La campagna cilena, iniziata in anticipo già a ottobre a causa di un raccolto precoce, registra un forte aumento delle spedizioni verso gli Stati Uniti, come riportato da FruitToday.com. A fine dicembre, l’export cileno verso il mercato Usa ha superato le 18.000 tonnellate, con una crescita di oltre il 60% rispetto allo stesso periodo della stagione precedente. Gli Stati Uniti si confermano così la seconda destinazione per le ciliegie cilene dopo la Cina, con oltre 3,9 milioni di casse da 5 kg spedite. La strategia cilena punta a rafforzare il posizionamento delle ciliegie come frutto invernale, sostenuta da promozioni anticipate nei punti vendita e da un rafforzamento dei flussi logistici. Il Cile resta il primo esportatore mondiale di ciliegie, con un valore dell’export che nel 2024 ha superato i 3 miliardi di dollari. Per la stagione in corso, tuttavia, le stime di esportazione sono state riviste al ribasso tra il 10% e il 15% a causa dell’impatto negativo delle condizioni meteo.

Argentina: calo produttivo e pressione sui prezzi
Più complesso il quadro argentino. Le principali aree produttive, come sottolineato da PortalFructicola.com, in particolare l’Alta Valle del Río Negro e Neuquén, hanno risentito di un accumulo irregolare di ore di freddo e di forti oscillazioni termiche nei mesi chiave. Questo ha determinato fioriture disomogenee e un’elevata cascola dei frutti, con perdite stimate fino al 30–50% del potenziale produttivo in alcuni frutteti.
Eventi meteorologici avversi come grandine, gelo e piogge hanno ulteriormente aggravato la situazione, rendendo incerto il volume finale esportabile. Dal punto di vista commerciale, la riduzione dei volumi non si è tradotta in un recupero dei prezzi, penalizzati dalla massiccia presenza di ciliegie cilene sui mercati internazionali, in particolare in Asia.
Equilibri di mercato ancora fragili
La forte differenza di scala tra Cile e Argentina continua a influenzare l’andamento del commercio globale delle ciliegie. L’elevata disponibilità di prodotto cileno, soprattutto nella prima parte della stagione, ha mantenuto una pressione significativa sui prezzi, attenuando gli effetti di una minore produzione complessiva. In questo contesto, l’Argentina concentra la propria strategia su qualità e mercati di nicchia, con un forte ricorso al trasporto aereo e un orientamento verso destinazioni meno esposte alla concorrenza cilena, nel tentativo di preservare valore in un contesto di crescente competizione internazionale. (aa)



















