Il CAAT di Torino accende la luce sul futuro: dal 18 maggio il mercato sarà diurno

Rovetta: “Grande risultato dell’assemblea, ora il compito è accompagnare tutti nella transizione”

Il CAAT di Torino accende la luce sul futuro: dal 18 maggio il mercato sarà diurno

Il percorso verso il superamento del modello notturno al Centro Agro Alimentare di Torino entra ufficialmente nella sua fase operativa. L’Assemblea di Fedagro Torino-APGO ha infatti fissato la data della prima giornata di prova del mercato diurno: il 18 maggio segnerà l’avvio di un cambiamento destinato a rappresentare uno spartiacque per l’organizzazione delle contrattazioni ortofrutticole torinesi.
Una decisione che, come sottolineato dal presidente Vittorio Rovetta, assume i contorni di un passaggio storico per il comparto: «Con risultati che non immaginavo nemmeno di poter auspicare – ha dichiarato a IFN – si è deciso di applicare il nuovo orario diurno dal 18 maggio. Dobbiamo ancora completare alcuni passaggi formali con tutti gli attori della filiera, ma l’ultimo step è stato fatto e abbiamo definito il primo giorno di prova. Lo dico con grande orgoglio».
Il nuovo assetto organizzativo prevede una fase sperimentale che accompagnerà il mercato fino al mese di ottobre. In questo periodo le contrattazioni si svolgeranno nella fascia oraria 8.00-15.00, segnando il primo concreto superamento della storica apertura notturna che ha caratterizzato per decenni il funzionamento del CAAT.
Al termine della fase di test, il modello subirà un ulteriore aggiustamento. Da ottobre, infatti, è prevista una riduzione dell’orario di contrattazione a cinque ore che verrà stabilita successivamente. Rimarrà invece invariata la gestione del lunedì, che continuerà a prevedere l’apertura notturna dalle 3.30 alle 10, a tutela delle dinamiche di avvio settimana e dei flussi commerciali consolidati.
«Siamo consapevoli delle difficoltà che questo cambiamento comporta – ha aggiunto Rovetta – ma lo affrontiamo con grandissimo orgoglio. È un passaggio che segna un’evoluzione profonda del mercato e del suo modo di relazionarsi con la filiera».
Il via libera alla fase di sperimentazione rappresenta l’esito di un confronto lungo e articolato tra grossisti, istituzioni e operatori, che negli ultimi anni ha progressivamente rimesso al centro il tema della sostenibilità organizzativa, dei costi e dell’attrattività del lavoro in ambito mercatale.
Con la definizione della data del 18 maggio, il CAAT si prepara dunque a entrare in una nuova fase della propria storia. Una transizione che, al di là delle difficoltà operative, segna un cambio di paradigma destinato a incidere sugli equilibri dell’intera filiera ortofrutticola piemontese.