«Patate, ragioniamo sui prezzi: sono davvero troppo alti?»

Dal grossista Vendramin (Agricola Lusia) una riflessione a tutto tondo sul prodotto

 «Patate, ragioniamo sui prezzi: sono davvero troppo alti?»

Se prima patate e cipolle erano considerate prodotti ‘poveri’ con prezzi sostanzialmente stabili, oggi sono finiti sotto i riflettori economici, travolti dai rincari dei costi di produzione e logistica.
Ne abbiamo parlato con Sebastiano Vendramin, venditore dell’azienda agricola Lusia operante al mercato di Treviso.

“Il consumo autunnale di patate e cipolle prodotte o importate dalle grandi aziende è iniziato da circa una ventina di giorni – spiega a IFN – mentre abbiamo quasi terminato le raccolte dei piccoli produttori del nord Italia: difficilmente queste aziende hanno modo di gestire la conservazione del prodotto, per cui hanno preferito riversarlo tutto sui mercati. I problemi maggiori li abbiamo con i costi di trasporto, logistica e gestione del prodotto, che sono raddoppiati rispetto ad anno scorso”.

Il grossista sottolinea come l’incidenza dei costi di trasporto arriva a pesare anche 0,10 euro al chilogrammo per le patate e le cipolle: “Così rischiamo che i prodotti vadano fuori prezzo mentre fino a 2/3 anni fa le patate tedesche erano vendute sul mercato per un totale di 0,15/0,17 euro al chilogrammo”.

Ma non è solo un problema dei costi di produzione, per capire la situazione attuale bisogna ragionare sulle dinamiche passate: “Ai consumatori oggi questi prezzi per patate e cipolle sembrano strani, in realtà sono giusti. Probabilmente sbagliavamo gli anni passati, quando li commercializzavamo a prezzi talmente bassi da non riuscire a trarne il minimo guadagno. E’ vero che oggi le quotazioni sono aumentate e il prodotto fresco arriva a costare anche 0,10/0,30 euro in più al chilogrammo ma sicuramente rimangono dei prodotti accessibili. Al contrario di altri prodotti lavorati, che sono venduti a prezzi altissimi ma su cui nessuno è disposto a rinunce”.

Vendramin distribuisce patate tedesche per il largo consumo da un minimo di 0,40/0,45 euro al chilogrammo a salire a seconda dalla lavorazione. La fascia prezzo è in realtà molto ampia: “Per esempio arriviamo a vendere le patate Vitelotte anche a 2 euro al chilogrammo” commenta il grossista.
Agricola Lusia commercializza le patate olandesi con il marchio proprio “AL” (per Agricola Lusia, ndr), oltre a distribuire tuberi francesi e tedeschi.

Venendo agli altri prodotti commercializzati, Vendramin segnala buone vendite anche per la frutta secca, noci Lara italiane in primis. Le verdure invece stanno rallentando i quantitativi di vendita.
“L’importante ora è cercare un equilibrio interno alla filiera – conclude Vendramin – ci ritroviamo infatti con una produzione sempre più costosa e che necessita di prezzi più alti, poi ci sono i rincari della filiera che tendono ad aumentare ulteriormente le quotazioni. Ma in fondo alla catena c’è sempre il consumatore, il cui stipendio non è aumentato. Da parte nostra siamo fortunati a lavorare un prodotto di prima necessità che è sempre richiesto ma per coesistere dobbiamo intercettare le necessità dei clienti”.