Drupacee spagnole, si prevedono meno albicocche e susine nella campagna 2026

Situazione più regolare per pesche, nettarine e ciliegie nei principali areali produttivi iberici

Drupacee spagnole, si prevedono meno albicocche e susine nella campagna 2026

Meno albicocche e meno susine, mentre ciliegie, pesche e nettarine si presentano per ora su binari più regolari. È questo il primo elemento che emerge dall’analisi sulla campagna spagnola delle drupacee, che a metà aprile delinea uno scenario nel complesso abbastanza ordinato, ma con alcune flessioni produttive già visibili, in particolare sulle specie più penalizzate dall’allegagione o dal progressivo ridimensionamento degli impianti.

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Un inverno nella norma, con effetti limitati delle piogge primaverili
L’andamento dell’inverno, sul fronte del fabbisogno in freddo, si è mantenuto complessivamente su livelli nella norma. Anche le piogge autunnali sono risultate nel complesso soddisfacenti, mentre quelle primaverili, pur essendo arrivate in una fase già delicata come la fioritura, sembrano aver inciso in misura limitata, con effetti più evidenti soprattutto sull’allegagione di albicocche e susine.

Andalusia e Murcia: meno rinnovi negli impianti, albicocche più deboli
In Andalusia si conferma una tendenza già emersa negli ultimi anni: i frutteti di drupacee non vengono più rinnovati e, una volta giunti a fine ciclo, non vengono sostituiti con nuovi impianti. Restano quindi soprattutto nettarine e pesche e, secondo le prime indicazioni, la produzione dovrebbe risultare leggermente inferiore rispetto allo scorso anno, ma con un profilo qualitativo potenzialmente migliore. In avvio di stagione si registrava un lieve ritardo rispetto al 2025, ma l’arrivo di temperature superiori ai 30 gradi per diversi giorni consecutivi dovrebbe contribuire a ridurre questo scarto. Dopo le prime nettarine già apparse in settimana sui mercati italiani, in alcuni casi provenienti da coltivazioni in serra, la stagione andalusa entrerà ufficialmente in questa settimana.

Nella Regione di Murcia va ricordato che negli ultimi anni il comparto si è progressivamente allontanato dalle varietà più precoci, orientandosi in maniera più netta verso cultivar di maggiore qualità. Per quanto riguarda le albicocche, che rappresentano circa il 65% del raccolto spagnolo, le varietà di inizio stagione mostrano rese nella norma, mentre quelle di seconda epoca evidenziano una produttività quasi dimezzata rispetto al loro potenziale. Non è ancora chiaro se questo andamento dipenda dall’abbondante produzione dello scorso anno o dalla coincidenza delle piogge primaverili con la fase di allegagione, ma il dato di fondo è che la disponibilità di albicocche nella seconda parte della campagna si presenta inferiore. Diverso il quadro per pesche, nettarine e pesche piatte, che al momento mostrano un carico produttivo completo: le gelate di fine marzo e alcune grandinate recenti non sembrano infatti aver inciso in modo significativo. Le raccolte scontano qualche giorno di ritardo rispetto allo scorso anno, ma una settimana di tempo stabile potrebbe riallineare rapidamente la campagna ai ritmi abituali. Restano invece marginali le ciliegie, mentre la disponibilità di susine continua a ridursi anno dopo anno, anche in questo caso per effetto del mancato reimpianto dei vecchi frutteti.

Comunità Valenciana ed Estremadura: ciliegie regolari, susine in difficoltà
Nella Comunità Valenciana, le ciliegie delle montagne di Alicante potrebbero presentarsi anche quest’anno secondo uno schema sostanzialmente regolare, pur trattandosi di una produzione destinata prevalentemente al mercato interno spagnolo. Il peso di quest’area sul totale nazionale è però ormai molto limitato. L’attenzione si concentra piuttosto sulla Ribera del Xúquer e, al suo interno, sulle zone di Carlet, Alfarp e Turís, oltre che sulla Val d’Albaida. Nella Ribera del Xúquer restano soprattutto pesche, nettarine e pesche piatte, con un ritardo di circa mezza settimana rispetto al 2025 e con un raccolto atteso nella norma. Più delicata la situazione nella Val d’Albaida, dove le gelate di fine marzo hanno ridotto di circa un terzo la produzione di nettarine e albicocche. Per la Comunità Valenciana questo si traduce in una previsione di raccolto complessivo inferiore rispetto allo scorso anno.

In Estremadura, il freddo invernale e le precipitazioni abbondanti, che hanno consentito di mantenere i bacini idrici su livelli superiori alla media degli ultimi anni, disegnano uno scenario favorevole per la campagna cerasicola nella valle del Jerte, attesa buona e in linea con il calendario consueto. Anche per pesche e nettarine nella valle del Guadiana le indicazioni sono incoraggianti. Più problematico, invece, il quadro delle susine, che in tutta la regione mostrano un allegagione insufficiente. Le stime che circolano nel settore parlano di un possibile calo intorno al 30% rispetto a un’annata normale.

Valle dell’Ebro: bene ciliegie, pesche e nettarine, meno albicocche
Nella Valle dell’Ebro, l’inverno ha garantito condizioni adeguate sia in termini di ore di freddo sia di precipitazioni, favorendo un buon avvio della fioritura. Lungo i diversi affluenti, su entrambe le sponde del fiume, la contemporaneità della fioritura delle diverse famiglie di drupacee ha restituito un colpo d’occhio particolarmente intenso. Le gelate tardive di marzo, almeno per ora, non sembrano destinate ad avere un impatto significativo sul raccolto complessivo. Tra le diverse specie, l’unica a mostrare criticità evidenti è l’albicocca, sia nel bacino del Jalón, in provincia di Saragozza, sia in quello del Segre-Cinca, tra Lleida e Huesca, dove la produzione si presenta incompleta. Considerando che anche Murcia prevede un raccolto inferiore, il dato che emerge è chiaro: quest’anno la Spagna avrà meno albicocche.

Per quanto riguarda le ciliegie, il bacino Jalón-Cinca rappresenta l’area più importante della Spagna dopo la valle del Jerte e, allo stato attuale, la campagna procede regolarmente e secondo i tempi previsti. Più in generale, nell’intera Valle dell’Ebro, almeno per il momento, pesche, nettarine, pesche paraguayo e platerine si presentano bene. Resta però ancora presto per sbilanciarsi, anche perché nelle prossime settimane il rischio di grandinate continuerà a rappresentare una variabile da monitorare con attenzione. A metà aprile, comunque, la sensazione prevalente è quella di una situazione leggermente più avanzata rispetto allo scorso anno, pur sapendo che in quest’area, l’ultima a entrare in produzione, mancano ancora diverse settimane all’inizio effettivo della campagna.