Attualità
Pirodiserbo, alternativa vincente anche nel vigneto
Le prove sperimentali di Officine Mingozzi per il controllo delle infestanti nell'interfila

La ricerca di alternative all’impiego della chimica è diventata un’esigenza in agricoltura per ridurre antiparassitari e diserbanti nella produzione sia tradizionale sia biologica e per dare al consumatore un prodotto privo di residui.
Alla recente giornata Lamboseeds su orticoltura trasparente, qualità e ambiente ha partecipato Officine Mingozzi, azienda di Bando di Ferrara che, in questi ultimi anni, ha saputo sviluppare una serie di macchine e attrezzature per ridurre al minimo l’impatto ambientale nel controllo di alcuni patogeni (pirodisinfezione) e, soprattutto, del controllo delle infestanti e delle loro sementi presenti nel terreno (pirodiserbo).
Durante la dimostrazione sono state presentate due macchine per il pirodiserbo e una lama scalzatrice. La prima macchina è stata utilizzata per eliminare le infestanti germinate anche in seguito all’applicazione della tecnica della falsa semina. Il calore apportato al terreno dalla combustione di gas propano liquido non penetra nel terreno e svolge un’azione superficiale. Il principio su cui si basa è la creazione di uno shock termico a livello delle parti verdi (a più di 250 gradi) che provoca la rottura delle membrane cellulari, la perdita di liquidi e conseguentemente la distruzione della pianta o l’inibizione della germinabilità del seme. Questo risultato si ottiene combinando sapientemente la pressione del gas e la velocità di avanzamento che varia in funzione della presenza delle infestanti. In condizione di inerbimento normale (altezza delle malerbe 5-10 cm), l’avanzamento è di 3-4 km orari e il consumo di gas si aggira sui 30-40 chili, limitando il costo dell’operazione a circa 60-80 euro/ha per intervento.

I risultati dell'azione di pirodiserbo sono evidenti dopo sei ore dal trattamento termico
La seconda macchina è stata valutata nel piccolo vigneto di uva da tavola dell’azienda Bologna che ha ospitato le prove. Si tratta dell’evoluzione della macchina del pirodiserbo proprio per essere utilizzata in viticoltura, frutticoltura e nella coltivazione dell’asparago. Può avere funzione diserbante, con l’obiettivo di eliminare i residui fogliari a fine ciclo - che spesso sono fonte di inoculo di patogeni fungini e di insetti - e per compiere un’azione di spollonatura per l’eliminazione dei getti ascellari nel vigneto. Anche in questo caso, essendo un’azione localizzata il consumo di gas sarà ridotto proporzionalmente alla superficie interessata (normalmente il 25-30% della superficie totale ).

E’ stata poi mostrata una lama scalzatrice orizzontale che ha il compito di incrementare la velocità di essicazione dei residui colturali favorendone la disidratazione dei tessuti vegetali, oppure, con lo stesso principio, di eliminare le infestanti interfilari in frutticoltura e viticoltura, ma anche in orticoltura (ottimi i risultati nella coltivazione dell’asparago). La lama lavora a pochi centimetri di profondità stacca le radici delle infestanti, senza alterare il profilo del terreno.
Per Marco Mingozzi delle Officine Mingozzi “il lavoro di anni finalmente porta risultati significativi non solo in Italia ma, soprattutto, all’estero dove hanno compreso come fosse importante, per motivi diversi, creare un’alternativa all’impiego di prodotti diserbanti. In questo caso non abbiamo costi legati alla macchina, se non la quota di ammortamento della stessa e, come in tutte le operazioni di questo genere, gli oneri per trattore e trattorista”.
Copyright 2018 Italiafruit News
Alla recente giornata Lamboseeds su orticoltura trasparente, qualità e ambiente ha partecipato Officine Mingozzi, azienda di Bando di Ferrara che, in questi ultimi anni, ha saputo sviluppare una serie di macchine e attrezzature per ridurre al minimo l’impatto ambientale nel controllo di alcuni patogeni (pirodisinfezione) e, soprattutto, del controllo delle infestanti e delle loro sementi presenti nel terreno (pirodiserbo).
Durante la dimostrazione sono state presentate due macchine per il pirodiserbo e una lama scalzatrice. La prima macchina è stata utilizzata per eliminare le infestanti germinate anche in seguito all’applicazione della tecnica della falsa semina. Il calore apportato al terreno dalla combustione di gas propano liquido non penetra nel terreno e svolge un’azione superficiale. Il principio su cui si basa è la creazione di uno shock termico a livello delle parti verdi (a più di 250 gradi) che provoca la rottura delle membrane cellulari, la perdita di liquidi e conseguentemente la distruzione della pianta o l’inibizione della germinabilità del seme. Questo risultato si ottiene combinando sapientemente la pressione del gas e la velocità di avanzamento che varia in funzione della presenza delle infestanti. In condizione di inerbimento normale (altezza delle malerbe 5-10 cm), l’avanzamento è di 3-4 km orari e il consumo di gas si aggira sui 30-40 chili, limitando il costo dell’operazione a circa 60-80 euro/ha per intervento.

I risultati dell'azione di pirodiserbo sono evidenti dopo sei ore dal trattamento termico
La seconda macchina è stata valutata nel piccolo vigneto di uva da tavola dell’azienda Bologna che ha ospitato le prove. Si tratta dell’evoluzione della macchina del pirodiserbo proprio per essere utilizzata in viticoltura, frutticoltura e nella coltivazione dell’asparago. Può avere funzione diserbante, con l’obiettivo di eliminare i residui fogliari a fine ciclo - che spesso sono fonte di inoculo di patogeni fungini e di insetti - e per compiere un’azione di spollonatura per l’eliminazione dei getti ascellari nel vigneto. Anche in questo caso, essendo un’azione localizzata il consumo di gas sarà ridotto proporzionalmente alla superficie interessata (normalmente il 25-30% della superficie totale ).

E’ stata poi mostrata una lama scalzatrice orizzontale che ha il compito di incrementare la velocità di essicazione dei residui colturali favorendone la disidratazione dei tessuti vegetali, oppure, con lo stesso principio, di eliminare le infestanti interfilari in frutticoltura e viticoltura, ma anche in orticoltura (ottimi i risultati nella coltivazione dell’asparago). La lama lavora a pochi centimetri di profondità stacca le radici delle infestanti, senza alterare il profilo del terreno.
Per Marco Mingozzi delle Officine Mingozzi “il lavoro di anni finalmente porta risultati significativi non solo in Italia ma, soprattutto, all’estero dove hanno compreso come fosse importante, per motivi diversi, creare un’alternativa all’impiego di prodotti diserbanti. In questo caso non abbiamo costi legati alla macchina, se non la quota di ammortamento della stessa e, come in tutte le operazioni di questo genere, gli oneri per trattore e trattorista”.
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