Dal campo
Salute mentale in agricoltura: il nuovo rischio silenzioso per chi lavora la terra
Agricoltura sotto pressione tra clima estremo e mercati instabili

Quando si discute di benessere psicologico nei luoghi di lavoro, il pensiero corre quasi sempre alle grandi aziende e agli uffici. Molto più raramente l’attenzione si sposta sui campi. Eppure l’agricoltura, e in particolare il comparto ortofrutticolo, continua a rappresentare una colonna portante dell’economia e dell’approvvigionamento alimentare mondiale, sostenuta ogni giorno da uomini e donne che operano in condizioni di crescente complessità e pressione, come si legge nell'articolo di Biancamaria Cavallini de IlSole24Ore.
Oggi fare agricoltura significa confrontarsi con una combinazione di fattori che va ben oltre la semplice gestione delle colture. L’aumento dei costi di produzione, l’instabilità dei mercati, le incertezze legate al commercio internazionale e, soprattutto, gli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico stanno trasformando profondamente il lavoro nei campi. A tutto questo si aggiungono le caratteristiche strutturali della vita agricola: orari lunghi e irregolari, lavoro stagionale, fatica fisica, isolamento delle aree rurali. Un insieme di elementi che, nel tempo, lascia un segno profondo anche sul piano della salute mentale.
Negli ultimi anni gli eventi climatici estremi sono diventati una componente ordinaria della gestione aziendale. Siccità prolungate, alluvioni improvvise, ondate di calore e gelate fuori stagione mettono sotto pressione non solo i bilanci delle aziende, ma anche la tenuta psicologica degli agricoltori. Un’indagine condotta nel Regno Unito mostra come quasi tutti gli agricoltori abbiano affrontato condizioni meteorologiche estreme negli ultimi cinque anni, con livelli elevatissimi di ansia e una diffusione preoccupante di sintomi depressivi.
Alla variabile climatica si somma quella economica. La volatilità dei prezzi, il peso dei costi energetici, il rincaro di fertilizzanti, sementi e mezzi tecnici e le tensioni commerciali internazionali rendono sempre più difficile programmare il futuro. Negli Stati Uniti, ad esempio, i dazi e il rallentamento delle esportazioni hanno colpito duramente settori chiave come quello della soia, aumentando in modo significativo la pressione finanziaria sulle aziende agricole.

In questo contesto, la dimensione psicologica rimane spesso una delle più trascurate. Nel mondo agricolo è ancora molto diffusa una cultura della resistenza silenziosa: l’agricoltore è visto – e spesso si vede – come una figura capace di reggere da sola il peso delle difficoltà, senza esternare il disagio e senza ricorrere a supporti esterni. La sofferenza emotiva viene normalizzata, ridimensionata, assorbita come parte integrante del mestiere. È un modello identitario che aiuta a continuare a lavorare, ma che allo stesso tempo ritarda il riconoscimento dei segnali di allarme e rende più difficile intervenire quando lo stress diventa cronico.
Eppure il tema della salute mentale non riguarda solo il singolo individuo. Coinvolge l’intera filiera produttiva. Un agricoltore in difficoltà fatica a investire, a innovare, a gestire il rischio e a garantire continuità produttiva. In altre parole, il benessere psicologico è una componente sempre più centrale della sostenibilità economica e sociale dell’agricoltura.
Per questo il settore è chiamato a un cambio di prospettiva. Serve una maggiore consapevolezza, una narrazione che riconosca apertamente il carico emotivo del lavoro agricolo e che superi vecchi pregiudizi. Ma serve anche un intervento strutturale: politiche pubbliche capaci di ridurre l’incertezza economica, strumenti più efficaci di gestione del rischio climatico e servizi di supporto realmente accessibili nelle aree rurali.
Rendere la salute mentale una priorità anche in agricoltura significa investire nella tenuta futura del comparto. Perché dietro ogni filiera ortofrutticola sostenibile, efficiente e innovativa c’è sempre, prima di tutto, l’equilibrio umano di chi ogni giorno lavora la terra.



















