Dal campo
Halloween, zucche più piccole e raccolti in calo tra Usa e Regno Unito
Le anomalie climatiche riducono la disponibilità di prodotto

Halloween arriva nei campi e sugli scaffali con il suo simbolo più riconoscibile: la zucca. Questo alimento viene preso, intagliato e scavato per essere trasformato in una decorazione dal ghigno spaventoso, illuminato dall’interno. Ma non è sempre stato così, scozzesi e irlandesi originariamente intagliavano rape e vi assegnavano la medesima funzione apotropaica. Solo successivamente, quando a causa della carestia del 1845, molti furono costretti a migrare in America scoprirono che per mantenere vive le loro tradizioni la zucca era un ortaggio molto più pratico da tagliare e più facile da reperire.
Ora la zucca è diventata una decorazione immancabile alla vigilia di Ognissanti, soprattutto nel mondo anglosassone. Negli Stati Uniti le statistiche del 2025 sostengono che il 46% di chi festeggia Halloween sceglie di comprare la zucca e anche quest’anno le persone sembrano ugualmente interessate nonostante i prezzi in aumento. Dall’altra parte dell’Oceano, nel Regno Unito i consumatori non sono da meno. Si stima che ogni anno vengano spesi 29 milioni di sterline per questo ortaggio e che ne vengano acquistate tra i 17 e i 24 milioni, di cui la maggior parte vengono prodotte localmente.
Se da una parte in questo periodo vi è un’alta domanda di zucche, d’altra parte il mercato fatica a rispondervi a causa della scarsità di prodotto e dei calibri molto più piccoli. La colpa è da imputarsi al caldo eccessivo che ha compromesso l’impollinazione e favorito l'aborto dei fiori e dei frutti appena formati. In altri luoghi invece l’ortaggio si è sviluppato, ma ha mantenuto dimensioni ridotte a cause della siccità. In merito agli Stati Uniti, ci sono diversi articoli che riportano le condizioni critiche di alcune aziende. Il Texas Farm Bureau sostiene che nella contea di Floyd le rese sono diminuiti del 30-40% e il raccolto si è concluso con qualche settimana d’anticipo. Un altro esempio è il caso della Beck Family Farm in Utah, che secondo quanto riportato da FOX 13 News Utah, si aspettava un raccolto di 3 000 tonnellate di zucche, ma ne ha ottenute solo 600 tonnellate. Nonostante questi casi, che testimoniano le condizioni metereologiche critiche dovute agli effetti del cambiamento climatico, le conseguenze delle perdite localizzate sono attenuate negli Stati Uniti grazie alla possibilità di coltivare zucche su tutto il territorio americano, uno spazio talmente vasto da essere caratterizzato da condizioni metereologiche differenti. Di conseguenza le oscillazioni annuali sono lievi e a grandi linee si compensano fra un anno e l’altro.

Nel Regno Unito la siccità ha avuto effetti ancora più devastanti sulla produzione di zucche. Le prime testimonianze della carenza di prodotto le riporta l’Indipendent: la fattoria Ruffins che gestisce un campo di zucche nel Suffolck, poco sopra Londra ha raccolto solo 50 delle 10 000 zucche previste. Una contrazione del 99,5% rispetto alla produzione abituale, tale da compromettere la tradizionale attività di raccolta aperta al pubblico. Le difficoltà non riguardano soltanto il Suffolk. Niall Smith, della Picking Patch, attrazione agricola stagionale situata nella New Forest, nell'Inghilterra meridionale, ha riferito a The Independent che le zucche più grandi disponibili quest'anno sono risultate inferiori del 50-60% rispetto alle dimensioni abituali. Pur potendo conservare una buona qualità, gli esemplari più piccoli rischiano di non soddisfare le aspettative di chi cerca agricole zucche grandi da intagliare presso le aziende agricole. Secondo Retail Gazette, la società Oddbox ha recuperato quest'anno 14.400 zucche scartate dai canali tradizionali perché troppo piccole, oltre a decine di tonnellate di altre varietà di squash. La concentrazione delle vendite in una finestra temporale ristretta lascia poco spazio per recuperare eventuali perdite produttive. Halloween non è una ricorrenza facilmente riprogrammabile e, quando la disponibilità si riduce a ridosso della festa, anche la possibilità di reperire volumi alternativi diventa più limitata.
Fortunatamente gli scaffali dei supermercati britannici non sono vuoti. La Gdo britannica si poggia su grandi aziende che dispongono di risorse per garantire una buona irrigazione, di conseguenza il prodotto ottenuto è in linea con i criteri imposti dal mercato. Asda, per esempio, ha ricevuto 1,25 milioni di zucche dal fornitore Lincolnshire Field Products, garantendo la disponibilità del prodotto.
Se la GDO britannica riesce a contenere le difficoltà grazie a fornitori strutturati, assortimenti diversificati e accordi consolidati, le perdite registrate nelle aziende agricole dimostrano che questa tenuta non è scontata né uniforme. Allo stesso modo gli Stati uniti riescono per compensazione a garantire una buona fornitura di zucche, ma ancora una volta c’è una parte di agricoltori che non riesce a vendere il suo raccolto. Questi sistemi, dunque, sebbene in apparenza non mostrino segno di cedimento davanti al consumatore, nascondono un problema ben più grande. Il cambiamento climatico sta imponendo nuovi modelli di coltivazioni e rende necessarie varietà più resistenti per far fronte a questi cambiamenti metereologici inaspettati, diversamente a pagare il conto saranno i coltivatori. (im)



















