Attualità
IV Gamma, produttori e Gdo al tavolo per un nuovo patto di filiera
A TuttoFood la presentazione di Unione Quarta Gamma, tra costi crescenti, fiducia da recuperare e ruolo strategico nel reparto

La IV Gamma prova a cambiare passo. Dopo anni segnati da tensioni sui costi, pressione promozionale, marginalità compressa e perdita di fiducia da parte di una quota di consumatori, il comparto sceglie la via dell’aggregazione organizzata. È questo il senso della presentazione dell’AOP Unione Quarta Gamma, andata in scena ieri a TUTTOFOOD, in un confronto che ha visto la partecipazione delle imprese produttrici e della distribuzione moderna.
Una presenza, quella della Gdo, tutt’altro che secondaria: perché la nuova AOP nasce con l’obiettivo di intervenire su una categoria strategica per il reparto ortofrutta, oggi chiamata a ritrovare equilibrio economico, reputazione e prospettiva industriale. Qualità, efficienza e comunicazione sono le tre direttrici indicate per superare una competizione giocata troppo spesso solo sul prezzo.
Scordamaglia: "Uscire dai loop competitivi al ribasso"
A inquadrare il significato dell’operazione è stato Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Filiera Italia, che ha richiamato la necessità di distinguere tra concorrenza e svalutazione del prodotto.

"Nessuno si sognerebbe di ridurre la concorrenza, ma non possiamo accettare che questo concetto venga interpretato soltanto come calo dei prezzi o prezzo predatorio. Noi siamo per l’aggregazione dell’offerta: siamo di fronte a una vera infrastruttura di valore internazionale. Vogliamo essere protagonisti della IV Gamma e uscire dai loop competitivi delle offerte sempre al ribasso. La nascita dell’AOP va esattamente in questa direzione, riunendo aziende già molto avanzate".
Per Scordamaglia, il tema è anche reputazionale: "Cureremo con attenzione l’aspetto della comunicazione, perché attorno alla IV Gamma circolano fake news che vengono ripetute con insistenza e che vogliamo smentire con forza".
Della Casa: "Categoria indispensabile, ma serve discontinuità"
A fornire la lettura di mercato è stato Roberto Della Casa, responsabile scientifico del Monitor Ortofrutta di Agroter, che ha evidenziato la natura peculiare della categoria: "Il contesto di mercato è caratterizzato da un numero limitato di imprese: circa dieci aziende fanno il 70% del totale. Esiste una forte concorrenza orizzontale, sia tra produttori sia tra distributori. Da un lato abbiamo un potenziale produttivo pari a 280mila tonnellate a fronte di una produzione effettiva di circa 200mila tonnellate; dall’altro una preponderanza molto rilevante della marca del distributore, che vale il 63%: un dato unico al mondo".

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Nonostante le criticità, il ruolo della IV Gamma nel reparto resta centrale. "È una categoria di cui non si può fare a meno, perché da sola genera il 15,9% della massa di margine del reparto ortofrutta. Il punto è che i costi stanno aumentando lungo tutta la filiera: la produzione è cresciuta di oltre il 60% dal 2010, mentre plastiche per coperture agricole, imballaggi e trasporti hanno registrato rincari significativi. Una pressione che, a valle, si traduce in ricadute stimate nell’ordine di 10-15 centesimi a busta e 50-75 centesimi al chilo".

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Accanto ai costi, Della Casa ha richiamato il tema della fiducia. "Il 6% dei consumatori dichiara di essere tornato negli ultimi anni a comprare solo o quasi solo insalata sfusa, abbandonando le buste. È un segnale allarmante da non trascurare. Il dato più delicato riguarda però il 61% dei consumatori che dichiara di rilavare l’insalata in busta, con un incremento del 17% rispetto al 2020. Il prodotto nasce per offrire servizio, praticità e immediatezza d’uso, ma una quota crescente di consumatori sente comunque il bisogno di ripetere un passaggio che dovrebbe essere già garantito dalla filiera".

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Il confronto con altre categorie del fresco rende ancora più evidente la necessità di intervenire. "La percezione è che molte categorie siano migliorate, come yogurt e zuppe, mentre per la IV Gamma il 24% dei consumatori ritiene che la qualità sia peggiorata, quota che sale al 31% tra i giovani. Per uscire da questa tempesta serve cambiare schema di business, creare discontinuità".

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Poli: "Qualità, efficienza e comunicazione sono i tre pilastri"
Il percorso operativo della nuova AOP è stato illustrato da Felice Poli, presidente di AOP Unione Quarta Gamma. "La genesi di questa AOP nasce da un’esigenza chiara, che ha trovato nel contesto normativo europeo, grazie al Regolamento Omnibus 2393/17, la possibilità di ottenere un risultato di assoluto rilievo. I fondamenti sui quali si basa il progetto sono sostanzialmente tre: qualità, efficienza e comunicazione".
L’obiettivo, ha spiegato Poli, è dare alla categoria una struttura capace di coordinare meglio programmazione, costi e rapporti di mercato. "L’AOP permette di lavorare per pianificare, ottimizzare i costi di produzione, immettere sul mercato e negoziare contratti riguardanti l’offerta di prodotti agricoli in nome dei propri aderenti, per la totalità o per parte dei soci. È una prospettiva diversa rispetto a quella utilizzata finora".

