Ortomercato di Milano, falsa partenza per l'apertura ai privati

Grossisti scettici, dettaglianti contrari; solo 70 i consumatori, delusi dai prezzi

Ortomercato di Milano, falsa partenza per l'apertura ai privati
Più mugugni che sorrisi per l’apertura quotidiana al pubblico dell’Ortomercato di Milano, che da ieri è accessibile ai privati dal lunedì al venerdì dalle 10 alle ore 12, in aggiunta alla consueta “fascia” del sabato dalle ore 9 alle ore 11.

La decisione assunta dalla Commissione Mercato Ortofrutticolo (composta da grossisti, dettaglianti, ambulanti, produttori agricoli, Sogemi e rappresentanti dell’amministrazione comunale), motivata con la volontà di rispondere alle esigenze di commercianti e cittadini, non entusiasma l’Associazione grossisti ortofrutticoli - che nei giorni scorsi ha scioperato per i nuovi orari, denunciando un aggravio di costi a carico delle aziende tra il 15 e il 20% - e decisamente non piace ai dettaglianti ortofrutticoli: per Dino Abbascià, presidente del sindacato provinciale aderente a Confcommercio, “il rischio, con l’apertura ogni giorno, è che si crei un mercato parallelo a quello degli operatori regolari”.


Milanesi a caccia di affari all'Ortomercato ripresi dal Tg2. In apertura, Vincenzo Summo

“Tutti i giorni - la denuncia di Abbascià ad Agielle news - entrano, nascosti anche nei camion, decine di immigrati irregolari che acquistano a quattro soldi prodotti di scarto e poi si mettono all’angolo dei mercati a vendere. Una scelta che alla fine favorisce l’abusivismo e danneggia sia il dettaglio fisso che l’ambulantato. Categorie che, a differenza degli abusivi, devono rispettare le regole”. “L’idea di aprire l’Ortomercato per l’Expo deve fare i conti con una struttura vecchia ed obsoleta”, aggiunge Abbascià. “Mi pare una trovata elettorale, che non risponde alle reali esigenze dei consumatori. L’augurio è che il Comune torni sulla sua decisione”.

“Il sabato sarebbe stato più che sufficiente per offrire all’utenza privata questo tipo di servizio”, il commento rilasciato al Tg2 delle 13 di ieri da un grossista, Vincenzo Summo di Nature Service. “I negozianti, nostri principali clienti, non condividono questa scelta e noi siamo con loro”.

E i consumatori? Pochi (appena 70 il dato ufficiale) e, nel complesso, delusi: i prezzi, ieri, erano più elevati rispetto a quelli proposti il sabato, nella tradizionale giornata di apertura settimanale ed hanno lasciato l'amaro in bocca ai milanesi accorsi al Mercato: "Il fatto è - spiega a Italiafruit News il presidente dei grossisti Ago Fausto Vasta - che la merce è diversa: il sabato ci sono le rimanenze della settimana, negli altri giorni il prodotto è lo stesso offerto agli altri clienti. L'iniziativa, in ogni caso, è in fase di rodaggio. La nostra categoria è impegnata su un altro fronte: chiede con forza che si trovi una soluzione ai maggiori costi derivanti dall’anticipo dell’orario di apertura alle 4; abbiamo chiesto su questo fronte la chiusura al sabato per recuperare il monte ore, speriamo ci possa essere una soluzione positiva".

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