Emergenza Calabria: campagne allagate, serre e frutteti spezzati dal vento

Oltre 3.000 ettari colpiti in regione: colture compromesse, viabilità rurale interrotta

Emergenza Calabria: campagne allagate, serre e frutteti spezzati dal vento

Si aggrava il bilancio dei danni provocati dall’ondata di maltempo che ha interessato la Calabria negli ultimi giorni, riportando al centro dell’attenzione non solo l’impatto immediato sugli ordinamenti produttivi agricoli, ma anche le criticità strutturali legate alla gestione del territorio e alla prevenzione del dissesto idrogeologico.

Secondo le prime ricognizioni effettuate da Coldiretti Calabria, sono oltre 3.000 gli ettari complessivamente colpiti in tutta la regione, con circa 900 ettari completamente sommersi dall’acqua nella sola area interessata dall’esondazione del fiume Crati. Le situazioni più critiche si registrano in provincia di Cosenza, in particolare nelle contrade di Corigliano-Rossano – Ministalla, Thurio e Foggia –, nelle aree di Cassano allo Ionio (Laghi di Sibari e Lattughelle), nella pianura di Tarsia e a Santa Sofia d’Epiro, dove la furia dell’acqua ha inghiottito ampie superfici agricole, compromettendo colture, infrastrutture aziendali, abitazioni e viabilità rurale.

Interi appezzamenti risultano sommersi, con colture completamente inondate e terreni resi impraticabili, mentre si segnalano allevamenti evacuati o in difficoltà, danni diffusi alle strutture aziendali e problemi di accesso ai fondi agricoli. Le criticità si estendono anche alle altre province della regione, con serre e frutteti danneggiati dal vento, esondazioni di corsi d’acqua, frane e smottamenti lungo la fascia tirrenica, dall’alto Tirreno cosentino al Lametino, passando per il Vibonese fino al Reggino e alla Piana di Gioia Tauro, oltre che nelle aree del Catanzarese e del Crotonese.

«Siamo di fronte a un evento che ha messo in ginocchio intere aree produttive della Calabria – dichiara il direttore di Coldiretti Calabria, Francesco Cosentini –. Oltre 3.000 ettari sommersi significano aziende, lavoro, reddito e futuro compromessi. In alcune zone, come quelle interessate dall’esondazione del Crati, l’acqua ha sommerso completamente colture e stabilimenti, con danni che si protrarranno per anni. Occorre agire con tempestività e attivare tutti gli strumenti necessari per sostenere le imprese agricole che stanno subendo perdite totali».

Sul piano delle prospettive, l’evento riaccende il dibattito sulla necessità di interventi strutturali di prevenzione. «La Calabria agricola sta pagando ancora una volta il prezzo di eventi climatici sempre più violenti – afferma il presidente di Coldiretti Calabria, Franco Aceto –. Oltre agli interventi immediati per sostenere le aziende colpite, è indispensabile investire in modo strutturale sulla messa in sicurezza del territorio, sulla manutenzione dei corsi d’acqua e sulla prevenzione del rischio idrogeologico».(lg)

Una posizione che trova riscontro anche nell’allarme lanciato da Cia Calabria, che sottolinea come a rendere devastanti i passaggi delle perturbazioni – tra cui i cicloni Harry, Ulrike e Nils – sia stata anche la presenza di fattori aggravanti come la scarsa cura dei crinali, l’assenza di manutenzione ordinaria e una pulizia degli alvei fluviali spesso insufficiente.

«Il territorio non si governa con l’emergenza, ma con interventi continui di manutenzione – dichiara il presidente di Cia Calabria, Nicodemo Podella –. Assistere ogni anno allo stesso copione di fiumi che esondano e versanti che cedono è inaccettabile. Gli agricoltori sono i primi custodi di queste terre, ma non possono essere lasciati soli a combattere contro la furia degli elementi in mancanza di opere essenziali di prevenzione».

In questo contesto, l’organizzazione torna a chiedere l’attivazione di un Piano straordinario di manutenzione del territorio che preveda interventi strutturali sugli alvei fluviali – dalla rimozione dei sedimenti alla gestione della vegetazione infestante –, il rafforzamento degli argini nelle aree di pianura e la messa in sicurezza dei costoni nelle zone montane, coinvolgendo direttamente le aziende agricole nelle attività di monitoraggio e presidio.

Parallelamente, viene ritenuta prioritaria una rapida ricognizione dei danni alle infrastrutture sui territori colpiti, finalizzata al ripristino delle condizioni operative e alla predisposizione di adeguati ristori per le imprese agricole, condizione indispensabile per consentire la ripresa delle attività produttive ed evitare ulteriori fenomeni di abbandono nelle aree interne già esposte a processi di desertificazione economica e sociale.

Fonte: Ufficio Stampa Coldiretti e CIA Calabria