Economia
Nuova Pac, meno soldi sul tavolo: il negoziato europeo si fa più duro
Sedici Paesi, tra cui l’Italia, si oppongono ai tagli mentre il mondo agricolo torna a ventilare nuove mobilitazioni

Si riaccende il confronto sul futuro delle risorse europee destinate all'agricoltura. La nuova proposta della presidenza irlandese del Consiglio dell'UE per il bilancio pluriennale 2028-2034 prevede un'ulteriore riduzione dei finanziamenti, coinvolgendo anche la Politica agricola comune (PAC) e le politiche di coesione. Un'ipotesi che ha suscitato forti perplessità tra le istituzioni europee e le organizzazioni di rappresentanza del settore primario. Come riportato da Eunews.it, il documento negoziale presentato dall'Irlanda riduce la dotazione complessiva del prossimo quadro finanziario pluriennale a 1.622 miliardi di euro, contro i 1.730 miliardi indicati dalla precedente presidenza cipriota. Rispetto alla proposta iniziale della Commissione europea, pari a circa 1.763 miliardi, la differenza raggiunge i 141 miliardi di euro.
Per agricoltura e coesione, riunite nella proposta in un unico strumento finanziario, il limite complessivo scenderebbe a 914,2 miliardi di euro, con 27,8 miliardi in meno rispetto ai 942 miliardi previsti dal precedente compromesso. La cifra riguarda entrambe le politiche e non rappresenta quindi un taglio attribuibile esclusivamente alla PAC. La revisione interesserebbe anche altri capitoli del bilancio europeo. Per la competitività si passerebbe da 502 a 455,6 miliardi di euro, mentre le risorse destinate al programma Europa globale diminuirebbero da 183 a circa 157 miliardi. Una riduzione è prevista anche per le spese amministrative dell'Unione.
Le nuove cifre hanno alimentato le tensioni tra le istituzioni europee. Secondo quanto riferito da Eunews.it, diversi rappresentanti del Parlamento europeo hanno contestato la proposta, ritenendola insufficiente rispetto alle priorità economiche e strategiche dell'Unione. Tra questi, l'eurodeputato Siegfried Mureșan, corresponsabile del negoziato sul bilancio, ha criticato il mancato recepimento delle richieste avanzate dall'Eurocamera. Preoccupazioni arrivano anche dal Comitato europeo delle regioni. La presidente Kata Tüttő ha richiamato l'attenzione sul rischio che una minore disponibilità di risorse accentui le disparità territoriali, penalizzando soprattutto le aree con una capacità di investimento più limitata.
Il confronto rimane aperto anche tra gli Stati membri. La Germania, attraverso il cancelliere Friedrich Merz, ha giudicato ancora troppo elevato il livello di spesa proposto dalla presidenza irlandese, chiedendo un bilancio maggiormente sostenibile per i principali Paesi contributori. Una posizione che si confronta con quella di 16 Stati membri, tra cui l'Italia, contrari a riduzioni dei finanziamenti destinati all'agricoltura e alla coesione. Particolarmente critica la reazione del mondo agricolo europeo. Copa-Cogeca, organizzazione che rappresenta agricoltori e cooperative agricole dell'UE, ha espresso la propria contrarietà alla nuova ipotesi di bilancio, ribadendo la necessità di garantire alla PAC risorse adeguate per il prossimo periodo di programmazione.
Come evidenziato da Eunews.it, le organizzazioni agricole ritengono che le richieste avanzate negli ultimi anni non abbiano trovato sufficiente spazio nel negoziato. La possibilità di nuove mobilitazioni torna quindi al centro del confronto, dopo le proteste che avevano già interessato Bruxelles e diverse capitali europee. Il prossimo passaggio sarà il vertice europeo del 15 e 16 ottobre, durante il quale i capi di Stato e di governo saranno chiamati a confrontarsi sulle risorse del bilancio comune. Resta da trovare un'intesa tra le richieste di contenimento della spesa e la necessità, sostenuta da Parlamento, Regioni e rappresentanze agricole, di preservare i finanziamenti destinati alle principali politiche europee. (ga)
Fonte: Euronews.it



















