Dalla distribuzione
«Unione e regolamenti, come salvare il comparto»
Dal Maas Di Bella (Leofrutta) fa il punto su vendite e problematiche del settore

“Escludendo i primi giorni del mese quando le vendite sono un po’ più ‘frizzanti’, i consumatori non comprano più come una volta perché sono spaventati da rincari e bollette”.
E’ il punto di vista di Alfio Di Bella, titolare allo stand Leofrutta, azienda operante da più di 40 anni al Maas di Catania.

E continua: “Il problema principale lo abbiamo avuto con il caro energia, non ci aspettavamo così tanti rincari: la cosa più brutta è che siamo stati colpiti proprio durante i mesi più caldi dell’anno, quando abbiamo le celle frigo che lavorano a pieno ritmo. Per il mese di agosto la nostra bolletta si aggira sugli 8mila euro mentre per luglio era già arrivata a quasi 7mila euro. Chiudiamo i nostri bilanci mensili pensando di aver guadagnato poi ci arrivano queste fatture e non sappiamo come comportarci…non possiamo di certe spegnere le celle frigo, sarebbe come dire a un fornaio di spegnere il forno”.

La soluzione non passa neanche dall’orario diurno, da tanti richiesto soprattutto in questi ultimi mesi: “Avrebbe avuto senso forse dieci anni fa, quando la maggior parte dei nostri clienti (80%) era rappresentata da acquirenti della Gdo e solo il 20% dai dettaglianti. Oggi lo scenario è ribaltato e di certo i dettaglianti non fermano la loro attività per venire in mercato, preferiscono acquistare la mattina presto”.

Da dove passa dunque la soluzione? Per Di Bella sarebbe necessario prima di tutto una maggiore unione tra gli operatori del settore, che permetta il rispetto dei regolamenti approvati, in primis sugli accessi alla struttura. “Mi è capitato più di una volta di arrivare alle 3 di notte e c’erano già clienti con i camion perfettamente riforniti di merce fresca: questo significa che c’è chi inizia a lavorare prima degli altri causando un danno economico importante e una perdita di competitività per l’intero mercato”.

Venendo ai prodotti, il grossista segnala una continuazione delle vendite di frutta estiva come le pesche bianche e le nettarine: “Le vendiamo ancora bene perché nel nostro territorio sta continuando il clima caldo e le persone le preferiscono a mele e pere – dice Di Bella – ma si tratta di volumi limitati che non superano 1 euro al chilogrammo”.
Diversa la situazione per le pere coscia: “La stagione era partita bene con una produzione abbondante ma poi abbiamo avuto diverse giornate piovose durante la raccolta e i frutti sono rimasti leggermente danneggiati e, in generale, si presentano di pezzatura minore rispetto agli anni passati. Anche le pere che stanno maturando in cella tendono a sbiancare e, di conseguenza, la fascia prezzo si abbassa”.

Dopo una campagna ottima, sono terminate le angurie: “Abbiamo iniziato a venderle già a maggio considerate le temperature altissime: i consumatori preferivano questi frutti estivi, anche se non perfettamente maturi, anziché la frutta invernale che ancora dominava i mercati”.
Infine, sono iniziate in questi giorni le vendite delle mele nuove: “Commercializziamo i frutti di pianura a partire da 0,70 euro al chilogrammo fino a raggiungere la fascia prezzo 1/1,40 solo per la merce di prima gamma lavorata, come Stark Delicious, Envy, mela imperatore, Pink Lady, Fuji e Golden che è la più richiesta”.
L’azienda commercializza i suoi frutti tramite i marchi legistrati “Leofrutta” e “I puma do zu pippinu”.



















