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LA PATATE RATTE, DALLA FRANCIA ALL'ITALIA UN TUBERO CHE CONQUISTA PER IL SAPORE

L'estetica non è il punto di forza del prodotto che vi presentiamo questa settimana, le patate Ratte, ma il gusto e la storia di questo tubero lo rendono degno di nota. Si tratta di una patata a pasta gialla coltivata specialmente nelle zone di montagna del nord Italia, dal Trentino al Piemonte, regione in cui viene coltivata specialmente in alta Val di Susa dove la chiamano anche "patata del Bur". In Italia ci è arrivata scavallando le Alpi e partendo dalla confinate Francia, più precisamente dalla città di Lione. Fin dal principio si è insediata nel territorio dei Savoia, forse non a caso, ma poco si conosce sul periodo in cui è avvenuta la migrazione nelle valli torinesi.
Caratteristica distintiva di questa varietà è la buccia talmente sottile e delicata che per toglierla è sufficiente sfregarla fra le dita. La forma a corno, molto irregolare, la rende davvero poco gradevole all'occhio a causa anche del colore esterno cha va dal giallo scuro al marrone-viola. Lo scarso appeal, però, è compensato da un gusto molto particolare, che ricorda quello della castagna, e dalle ottime caratteristiche dimostrate nelle numerose varianti di preparazione.

Noi l'abbiamo trovata sugli scaffali di un punto vendita a insegna Martinelli, a Villafranca di Verona, confezionata in una pratica vaschetta trasparente. È un prodotto coltivato in Trentino che si presta per essere consumato sia bollito, che saltato in padella, ed è particolarmente consigliato nelle preparazioni in insalata. Noi l'abbiamo provata proprio in quest'ultimo modo e siamo rimasti piacevolmente colpiti dall'ottima resa della pasta soda che resta molto compatta senza sbriciolarsi o sfaldarsi.
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