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PRECOCE, COLORATA, DOLCE, RESISTENTE: ECCO L'ALBICOCCA IDEALE PER TERREMERSE. «CARENZA DI PRODOTTO AL SUD»

Precoce, colorata, resistente alla Sharka, dolce, saporita, frutto di pianta autofertile. E' l'identikit dell'albicocca ideale tracciato ieri sera a Imola (Bologna) nel convegno "Tecniche colturali e scelte varietali per una produzione di alta qualità" organizzato da Terremerse nella sede della cooperativa 3Elle.
L'incontro, presieduto da Marco Casalini, leader di Terremerse, è vissuto attorno agli interventi di Stefano Foschi, del Crpv, Mattia Onofri, responsabile scelte varietali della Cooperativa ("Tecniche colturali e nuove varietà, i risultati della sperimentazione in Emilia Romagna" il tema da loro affrontato) e Edwige Remy, ricerca e Sviluppo International Plant Selection ("Le novità della ricerca varietale dell'albicocco").
In una stagione che si presenta al via con non poche incognite e insidiose "sfasature" (a Sud, a causa delle temperature invernali troppo elevate, mancherà all'appello prodotto in pieno campo, mentre la raccolta in serra inizierà a fine aprile; a Nord la situazione appare più regolare e le operazioni dovrebbero partire nella seconda metà di maggio), lo sforzo profuso da Terremerse nella ricerca varietale si fa sempre più importante ed è proteso a migliorare le caratteristiche organolettiche del frutto garantendo nel contempo maggiore remunerazione ai produttori.
Tra le cultivar più promettenti citate da Onofri c'è Pricia,mentre Bora, Petra e Pieve, brevettate da Crpv, consolidano il loro ruolo sul mercato. Il lancio di una nuova varietà Terremerse è preceduto da almeno 2-3 anni di studi e valutazioni per assicurarsi che il prodotto possa incontrare il favore del mercato.
Dopo una stagione 2013 "scarica", la produzione italiana 2014 dovrebbe tornare su livelli più normali anche se verosimilmente si resterà al di sotto della media.
L'Italia è comunque il primo Paese produttore di albicocche; stando ai dati Cso, nel 2012 concentrava il 33% della produzione europea (250.000 tonnellate circa). A seguire Francia (175.000 tonnellate), Spagna (80.000 tonnellate) e Grecia (75.000).
Terremerse è stato ricordato al convegno, sta operando per arrivare all'utilizzo del diradamento fiorale meccanico al fine di permettere all'imprenditore agricolo un risparmio di tempo e costi.
Per un approfondimento sulle varietà di albicocco, vedere articolo di Italiafruit News del 25 febbraio scorso. (m.a.)
Copyright Italiafruit News
L'incontro, presieduto da Marco Casalini, leader di Terremerse, è vissuto attorno agli interventi di Stefano Foschi, del Crpv, Mattia Onofri, responsabile scelte varietali della Cooperativa ("Tecniche colturali e nuove varietà, i risultati della sperimentazione in Emilia Romagna" il tema da loro affrontato) e Edwige Remy, ricerca e Sviluppo International Plant Selection ("Le novità della ricerca varietale dell'albicocco").
In una stagione che si presenta al via con non poche incognite e insidiose "sfasature" (a Sud, a causa delle temperature invernali troppo elevate, mancherà all'appello prodotto in pieno campo, mentre la raccolta in serra inizierà a fine aprile; a Nord la situazione appare più regolare e le operazioni dovrebbero partire nella seconda metà di maggio), lo sforzo profuso da Terremerse nella ricerca varietale si fa sempre più importante ed è proteso a migliorare le caratteristiche organolettiche del frutto garantendo nel contempo maggiore remunerazione ai produttori.
Tra le cultivar più promettenti citate da Onofri c'è Pricia,mentre Bora, Petra e Pieve, brevettate da Crpv, consolidano il loro ruolo sul mercato. Il lancio di una nuova varietà Terremerse è preceduto da almeno 2-3 anni di studi e valutazioni per assicurarsi che il prodotto possa incontrare il favore del mercato.
Dopo una stagione 2013 "scarica", la produzione italiana 2014 dovrebbe tornare su livelli più normali anche se verosimilmente si resterà al di sotto della media.
L'Italia è comunque il primo Paese produttore di albicocche; stando ai dati Cso, nel 2012 concentrava il 33% della produzione europea (250.000 tonnellate circa). A seguire Francia (175.000 tonnellate), Spagna (80.000 tonnellate) e Grecia (75.000).
Terremerse è stato ricordato al convegno, sta operando per arrivare all'utilizzo del diradamento fiorale meccanico al fine di permettere all'imprenditore agricolo un risparmio di tempo e costi.
Per un approfondimento sulle varietà di albicocco, vedere articolo di Italiafruit News del 25 febbraio scorso. (m.a.)
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