Envy™ in passerella: il piccolo lusso quotidiano veste la moda

La capsule collection firmata Marco Rambaldi porta in passerella un’idea nuova di branding

Envy™ in passerella: il piccolo lusso quotidiano veste la moda

Da prodotto quotidiano a simbolo di stile: è questo il salto compiuto da envy™ alla Milano Fashion Week, dove venerdì scorso, nel cuore della capitale meneghina, la mela ha trovato una nuova forma di racconto, ben oltre i confini tradizionali del reparto ortofrutta. In passerella non è andato semplicemente un frutto, ma un immaginario: quello di un brand che punta a trasformare le proprie caratteristiche distintive — il rosso intenso della buccia, la croccantezza della polpa, il gusto dolce, il profilo aromatico — in linguaggio estetico, esperienza sensoriale e narrazione contemporanea.

La collaborazione con lo stilista Marco Rambaldi, già avviata lo scorso anno, ha segnato un ulteriore passo in questa direzione. Se nella prima fase il dialogo tra mela e moda si era tradotto in un accessorio, questa volta il progetto si è sviluppato in una vera capsule collection di cinque capi, presentata durante la sfilata personale del designer scelto da Vogue Italia per envy™. Un’evoluzione che conferma la volontà del brand di uscire dalla sola dimensione del consumo per posizionarsi come icona capace di evocare gusto, creatività e desiderabilità.

A rendere particolarmente interessante l’operazione è proprio la coerenza tra prodotto e racconto. La mela diventa materia di ispirazione non solo per il suo impatto visivo, ma per ciò che rappresenta: un piacere accessibile, un gesto semplice che può trasformarsi in esperienza, un piccolo lusso quotidiano da concedersi con il giusto tempo. È su questo piano che moda e ortofrutta si incontrano: entrambe parlano di identità, percezione, emozione, capacità di rendere memorabile qualcosa che fa parte della vita di tutti i giorni.

Mele Envy™ donate ai partecipanti della sfilata

In questa chiave si inserisce il commento di Hannes Tauber, responsabile marketing di VOG, che legge il progetto come la dimostrazione concreta di quanto anche un prodotto solo apparentemente semplice possa diventare una potente fonte di ispirazione: “L’anno scorso siamo partiti con un’idea che poteva sembrare quasi spiazzante: portare la mela dentro un contesto creativo come quello della moda e proporla come vera fonte di ispirazione. All’inizio la reazione è stata di sorpresa, perché la mela è percepita come qualcosa di quotidiano, essenziale, familiare. Ma proprio in questa apparente semplicità sta la sua straordinaria forza espressiva. Se ci si prende il tempo per guardarla davvero, la mela rivela una ricchezza fatta di forma, colore, profumo, gusto, materia e sensazioni. È un “oggetto naturale” che parla ai sensi e che può diventare racconto. Dopo il primo progetto, anche Marco Rambaldi ha riconosciuto il potenziale di questa intuizione e ci ha chiesto di continuare". 

Alcuni dettagli della capsule collection

"Se nella prima fase - prosegue Tauber - il risultato era stato un accessorio, quest’anno il percorso si è evoluto in una capsule collection vera e propria, con t-shirt, felpe e capi che si ispirano alla mela non solo dal punto di vista estetico, ma anche materiale, grazie all’utilizzo della buccia di mela. Per noi è un passaggio molto importante, perché significa far vivere la mela in una dimensione nuova. envy™ non è soltanto un frutto da consumare, ma un piccolo momento di lusso quotidiano: qualcosa da gustare con calma, da assaporare, da condividere. In questo senso la mela può uscire dal suo perimetro tradizionale e diventare un’icona di stile, gusto e creatività”.

Hannes Tauber, responsabile marketing Vog

Su un piano parallelo si colloca la riflessione di Benjamin Laimer, responsabile marketing di VIP, che spinge ancora più a fondo il parallelismo tra degustazione e moda, mettendo al centro il valore sensoriale ed emozionale del prodotto: “Il legame tra mela e moda è molto più naturale di quanto si possa pensare. Basta partire dal colore: il rosso di envy™ è già di per sé una fonte di grande ispirazione, perché richiama immediatamente eleganza, personalità, seduzione naturale. È un rosso che colpisce, che si fa notare, ma senza eccessi: esprime un’idea di lusso quotidiano che ci possiamo davvero permettere, proprio come accade con certi capi o accessori che diventano speciali pur restando vicini alla vita di tutti i giorni. Ma il collegamento con la moda non si ferma all’aspetto visivo. Anche degustare una mela è un’esperienza che ha molto a che fare con il mondo del fashion, perché entra in gioco una vera e propria tessitura di sensazioni: c’è la croccantezza, che più è netta se accompagnata dal profumo; c’è la succosità, la finezza della polpa, lo spessore della buccia. E soprattutto c’è l’armonia tra queste componenti, perché senza equilibrio tra polpa e buccia manca quella coerenza che fa la differenza, un po’ come accade tra un tessuto e la pelle". 

Benjamin Laimer, responsabile marketing VIP

"Anche sul piano del gusto - puntualizza Laimer - ritroviamo un’identità precisa: envy™ appartiene a un segmento dolce che la rende particolarmente piacevole nella stagione invernale, quasi come fosse parte di una collezione pensata per questo periodo dell’anno. A completare il tutto c’è il profilo aromatico, molto riconoscibile, con sentori di pera e note tropicali che richiamano la banana. È questa ricchezza sensoriale, insieme, a rendere la mela memorabile e a farne qualcosa che può dialogare in modo credibile anche con un universo come quello della moda”.

Più che una semplice operazione d’immagine, quella andata in scena a Milano appare così come un esercizio di posizionamento evoluto: la dimostrazione che anche una mela, quando è sostenuta da una visione chiara e da un’identità forte, può diventare piattaforma di racconto, oggetto culturale e segno distintivo. E che oggi, per alcuni brand dell’ortofrutta, la sfida non è più soltanto essere riconosciuti sullo scaffale, ma riuscire a entrare nell’immaginario del consumatore con un linguaggio capace di unire prodotto, stile ed esperienza. (aa)