Attualità
Mela Val Venosta cambia look e strategie
Restyling del brand e nuova linea per elevare la competitività
Un nuovo marchio, più “snello” e moderno, per differenziarsi e creare valore aggiunto: l’ha presentato ieri, nel proprio quartier generale di Laces (Bolzano), la Vip, che lo lancerà sul mercato italiano a partire dal 7 marzo, e nei 50 Paesi esteri serviti nei mesi successivi. In Spagna, in particolare, il "battesimo" avrà luogo alla fiera Fruit Attraction. L’operazione - che rientra in un progetto complessivo legato alla strategia aziendale - interessa il brand in toto: dal packaging all’immagine coordinata, sino alle scelte comunicative veicolate al consumatore finale.

A partire da destra Zanesco, Oberhofer, Wielander e Grasser
Nel logo che sarà apposto su mele e relative confezioni spariscono i prati e la montagna, mentre rimangono, “rivisitate” le coccinelle (due) e il riferimento alla Val Venosta. Il precedente restyling risaliva al 2009; quello attuale, partito oltre un anno fa, ha impegnato a fondo i vertici della cooperativa, impegnati in gruppi di lavoro.
“E l’ultimo atto di una revisione dell'impostazione del nostro sistema avviata dalla coltivazione e proseguita focalizzandosi su prodotto, servizio e, appunto, marca”, ha spiegato il direttore Josep Wielander. “Uno sforzo rivolto ad innovare e ottimizzare tutti i processi principali coinvolti nella produzione e commercializzazione dei nostri frutti”.

“Siamo passati da una molteplicità di elementi - ha proseguito - a pochi ma incisivi punti di riferimento: delle due coccinelle, quella gialla rappresenta la qualità, la rossa la naturalità; altri valori che vogliamo trasmettere con il brand sono l’origine, richiamata dal nome della valle di riferimento e la molteplicità dell’offerta, visto che Val Venosta non significa solo mele”.
Due coccinelle, è stato sottolineato, che simboleggiano anche la felice convivenza di fattori distintivi: “il territorio d’origine dei nostri prodotti ha due lingue - ha aggiunto Wielander - due culture e due sono anche i colori delle varietà tipiche. Il nostro manifesto aziendale è sintetizzato da due parole, naturalità e qualità: l’importante, per noi, è che la mela sia buona e sincera”.

Cambiano dunque aspetto i tre marchi "Val Venosta", che vale l’80% del totale, "Bio Val Venosta" (tra l’8-10%) con, in questo caso, la seconda coccinella di colore verde, anziché giallo e "Amelie", destinato al prodotto non Igp ma comunque di prima scelta.
“Simbolo” dell’evoluzione di Mela Val Venosta è la linea ribattezzata “Le Coccinelle”, uno speciale packaging Mix che accoglie nel cartone e nei vassoi un’alternanza di mele gialle e rosse. Una dualità, dunque, non solo nel logo, ma anche nell’offerta di prodotto: in ogni confezione il consumatore troverà la Golden affiancata da varietà rosse (Stark, Pinova o Gala), a richiamare le due mascotte presenti nel marchio, le coccinelle di Val Venosta.

L'obiettivo della nuova strategia? “Presentarsi sul mercato in maniera sempre più competitiva e accattivante per commercializzare tutte le mele nell’arco della stagione produttiva di riferimento al giusto prezzo, così da soddisfare i nostri conferitori”, ha sintetizzato Wielander.
La materia prima non manca: “disponiamo di 350 mila tonnellate di mele coltivate su 5.000 ettari; i frutti dei nostri 1.770 soci raggiungono 50 diversi Paesi, anche se l’Italia copre ancora circa la metà del totale distribuito; le mele commercializzate con il nostro brand, ancora, rappresentano il 50% del totale dei frutti, il resto viene veicolato principalmente con la marca del distributore" .

La "rivoluzione venostana" verrà sostenuto da una robusta campagna di comunicazione on e off line: agli strumenti più classici come la stampa e le pubbliche relazioni, si aggiungerà una pianificazione mirata sui principali social network e su internet in generale. A partire dai primi di marzo il logo con le due coccinelle sarà protagonista di alcune iniziative speciali: un concorso su base nazionale, attività nei punti vendita e nei centri commerciali e altri progetti in via di definizione.
“Un marchio è una promessa - ha commentato il direttore marketing Michael Grasser - abbiamo lavorato sodo su questo progetto e ora dobbiamo convincere clienti e consumatori trasmettendo i valori con la nostra passione, dimostrando che sappiamo fare le cose e farle bene”.

In occasione della conferenza stampa di ieri, aperta dall’intervento del presidente Vip Thomas Oberhofer è stato fatto brevemente il punto sulla campagna commerciale: “chiudiamo febbraio con il 38% di mele vendute, in linea con la media dell’ultimo quinquennio”, ha detto a questo proposito Wielander, moderatamente ottimista circa il prosieguo.






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