IASMA: FRUTTICOLTURA, UN NUOVO MODELLO DI PRODUZIONE INTEGRATA SOSTENIBILE

IASMA: FRUTTICOLTURA, UN NUOVO MODELLO DI PRODUZIONE INTEGRATA SOSTENIBILE
Oltre 150 frutticoltori hanno preso parte il 27 luglio, a Borgo Valsugana, in località Spagolle, all’incontro “Porte aperte all’azienda De Bellat” dove tecnici e tecnologi dell’Istituto agrario di San Michele all'Adige hanno presentato i principali risultati delle attività sperimentali in frutticoltura. L’iniziativa, alla sua prima edizione, è stata organizzata dal Centro trasferimento tecnologico e affianca le tradizionali porte aperte di Maso Part di Mezzolombardo e Maso Maiano di Cles. Sono intervenuti il direttore generale dell’Istituto Agrario, Alessandro Dini, il dirigente del Centro trasferimento tecnologico, Michele Pontalti, il presidente della Fondazione de Bellat, Mario Dandrea e il coordinatore dell’Unità fitoiatria che ha organizzato l’iniziativa, Gino Angeli.
Gli agricoltori, divisi in gruppi, hanno seguito con interesse la dimostrazione pratica in frutteto di una serie di macchinari e attrezzature dotati di dispositivi innovativi per migliorare la qualità dei trattamenti fitosanitari e per ridurre la deriva, cioè la dispersione dell’agrofarmaco nell’ambiente. D’altronde nell’azienda sperimentale di Spagolle, così come in altri distretti frutticoli provinciali, queste attività vengono realizzate regolarmente: si tratta per lo più di prove sperimentali di difesa in risposta alle problematiche territoriali e nell’ottica di un’agricoltura sostenibile.
E’ stata poi illustrata la situazione relativa all’insetto Carpocapsa in Trentino. Considerata la vasta diffusione della tecnica di confusione sessuale, è stato fornito un aggiornamento, in questa fase della stagione, relativamente all'emissione di feromone dei principali modelli di dispenser utilizzati dagli agricoltori e si è illustrato un nuovo metodo, definito "puffer", oggetto di sperimentazione in diversi distretti frutticoli del Trentino.



Successivamente è stata analizzata la situazione della ticchiolatura dell'annata in provincia, con particolare riferimento ai momenti in cui sono comparse gli eventi infettivi in primavera e si è discusso di strategie di difesa proposte a livello territoriale. Mostrate e spiegate le modalità investigative adottate come il monitoraggio delle piante spia, il volo ascosporico e la maturazione dei periteci. Queste valutazioni, affiancano le attività sperimentali di efficacia di nuovi agrofarmaci, prossimi alla registrazione e supportano le linee di difesa consigliate.
Infine si sono definite le attività in corso per contrastare il problema della moria del melo e bostrico, una problematica recente che porta alla debilitazione fino alla morte della pianta e che interessa sia impianti di recente costituzione che frutteti in piena produzione. Le origini di questo stato di deperimento non sono state del tutto chiarite. Il problema è all’attenzione degli esperti del Centro trasferimento tecnologico e del Centro ricerca e innovazione. L’Istituto agrario è impegnato, in particolare su diversi fronti: la diagnostica con un campionamento delle piante sintomatiche, la sperimentazione con prove di efficacia e contenimento, lo studio entomologico degli insetti associati alla malattia e l’effetto della componente climatica sull’insorgenza della malattia.

Fonte: IASMA