Industria di Marca: motore di fiducia per l'Europa

Una produzione da 754 miliardi di euro e un export italiano che tocca il record storico di 70 miliardi

Industria di Marca: motore di fiducia per l'Europa

In uno scenario segnato da instabilità geopolitica, pressioni sulle catene di fornitura e rapidi cambiamenti nei modelli di consumo, l’Industria di Marca si conferma un pilastro strategico dell’economia europea. Rappresenta la terza industria manifatturiera dell’Unione per valore della produzione, con 754 miliardi di euro e coinvolge circa 166.000 imprese food e non food lungo una filiera che supera le 300.000 aziende. Il suo impatto è strutturale: circa il 51% del PIL europeo è legato ai consumi, mentre gli investimenti annui in ricerca, sviluppo e asset industriali ammontano a circa 99 miliardi di euro.

In questo quadro si inserisce una fase di transizione geoeconomica, nella quale l’industria di Marca italiana ha consolidato la propria presenza internazionale e intercettato nuovi mercati. Un segnale di questa dinamica è il record storico dell’export agroalimentare, pari a circa 70 miliardi di euro, trainato in modo significativo dalle imprese di Marca. La resilienza del settore è stata testata dalle recenti crisi globali — pandemia, crisi energetica e tensioni geopolitiche — e ha evidenziato un modello industriale fondato su investimenti di lungo periodo, innovazione e capacità di adattamento. Questa capacità di tenuta si confronta oggi con un contesto macroeconomico ancora instabile, caratterizzato da volatilità energetica e pressioni inflazionistiche in Europa. A marzo 2026 l’inflazione nell’Eurozona è tornata al +2,5%, mentre in Italia l’aumento dei prezzi energetici continua a incidere significativamente sui costi industriali, con il petrolio cresciuto del +56% e impatti sui costi operativi delle imprese che in alcuni comparti possono arrivare fino al +77%. In questo scenario di pressione sui sistemi produttivi, la Marca si conferma un elemento centrale di fiducia per i cittadini europei. Ogni giorno circa 450 milioni di consumatori scelgono i prodotti di Marca contraddistinti da standard di qualità e sicurezza.

Questi i temi al centro dell’incontro organizzato da Centromarca in collaborazione con AIM – European Brands Association a TuttoFood, dedicato alle trasformazioni che stanno ridefinendo la competitività dell’industria europea di Marca. Sono intervenuti Francesco Mutti, Presidente di Centromarca, Alexander Koch, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Heineken Italia, Mauro Frantellizzi, Direttore Generale della divisione Export di Lactalis Italia e Marco Settembri, Former Member of the Executive Board di Nestlé.

Nonostante la solidità dimostrata, il comparto evidenzia la necessità di un quadro di sostegno strutturale fondato su una maggiore collaborazione tra industria e istituzioni. In questo contesto il quadro regolatorio assume un ruolo determinante per rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento europee in uno scenario globale sempre più instabile.

«La Marca in Europa rappresenta un motore di valore economico e sociale, capace di generare fiducia e sostenere la crescita lungo l’intera filiera. Un ambiente regolatorio equilibrato è ciò che ne consente l’evoluzione nel lungo periodo» afferma Michelle Gibbons, Director General di AIM – European Brands Association. Per il Direttore Generale di Centromarca, Vittorio Cino, «la competitività dell’industria di Marca europea si gioca oggi sulla capacità di accelerare innovazione e digitalizzazione lungo tutta la filiera. Un mercato unico realmente efficiente, insieme all'uso strategico dei dati e delle nuove tecnologie è un vantaggio competitivo e la leva che permetterà ai Brand di continuare a guidare i mercati globali, traducendo la fiducia dei consumatori in crescita duratura». (lg) 

Fonte: Ufficio Stampa Centromarca