Nespole siciliane, ottime prospettive per l’inizio della stagione

Il produttore Paolo Marcenò: «Le sfide non mancano tra parassiti e siccità»

Nespole siciliane, ottime prospettive per l’inizio della stagione

Le prime nespole italiane, provenienti dalla Sicilia, fanno capolino tra la frutta primaverile e danno una bella scossa al mercato come frutti particolarmente apprezzati per le loro caratteristiche. L’entusiasmo non manca per il debutto stagionale proprio in ragione della qualità dei frutti, racconta a IFN Paolo Marcenò, presidente della Cooperativa Valle Dell’Oreto, realtà che, già dai primi anni ‘30, dà lustro a questa coltivazione. Una tradizione che continua e prosegue grazie alla collaborazione dei figli, Stefano, Giovanni, Letizia e Francesca.

“Tra qualche giorno inizieremo con le varietà precoci, per poi proseguire sino a giugno con le tardive. L’entusiasmo non manca e soprattutto si deve mettere nel dimenticatoio la scorsa campagna che, a causa del clima avverso, è stata particolarmente sfortunata. Nel 2023 si è perso oltre il 50% del prodotto a causa della pioggia e del vento che hanno flagellato la Sicilia in tarda primavera”. 

“La stagione si presenta con ottimi auspici grazie al lavoro agronomico che abbiamo fatto, dal diradamento al contenimento dei parassiti. Ovviamente le sfide non sono mancate, come la siccità, e in questi giorni abbiamo notato qualche attacco da parte della mosca che stiamo fronteggiando con l’eco-trappole. Inoltre, il vento di scirocco di questi giorni non è un grande alleato delle nespole. Ma, nonostante tutto, le caratteristiche organolettiche sono ideali; solo a causa della siccità i calibri non sono particolarmente grandi, invece i volumi sono soddisfacenti”.

“Oltre alle sfide di campo bisogna fare i conti con la concorrenza del prodotto spagnolo, che sta dominando nei mercati del Nord Italia. I nostri prodotti vengono trattati il meno possibile e, per questo, hanno una shlf-life contenuta he li penalizza sul mercato. In Spagna, le nespole sono soggette a diversi trattamenti per garantire, invece, una conservabilità anche di 30 giorni”.
“Adesso, non manca che attendere i primi stacchi per aprire le danze”, conclude il produttore siciliano.