Prezzi in volata: melanzane, zucchine e peperoni oltre quota 4 euro

I grossisti di Milano e Torino raccontano un mercato sotto pressione

Prezzi in volata: melanzane, zucchine e peperoni oltre quota 4 euro

Il passaggio del ciclone Harry continua a lasciare strascichi pesanti sul comparto orticolo siciliano. Nella parte orientale dell’Isola, piogge intense e venti persistenti hanno rallentato le attività in campo, comprimendo sensibilmente le produzioni. La conseguenza diretta è un’offerta ridotta di alcuni degli ortaggi più richiesti, con inevitabili ripercussioni sui listini. Zucchine, melanzane e peperoni sono le colture che hanno subito le oscillazioni maggiori: zucchine e melanzane hanno superato i 3 euro al chilo, con picchi di 4–4,50 euro, mentre i peperoni si attestano tra i 3,50 e 4 euro/kg. Analizzando le piazze di riferimento per l’ortofrutta, lo scenario che emerge è quello di mercati sotto pressione e quotazioni in rapida ascesa.

Da Milano, Salvatore Musso di Masterfruit Srl conferma la tensione commerciale: «Il maltempo ha cambiato il trend soprattutto per gli agrumi: i volumi dei prodotti siciliani si sono ridotti: a prendere spazio sono stati i prodotti spagnoli e africani. Anche per gli ortaggi la situazione è simile: pochi volumi e prezzi in netto aumento rispetto alla settimana precedente. Le melanzane si vendono dai 3 ai 4 euro al chilo per l’extra, le zucchine possono sfiorare i 4,50 euro, mentre i peperoni oscillano tra 3 e 3,50 euro. Tuttavia, giornate fredde e poco soleggiate al Nord frenano la domanda: quotazioni stellari per mercati dormienti».

Al CAAT di Torino, Claudio Andriulo di Frutta Castelvecchio descrive uno scenario altrettanto complesso: «I prezzi degli ortaggi sono ormai fuori controllo, tanto che all’ingrosso si registrano valori allineati a quelli della grande distribuzione. Non si tratta di speculazione: il rialzo riflette una reale difficoltà produttiva in campo. La merce è poca e i prezzi lievitano di conseguenza». Secondo Andriulo, la domanda resta prudente: «Gli acquisti sono centellinati e molto ragionati, con mercati che vivono un andamento altalenante».
Lo scenario complessivo resta quindi di grande incertezza. Finché le condizioni meteorologiche non miglioreranno e i volumi produttivi non torneranno alla normalità, la pressione sui prezzi continuerà a farsi sentire lungo tutta la filiera. Per i prossimi giorni, le previsioni indicano listini ancora in salita, con particolare attenzione alla prima settimana di febbraio, cruciale per il prosieguo della campagna orticola. In un contesto di mercati altalenanti e quotazioni elevate, il termometro reale del comparto resta l’ingrosso, dove la scarsità di prodotto continua a dettare legge.