Dalla distribuzione
KARSTADT BERLINO, UN GRANDE MAGAZZINO CHE PUNTA SU UN ALIMENTARE "PERFETTO" E SUL CLIENTE BIO

Con la grande ascesa, che non sembra cessare, dei discounter in territorio tedesco, in questo "punto vendita del mese" si andrà ad analizzare la situazione di una realtà che pare in controtendenza. E' il caso di Karstadt, insegna storica – sin dal 1881- di grandi magazzini tedeschi, che fornisce lavoro a 25.000 persone e fattura più di 3 miliardi di €. Oltre ai vari reparti non food che questo formato di vendita offre, in special modo quello sportivo, vi è anche spazio dedicato all'alimentare, che negli ultimi anni ha cambiato insegna in Perfetto. Il grande magazzino scelto dalla nostra redazione si affaccia sulla Leopold Platz a Berlino. L'edificio si compone di più piani segmentati per tipologia merceologica e quello interrato, che ospita un supermercato su 1.400 metri quadri, presenta il reparto ortofrutta in prima battuta che occupa uno spazio di oltre 200 metri quadri. La prima impressione è che l'ambientazione cerchi di allontanarsi il più possibile dal classico supermercato con luci molto intense e rigide linee del layout delle strutture, con una forma irregolare del perimetro del reparto ad imbuto che contribuisce a dare un senso di accoglienza al cliente che si accinge ad effettuare i propri acquisti. Entrando nel negozio si incappa inesorabilmente nella prima isola composta da frutta, specialmente mele, e piante gradevolmente disposte in ceste di vimini. Man mano che si prosegue lungo il reparto, questo si espande formando due corsie di flusso preferenziali. Quella a destra, la più immediata se si vuole passare al reparto successivo, è caratterizzata da prodotti ad alto valore di servizio come IV-V gamma e verdura confezionata, che come modalità di vendita incide per oltre il 60% del totale verdura. Per quanto riguarda il secondo flusso, quello a sinistra, è caratterizzato per la maggior parte da prodotti sfusi, disposti su cassette in plastica a sponde abbattibili per la verdura e su imballaggi in cartone e ceste di vimini per la frutta.

All'uscita del reparto si trova l'isola del biologico, opportunatamente segnalata dalla cartellonista, contenente ben 53 referenze tra frutta e verdura fresca. Tutto ciò aiuta la categoria a differenziarsi rispetto al resto dei prodotti e il consumatore bio a percepire un reparto nel reparto, adibito ad hoc per lui.

Al centro delle isole principali, poste in mezzo al reparto, sono state collocate delle palme per aumentare la naturalità dell'ambiente, accompagnando il tutto da numerose ceste in vimini, metalli dipinti di verde e, dove possibile, supporti in legno. Il reparto ortofrutta del Perfetto berlinese conta 392 referenze, esclusi i legumi, presenti in un altro reparto del negozio. Del totale referenze la quota dell'ortofrutta convenzionale è pari al 35%, per la frutta secca ed essiccata pari al 34%, per IV e V gamma il 17% e per il biologico del 14%. La percentuale del confezionato si attesta all'80% per il totale reparto mentre, se si analizza l'ortofrutta convenzionale, tale quota si abbassa al 56%.



Copyright Italiafruit News

All'uscita del reparto si trova l'isola del biologico, opportunatamente segnalata dalla cartellonista, contenente ben 53 referenze tra frutta e verdura fresca. Tutto ciò aiuta la categoria a differenziarsi rispetto al resto dei prodotti e il consumatore bio a percepire un reparto nel reparto, adibito ad hoc per lui.

Al centro delle isole principali, poste in mezzo al reparto, sono state collocate delle palme per aumentare la naturalità dell'ambiente, accompagnando il tutto da numerose ceste in vimini, metalli dipinti di verde e, dove possibile, supporti in legno. Il reparto ortofrutta del Perfetto berlinese conta 392 referenze, esclusi i legumi, presenti in un altro reparto del negozio. Del totale referenze la quota dell'ortofrutta convenzionale è pari al 35%, per la frutta secca ed essiccata pari al 34%, per IV e V gamma il 17% e per il biologico del 14%. La percentuale del confezionato si attesta all'80% per il totale reparto mentre, se si analizza l'ortofrutta convenzionale, tale quota si abbassa al 56%.



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