Fertilizzanti alle stelle, l’UE vara il piano d’emergenza

Lo shock geopolitico fa impennare i prezzi dei concimi azotati del 70%

Fertilizzanti alle stelle, l’UE vara il piano d’emergenza

È attesa per oggi la presentazione del nuovo piano strategico della Commissione europea, pensato per arginare la vertiginosa impennata dei costi dei fertilizzanti causata dal conflitto in Medio Oriente. 
Come riporta Il Sole 24 Ore, tra i provvedimenti principali, l'esecutivo UE è pronto a varare un pacchetto di aiuti economici straordinari a sostegno del comparto agricolo. Da Bruxelles emerge forte la preoccupazione che l'attuale congiuntura possa spingere gli agricoltori a ridurre le aree seminate, mettendo in serio pericolo l'autosufficienza alimentare del Continente.

Le misure principali
L'agenda della Commissione si articola su più fronti: oltre ai nuovi stanziamenti finanziari, si prevede un anticipo nell'erogazione dei fondi legati alla Politica Agricola Comune (PAC) per il periodo 2021-2028. Il piano punterà inoltre a incentivare pratiche di risparmio e a promuovere lo sviluppo di un mercato interno per i concimi biologici. Per favorire quest'ultimo punto, le istituzioni europee intendono snellire le normative vigenti, facilitando sia all'interno dell'UE sia negli scambi tra i singoli Stati membri l'impiego e la compravendita di ammendanti organici e digestato.

Il nodo energetico e la dipendenza dall'estero
Il rincaro dei fertilizzanti è strettamente legato ai costi di produzione, fortemente energivori e dipendenti da materie prime come gas, fosfato, ammonio e azoto. Con il prezzo del petrolio che solo ieri si attestava sopra i 100 dollari al barile, l'effetto domino sui costi agricoli e, di conseguenza, sulla spesa dei consumatori è inevitabile. Ad aggravare la situazione vi è la vulnerabilità strategica dell'Europa: se il 35-45% dei concimi viene prodotto internamente, una quota compresa tra il 55% e il 65% dipende direttamente dalle importazioni o da fattori produttivi acquistati all'estero.

Prezzi alle stelle: i dati e i Paesi più colpiti
I numeri di mercato delineano un quadro critico: negli ultimi tre mesi del 2025 i fertilizzanti in Europa costavano il 62% in più rispetto ai livelli del 2020, mentre ad aprile di quest'anno i prodotti azotati hanno fatto registrare un balzo del 70% rispetto alla media del 2024. L'impatto di questa crisi si concentrerà soprattutto nei Paesi a più alta intensità agricola. Nel 2023, infatti, Francia, Polonia, Germania, Spagna, Italia e Romania hanno assorbito quasi il 75% del consumo complessivo di concimi a base di fosforo nell'UE. A soffrire maggiormente sono i coltivatori di cereali, già penalizzati negli ultimi anni da una contrazione dei listini di vendita. Per questo settore la spesa per i concimi rappresentava già il 16% dei costi totali nel 2023 (prima della crisi mediorientale). Secondo le rilevazioni Eurostat del 2023, i maggiori produttori di cereali nell'Unione restano Francia, Germania, Polonia, Spagna e Romania.

I precedenti e il quadro geopolitico
L'imminente piano d'azione non rappresenta il primo intervento di Bruxelles in materia. Lo scorso dicembre l'UE aveva già ridotto la tassa ambientale CBAM all'1% (rispetto al 10% inizialmente preventivato). Una scelta difesa dal Commissario all'Agricoltura, Christophe Hansen, il quale ha recentemente ribadito: “Abbiamo già adottato misure per ridurre i dazi. La sospensione totale del CBAM sui fertilizzanti rischierebbe di aumentare la nostra dipendenza dalle importazioni”. A gennaio è scattata inoltre la sospensione annuale dei dazi della "nazione più favorita" (MFN). Parallelamente, nell'ambito del regime sanzionatorio legato alla guerra in Ucraina, l'Unione ha inasprito le tariffe doganali sui fertilizzanti in arrivo da Russia e Bielorussia, una linea dura che per ora viene confermata.

La partita che si gioca a Bruxelles, dunque, va ben oltre il solo settore primario: la crisi dei fertilizzanti si profila come una vera e propria emergenza economica globale, capace di condizionare pesantemente l'inflazione alimentare e non solo. (lg)

Fonte: Il Sole24Ore