Attualità
POMÌ FESTEGGIA 30 ANNI A CIBUS 2012 CON IL "POMODORO VERDE"

"Questo pomodoro è verde, scopri perché al Cibus": un messaggio di forte impatto quello della nuova campagna affissione scelta da Pomì per invitare partner e consumatori alla 16ˆedizione del Salone internazionale dell'alimentazione. Qui, oltre a celebrare il 30° anno di attività, presenterà l'ultimo progetto innovativo in termini di servizio e sostenibilità – Pomì trace – e organizzerà uno showcooking in stand con Monica Bianchessi, la bellissima chef creativa con cui collabora dal 2010, e Mattia Poggi, il giovane chef di A modo mio e detto fatto! di Alice.tv.
Un pomodoro verde, ma perché? Perchè Pomì è Coltura del benessere: per le persone, per il territorio e per l'ambiente. Questa la filosofia Pomì che, consapevole delle conseguenze sociali ed ambientali del proprio operato, pone attenzione globale a tutti gli aspetti della produzione e all'impatto che le scelte alimentari hanno sull'economia generale oltre che sul clima. Pomì si impegna quotidianamente nel condurre la propria attività all'insegna di una green economy che sappia coniugare la qualità tradizionale del marchio e la nuova sensibilità del consumatore, sempre più attento al benessere attuale e futuro di sé stesso e del contesto sociale e ambientale in cui vive. L'azienda investe da sempre in un sistema di coltivazione, produzione e confezionamento che ha come obiettivi il risparmio idrico e l'assoluta salubrità del cibo, garantendo elevati livelli di qualità e sicurezza, sia per la forza lavoro che per l'ambiente. Pomì, infatti, ottimizza i sistemi d'irrigazione sperimentando ed applicando nuove tecniche che possono risparmiare fino al 26% d'acqua ogni anno rispetto alle tecniche tradizionali, esegue un'attenta gestione degli agrofarmaci e applica disciplinari per un'agricoltura integrata nel rispetto della biodiversità. Inoltre, attua un'oculata gestione dei rifiuti e un'elevata ottimizzazione della logistica per il trasporto. Le confezioni, infine, sono in linea con l'etica che guida tutte le fasi produttive: la versione brick dei prodotti Pomì di tutti i formati disponibili è certificata con il marchio FSC (Forest Stewardship Council) che identifica la carta proveniente da foreste gestite secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.
Completano il ciclo di interventi adottati dall'azienda per ridurre notevolmente l'impatto ambientale, gli ultimi due step raggiunti in termini di sostenibilità: il progetto Pomì trace, ideato dal Consorzio Casalasco del Pomodoro che per la prima volta verrà presentato a Cibus, e l'adesione al progetto ‘etichetta PER IL CLIMA' di Legambiente.
Pomì trace consiste in un sistema tecnologico e informatico a favore del consumatore che rende possibile la tracciabilità dei prodotti a marchio Pomì: grazie al codice e all'ora di produzione presente su ogni singola confezione, il consumatore, collegandosi al sito web del brand, può infatti risalire lungo tutta la catena produttiva fino ad arrivare all'azienda agricola che ha coltivato i pomodori, verificandone l'effettivo luogo di produzione della materia prima e quindi la distanza tra il campo e il sito di trasformazione. Un servizio utile per il consumatore e una dimostrazione ulteriore di quanto sia breve il percorso che i pomodori, coltivati principalmente nelle Province di Parma, Piacenza, Cremona e Mantova, compiono dal campo alla tavola.
Un percorso veloce che contribuisce a contenere l'emissione di CO2, come certifica l'etichetta PER IL CLIMA che compare sulle confezioni dei prodotti del brand.
Pomì è infatti il primo marchio del settore alimentare a ottenere l'etichetta PER il CLIMA per dichiarare l'impronta di carbonio dei suoi prodotti durante il ciclo di vita, scegliendo quindi concretamente di stare dalla parte dell'ambiente.
Fonte: Ufficio Stampa Pomì
Un pomodoro verde, ma perché? Perchè Pomì è Coltura del benessere: per le persone, per il territorio e per l'ambiente. Questa la filosofia Pomì che, consapevole delle conseguenze sociali ed ambientali del proprio operato, pone attenzione globale a tutti gli aspetti della produzione e all'impatto che le scelte alimentari hanno sull'economia generale oltre che sul clima. Pomì si impegna quotidianamente nel condurre la propria attività all'insegna di una green economy che sappia coniugare la qualità tradizionale del marchio e la nuova sensibilità del consumatore, sempre più attento al benessere attuale e futuro di sé stesso e del contesto sociale e ambientale in cui vive. L'azienda investe da sempre in un sistema di coltivazione, produzione e confezionamento che ha come obiettivi il risparmio idrico e l'assoluta salubrità del cibo, garantendo elevati livelli di qualità e sicurezza, sia per la forza lavoro che per l'ambiente. Pomì, infatti, ottimizza i sistemi d'irrigazione sperimentando ed applicando nuove tecniche che possono risparmiare fino al 26% d'acqua ogni anno rispetto alle tecniche tradizionali, esegue un'attenta gestione degli agrofarmaci e applica disciplinari per un'agricoltura integrata nel rispetto della biodiversità. Inoltre, attua un'oculata gestione dei rifiuti e un'elevata ottimizzazione della logistica per il trasporto. Le confezioni, infine, sono in linea con l'etica che guida tutte le fasi produttive: la versione brick dei prodotti Pomì di tutti i formati disponibili è certificata con il marchio FSC (Forest Stewardship Council) che identifica la carta proveniente da foreste gestite secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.
Completano il ciclo di interventi adottati dall'azienda per ridurre notevolmente l'impatto ambientale, gli ultimi due step raggiunti in termini di sostenibilità: il progetto Pomì trace, ideato dal Consorzio Casalasco del Pomodoro che per la prima volta verrà presentato a Cibus, e l'adesione al progetto ‘etichetta PER IL CLIMA' di Legambiente.
Pomì trace consiste in un sistema tecnologico e informatico a favore del consumatore che rende possibile la tracciabilità dei prodotti a marchio Pomì: grazie al codice e all'ora di produzione presente su ogni singola confezione, il consumatore, collegandosi al sito web del brand, può infatti risalire lungo tutta la catena produttiva fino ad arrivare all'azienda agricola che ha coltivato i pomodori, verificandone l'effettivo luogo di produzione della materia prima e quindi la distanza tra il campo e il sito di trasformazione. Un servizio utile per il consumatore e una dimostrazione ulteriore di quanto sia breve il percorso che i pomodori, coltivati principalmente nelle Province di Parma, Piacenza, Cremona e Mantova, compiono dal campo alla tavola.
Un percorso veloce che contribuisce a contenere l'emissione di CO2, come certifica l'etichetta PER IL CLIMA che compare sulle confezioni dei prodotti del brand.
Pomì è infatti il primo marchio del settore alimentare a ottenere l'etichetta PER il CLIMA per dichiarare l'impronta di carbonio dei suoi prodotti durante il ciclo di vita, scegliendo quindi concretamente di stare dalla parte dell'ambiente.
Fonte: Ufficio Stampa Pomì



















