Le noci frenano le vendite di frutta secca a inizio autunno

La flessione è dovuta principalmente al prodotto con guscio. Il prezzo medio dello sgusciato supera i 17 euro al chilo

Le noci frenano le vendite di frutta secca a inizio autunno

Nella settimana 42, che si chiude il 18 ottobre, l’ortofrutta Lcc registra una crescita a volume, accompagnata da un aumento del prezzo medio mix che sostiene ulteriormente il fatturato. Libero servizio e discount si confermano i canali più dinamici. La frutta secca mantiene un bilancio positivo da inizio anno, ma mostra segnali di rallentamento tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, con le noci con guscio tra i prodotti maggiormente in difficoltà.

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Ortofrutta Lcc, volumi a +3% nella settimana 42

L’ortofrutta a peso imposto chiude la settimana 42 con volumi in crescita del 3% rispetto alla stessa settimana del 2025, a fronte di un aumento analogo del prezzo medio e quindi di circa 6 punti di fatturato. Guidano il libero servizio (+6%) e i discount (+4%), mentre ipermercati e supermercati avanzano del 2%. In controtendenza l’online generalista, in calo del 15%. Il progressivo 2026 resta più dinamico: volumi a +5% e prezzo medio a +2%.

Frutta secca: 2026 ancora positivo, ma vendite in calo da fine estate

Da gennaio alla settimana 42, la frutta secca confezionata mantiene un bilancio positivo, con vendite in crescita del 2% a volume e del 4% a valore nel progressivo 2026. Un risultato sostenuto soprattutto dalle performance del primo semestre, mentre tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno il mercato ha registrato una decisa inversione di tendenza. A settembre i volumi sono diminuiti del 7%, seguiti da un parziale recupero nelle settimane successive, fino al -3% registrato nella settimana 42. Una flessione che evidenzia le difficoltà del comparto nella seconda parte dell’anno, nonostante il progressivo rimanga in territorio positivo.

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Mandorle e noci guidano le vendite della frutta secca confezionata

Nel progressivo 2026, mandorle e noci guidano le vendite a valore della frutta secca a peso imposto, con quote rispettivamente del 22% e del 20%. Seguono i misti, con il 16%, mentre arachidi e pistacchi si attestano entrambi intorno all’11%. Nel complesso, il prodotto sgusciato rappresenta la quota prevalente delle vendite, evidenziando l'importanza delle soluzioni a maggiore contenuto di servizio e praticità. Non mancano tuttavia differenze tra le categorie: il prodotto con guscio mantiene un peso significativo per noci e arachidi, mentre nel caso dei pistacchi rappresenta addirittura la componente maggioritaria delle vendite, in controtendenza rispetto all'andamento generale del comparto.

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Il discount tiene a ottobre e guida la crescita nel 2026

Nel progressivo di ottobre il discount mantiene le vendite a valore vicino alla parità, mentre arretrano ipermercati (-9%), supermercati e piccoli punti vendita (entrambi -5%). In calo anche l’online generalista (-3%). Dall’inizio del 2026, il discount registra la crescita più sostenuta (+5%), seguito dai supermercati (+4%). Questi ultimi restano il principale canale di acquisto, con il 54% del valore delle vendite, davanti al discount, che ne assorbe il 30%.

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Noci, autunno in frenata ma il bilancio 2026 resta positivo

Dopo un agosto positivo, con vendite in crescita del 3,4% a volume e del 4,3% a valore, le noci, secondo segmento della frutta secca confezionata per fatturato, mostrano segnali di rallentamento a partire da settembre. La flessione prosegue nelle prime settimane di ottobre, con un calo cumulato del 3,5% a volume e dell’1,5% a valore nel mese fino alla settimana 42. L’aumento del prezzo medio contribuisce tuttavia a contenere la contrazione del fatturato. Nonostante la debolezza autunnale, il bilancio da inizio 2026 fino alla settimana 42 rimane positivo, con volumi in crescita del 5,6% e fatturato in aumento del 7,5%.

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Nel progressivo di ottobre, le noci con guscio accusano un pesante calo dei volumi (-19,1%), mentre le sgusciate continuano a crescere (+5,8%). Una dinamica che trova conferma anche nel bilancio da inizio anno, con il senza guscio in aumento del 10,9% contro il -0,9% del prodotto tradizionale. La crescita dello sgusciato segnala una preferenza per il prodotto pronto al consumo, anche a fronte di un prezzo medio più elevato: 17,50 €/kg contro i 7,10 €/kg delle noci con guscio, un confronto che risente anche della diversa resa edibile. (im)