Un punto centrale riguarda la definizione di riferimenti economici più trasparenti. "Per i prezzi alla produzione ci sarà un ente terzo pubblico autorizzato, nella fattispecie Ismea, che ci darà i prezzi minimi da utilizzare. La struttura è una società consortile con un Cda in cui sono presenti i nove soci aderenti e rappresenta circa il 70% del comparto. Al suo interno sono stati costituiti un comitato tecnico, dedicato a qualità e agronomia, e un comitato commerciale: questi due organismi saranno i pilastri dell’attività".
Tra gli obiettivi operativi rientrano standard condivisi e una migliore lettura dei costi. "Vogliamo predisporre standard qualitativi comuni, sia per la materia prima sia per gli aspetti agronomici, e identificare i costi medi ordinari di produzione con l’intervento di Ismea, così da definire riferimenti economici da applicare sul mercato".
La società è già operativa e l’iter di riconoscimento è in fase avanzata. "La società è stata costituita ed è attiva, trova collocazione associativa in Filiera Italia e siamo nella fase di riconoscimento – che attendiamo entro fine mese – da parte della Regione Lombardia, competente per territorio. Nel frattempo i comitati sono stati costituiti, i regolamenti interni sono stati approvati e abbiamo avuto un’ottima risposta dal Masaf".
Battagliola: "Mettere a fattor comune modelli più efficienti"
Dal punto di vista industriale, Domenico Battagliola, ceo del Gruppo La Linea Verde, ha richiamato la necessità di superare alcune inefficienze storiche del modello italiano.
"Forse abbiamo dato troppo spazio a una crescita non governata del comparto, che ci ha portato alla situazione attuale. Noi abbiamo girato il mondo, siamo presenti in diversi Paesi e abbiamo approfondito modelli più virtuosi. In Europa esistono stabilimenti che lavorano in modo più efficiente e che possono permettersi anche l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, cosa che in Italia non facciamo a causa di diverse difficoltà".

Il nodo, secondo Battagliola, è anche organizzativo. "In altri Paesi produciamo i nostri ordini attraverso programmazioni colturali che ci consentono di essere più efficaci. In Italia, per consuetudine, lavoriamo ancora con ordini giornalieri azienda per azienda, AxA, che spesso non hanno molto senso. Inoltre consegnare in Italia è complesso a causa della viabilità. In Francia hanno capito prima come funziona: lì il prodotto può rimanere in conservazione due giorni prima della spedizione, negli Stati Uniti addirittura tre. Abbiamo conosciuto, quindi, modelli più efficaci e oggi Unione Quarta Gamma può metterli a fattor comune per fare qualità ed efficienza".
La Gdo: "Bene regole chiare, qualità e trasparenza"
Il confronto si è poi spostato sulla distribuzione moderna, chiamata a misurarsi quotidianamente con il valore della categoria a scaffale. Gian Marco Guernelli, responsabile acquisti ortofrutta di Conad, ha evidenziato le difficoltà degli ultimi anni e la necessità di un nuovo patto di filiera.
"I dati parlano chiaro: abbiamo perso superficie, abbiamo perso clienti, abbiamo perso fiducia e abbiamo perso marginalità lungo tutta la filiera. L’auspicio è che questo percorso vada a buon fine, con un livello di condivisione e di efficientamento dei processi produttivi capace di generare valore reale".

Per Guernelli, il presupposto è la trasparenza. "Quello che chiedo è trasparenza e corrette pratiche di gestione del cliente. Da anni cerchiamo di difenderci da catene che lavorano sull’abbassamento dei prezzi, quindi sono molto favorevole ad attività che mettano in chiaro le regole a livello produttivo, soprattutto sulla qualità. Se c’è soddisfazione lungo la filiera, tutto migliora. Poi dobbiamo arrivare al cliente nelle migliori condizioni: l’augurio è che questo percorso ci aiuti a vendere sempre di più, senza perdere quota".

Sulla stessa linea anche Giuseppe Capaldo responsabile ortofrutta di Coop Consorzio Nord Ovest, che ha espresso un giudizio positivo sull’iniziativa. "Il nostro giudizio su questa attività è positivo. La qualità è un indicatore che migliora l’efficienza, ci consente di recuperare qualche punto ed è sicuramente una strada percorribile. Inoltre può contribuire ad aumentare la fidelizzazione della clientela. Per quanto ci riguarda, il sottocosto non è certamente nel nostro stile: siamo quindi ben disponibili a questo genere di operazioni".
Prandini: "La IV Gamma è strategica per tutto il comparto"
A chiudere il confronto è stato Ettore Prandini, presidente di Coldiretti:"Oggi più che mai dobbiamo ragionare come filiera, evitando logiche a compartimenti stagni".
Prandini ha poi richiamato il rischio di una competizione fondata esclusivamente sul prezzo. "Se riparte il meccanismo di chi fa l’offerta più bassa, nessun soggetto della filiera ne trarrà beneficio. La IV Gamma è un prodotto strategico per tutto il comparto ed è necessario raccontarla in modo diverso. La comunicazione può e deve fare tanto, così come il lavoro su sostenibilità, residuo zero e contenimento dello spreco".

La nascita di Unione Quarta Gamma segna dunque un passaggio di sistema: non una semplice risposta organizzativa alla crisi, ma il tentativo di costruire una nuova grammatica di filiera. Una grammatica fondata su standard condivisi, programmazione, trasparenza economica e una comunicazione capace di restituire valore a una categoria che resta centrale per il reparto ortofrutta, ma che oggi ha bisogno di ritrovare fiducia, equilibrio e visione. (Lg)



















