Attualità
Trump dà un colpo agli ambientalisti e sblocca la produzione di glifosato
Ordine esecutivo punta a garantire sicurezza alimentare e indipendenza produttiva

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a quanto pare non si interessa solo di dazi da distribuire in giro per il Mondo, ma mette becco anche in agricoltura. Infatti, recentemente ha firmato un ordine esecutivo invocando il Defense Production Act per rafforzare la produzione nazionale di fosforo elementare - si legge su Freshfruitportal.com - materia prima indispensabile nella sintesi del glifosato. Il provvedimento incarica il Dipartimento dell’Agricoltura e quello della Difesa di intervenire per aumentare la disponibilità interna del composto, considerato strategico.
Il fosforo elementare è infatti un passaggio chiave nella realizzazione del principio attivo del Roundup, l’erbicida di riferimento di Bayer, ampiamente utilizzato anche nelle produzioni ortofrutticole per il controllo delle infestanti. Nel testo dell’ordinanza, la Casa Bianca sottolinea come una fornitura “continua e adeguata” di glifosato sia funzionale alla sicurezza nazionale, in quanto strettamente collegata alla stabilità del sistema agroalimentare. Secondo l’amministrazione, non esisterebbero alternative chimiche pienamente equivalenti agli erbicidi a base di glifosato; eventuali carenze potrebbero tradursi in un calo della produttività agricola, con pressioni sulla disponibilità alimentare e sulla destinazione d’uso dei terreni coltivabili.
Attualmente Bayer risulta l’unico produttore statunitense di fosforo elementare. Parte dell’approvvigionamento proviene da una miniera in Idaho ormai prossima all’esaurimento, mentre la domanda di glifosato continua a crescere. Questo squilibrio ha costretto il gruppo tedesco ad aumentare le importazioni della materia prima. Già lo scorso ottobre l’amministrazione Trump aveva autorizzato la realizzazione di un nuovo sito produttivo nei pressi del giacimento dell’Idaho, su un’area di circa 1.800 acri tra terreni pubblici e privati. Resta da capire se la nuova direttiva comporterà ulteriori agevolazioni operative o finanziarie.

Il tempismo della misura si intreccia con il capitolo legale che coinvolge Bayer e la controllata Monsanto. L’azienda ha recentemente annunciato una proposta di accordo collettivo da 7,25 miliardi di dollari per chiudere le controversie, attuali e future, relative a presunti casi di linfoma non Hodgkin associati all’uso del Roundup. Parallelamente è attesa la pronuncia della Supreme Court of the United States sul caso Monsanto Co. v. Durnell, che potrebbe chiarire il rapporto tra normative federali sull’etichettatura dei prodotti fitosanitari e azioni risarcitorie statali per omessa avvertenza. Il sostegno espresso dall’amministrazione alla posizione dell’azienda ha già avuto riflessi positivi sul titolo in Borsa.
Sul fronte politico, l’ordine esecutivo ha suscitato critiche da parte del movimento Make America Healthy Again, contrario all’uso dei prodotti fitosanitari. Anche ambienti vicini al Segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr., in passato critico verso il glifosato, hanno espresso perplessità. Tuttavia, lo stesso Kennedy ha dichiarato che rafforzare la produzione interna di input strategici significa ridurre la dipendenza dall’estero e tutelare la sicurezza alimentare e nazionale.




















