Attualità
INTERVENIRE PRESTO PER LA BATTERIOSI DEI KIWI
Nel corso di un incontro tenutosi nei giorni scorsi a Faenza è emerso che la fitopatia è in rapida diffusione, con un passaggio dalle iniziali manifestazioni su kiwi a polpa gialla alle varietà a polpa verde apparse in una prima fase meno suscettibili all'attacco del batterio. Occorre, quindi, affrontare il problema a livello di singole aree, per contenere il diffondersi della malattia dall'elevato potere infettivo e che presenta ed il numero notevole di fonti d'inoculo. Questo il messaggio arrivato dagli esperti presenti all'incontro, che hanno sottolineato come i frutti provenienti dalle aree di coltivazione soggette all'infezione sono commestibili e mantengono intatte tutte le loro proprietà nutrizionali.
Stando alle analisi molecolari effettuate in laboratorio, risulta che il ceppo batterico responsabile per i nuovi scoppi epidemici del 2009-2010 a Latina e Roma (nonché rintracciato anche nel ravennate e, ad Aprile 2010, in provincia di Treviso) è di tipo diverso da quello della prima epidemia di batteriosi del 1994. Inoltre, nell'epidemia recente, tutti i ceppi isolati da specie e cultivar diverse di actinidia, anche coltivate in aree geografiche lontane tra loro (Latina-Roma e Ravenna), sono risultati molto simili tra di loro, cosa che farebbe propendere per una probabile origine unica dell'epidemia.
Sul fronte delle cure, al momento il consiglio degli esperti è che ai primi accenni d’infezione in una pianta è buona norma tagliarla o eradicarla.
Nel corso dell’incontro, poi, è stato evidenziato il metodo di lotta alla sviluppato dal CRA ([url= http://www.italiafruit.net/php/fset_fullnews.php?nl=1&id_news=9821]leggi articolo correlato[/url]). Inoltre, è stato testato preliminariamente anche il Bioprotek AHC. Si tratta di un fertilizzante prodotto e confezionato da Essepì Srl e distribuito in esclusiva in Italia da Ri.Va. Srl di Daniele Dall’Agata.
Il prodotto consiste in una miscela di concimi di sintesi e acidi organici a base oleosa. Impiegato in agricoltura integrata su tutte le colture (arboree, erbacee e floricole), si rivela fonte di efficiente di Azoto e Fosforo. Viene assorbito e immesso molto rapidamente nel circolo linfatico e, grazie alla sua matrice polivalente, garantisce uno sviluppo sano ed armonico della vegetazione. Le dosi d’impiego sono di 250 gr/hl con 10 hl/Ha.
Stando alle analisi molecolari effettuate in laboratorio, risulta che il ceppo batterico responsabile per i nuovi scoppi epidemici del 2009-2010 a Latina e Roma (nonché rintracciato anche nel ravennate e, ad Aprile 2010, in provincia di Treviso) è di tipo diverso da quello della prima epidemia di batteriosi del 1994. Inoltre, nell'epidemia recente, tutti i ceppi isolati da specie e cultivar diverse di actinidia, anche coltivate in aree geografiche lontane tra loro (Latina-Roma e Ravenna), sono risultati molto simili tra di loro, cosa che farebbe propendere per una probabile origine unica dell'epidemia.
Sul fronte delle cure, al momento il consiglio degli esperti è che ai primi accenni d’infezione in una pianta è buona norma tagliarla o eradicarla.
Nel corso dell’incontro, poi, è stato evidenziato il metodo di lotta alla sviluppato dal CRA ([url= http://www.italiafruit.net/php/fset_fullnews.php?nl=1&id_news=9821]leggi articolo correlato[/url]). Inoltre, è stato testato preliminariamente anche il Bioprotek AHC. Si tratta di un fertilizzante prodotto e confezionato da Essepì Srl e distribuito in esclusiva in Italia da Ri.Va. Srl di Daniele Dall’Agata.
Il prodotto consiste in una miscela di concimi di sintesi e acidi organici a base oleosa. Impiegato in agricoltura integrata su tutte le colture (arboree, erbacee e floricole), si rivela fonte di efficiente di Azoto e Fosforo. Viene assorbito e immesso molto rapidamente nel circolo linfatico e, grazie alla sua matrice polivalente, garantisce uno sviluppo sano ed armonico della vegetazione. Le dosi d’impiego sono di 250 gr/hl con 10 hl/Ha.



















