Realco, salvataggio a (meno della) metà: nove negozi cambiano mano, quaranta restano nell’incertezza

Dopo l’apertura delle buste al Tribunale di Bologna, l’unica aggiudicazione riguarda il lotto più ridotto

Realco, salvataggio a (meno della) metà: nove negozi cambiano mano, quaranta restano nell’incertezza

Non si è concretizzato il salvataggio unitario per Realco, la storica società cooperativa attiva nel settore della grande distribuzione organizzata, attualmente in concordato preventivo a causa di una pesante crisi di liquidità. Come riportato da Il Resto del Carlino, l'apertura delle buste avvenuta presso il Tribunale di Bologna ha confermato lo scenario più frammentato: nessun investitore si è fatto avanti per rilevare il gruppo nella sua interezza o per acquistarne i lotti principali.

L'azienda, che conta complessivamente 49 punti vendita contrassegnati dai marchi Sigma, Ecu ed Economy, aveva una base d'asta fissata a 40 milioni di euro per l'intero blocco. L'esito dell'udienza bolognese ha però decretato il deserto sia per il lotto numero 1 (il gruppo globale) sia per il lotto numero 2, che comprendeva una fetta consistente della rete commerciale.

L'unica offerta e la spartizione dei negozi
L'unico reale interesse dei privati si è concentrato sul quinto lotto, quello più ridotto, che comprendeva nove punti vendita e alcuni beni immobili, aggiudicato per una cifra di 22 milioni di euro. Ad acquisire questa porzione dell'azienda è stata una cordata di imprese composta per il 73% da Supermercati San Giorgio (Ssg) e per il restante 27% da Nord Ovest Insieme (realtà legata al consorzio Conad).

La ripartizione dei negozi prevede il passaggio sotto l'influenza di Supermercati San Giorgio di cinque filiali emiliane: l’Ecu di Villa Minozzo, i Sigma di San Martino in Rio, Montecchio e Carpineti, e l’Ecu di Montecchio (Ipermontecchio).

La quota spettante a Nord Ovest Insieme comprende invece quattro strutture: il Sigma di Marina di Massa (in via San Leonardo), l’Ecu e il Sigma di Modena (rispettivamente in via Cavour e via San Giovanni Bosco) e il Sigma di Bologna (San Pio V). Nell'operazione sono rientrati anche alcuni asset immobiliari situati a Castelnovo Monti, San Polo d'Enza, due stabili a Castellarano e uno a Medolla, nel modenese.

Incertezza per il futuro e l'allarme dei sindacati
Mentre per i dipendenti dei nove negozi venduti si profila un'uscita dalla fase d'emergenza, resta massima l'incertezza per i restanti 40 punti vendita della catena, proprio alla vigilia della scadenza dei termini del piano concordatario.

La preoccupazione per la tenuta occupazionale è stata espressa chiaramente in una dichiarazione congiunta dalle sigle sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs. I rappresentanti dei lavoratori non escludono che il Tribunale possa indire successivi tentativi d'asta applicando un ribasso sulle condizioni economiche, ma evidenziano come la mancanza di acquirenti per i lotti principali rischi di innescare pesanti ricadute sul piano sociale e locale. I sindacati hanno ribadito la necessità che ogni futura cessione o passaggio di ramo d'azienda vincoli i nuovi proprietari al mantenimento dei livelli occupazionali e dei trattamenti contrattuali vigenti

Per gestire la delicata situazione, le sigle di categoria hanno annunciato l'intenzione di chiedere con urgenza una nuova convocazione del tavolo di salvaguardia istituzionale presso la Regione Emilia-Romagna. (lg)