Attualità
Salerno-Reggio Calabria, la disperazione di agricoltori e autotrasportatori: “Aiutateci”
Nel vibonese i manifestanti tentano di raggiungere la carreggiata dell’A2 e solo l’intervento della polizia evita l’occupazione

Un uomo seduto sull’asfalto, in lacrime, che grida “Aiutateci”. La disperazione di chi non riesce più a vivere del proprio lavoro arriva davanti alla A2, l’Autostrada del Mediterraneo, meglio conosciuta come Salerno-Reggio Calabria. A Pizzo, nel Vibonese, la protesta di agricoltori e autotrasportatori si fa più dura. Nel video pubblicato sui social dal giornalista Pietro Comito il confronto con le forze dell’ordine restituisce tutta l’esasperazione dei manifestanti. Nella mattina di ieri diversi agricoltori hanno tentato di superare il cordone degli agenti per raggiungere la carreggiata e bloccare l’autostrada. La mediazione della polizia ha evitato l’occupazione dell’A2, ma il presidio è proseguito nell’area dello svincolo, già interessata nei giorni scorsi da blocchi e code.
A raccontare la tensione è anche LaC News24, che riporta il pianto di Antonio Zangari, imprenditore agricolo e boschivo: “Non ce la facciamo più”. Il suo appello richiama il futuro delle famiglie: “Dobbiamo avere dignità per i nostri figli, i nostri nipoti”. La mobilitazione è cominciata il 28 settembre, con presidi anche a Rosarno, nel Crotonese e nell’area di Firmo-Sibari. A protestare sono produttori agricoli assieme a operatori dei trasporti che denunciano costi ormai insostenibili. Il gasolio pesa sulle lavorazioni agricole e sui camion, mentre, secondo gli agricoltori, i prezzi riconosciuti ai prodotti non permettono di coprire le spese. Chi produce e chi trasporta si ritrova così davanti allo stesso problema: continuare a lavorare senza riuscire a sostenere l’azienda. Nei racconti raccolti sul posto, le difficoltà economiche diventano drammi personali. Nei giorni scorsi Il Vibonese ha documentato la scena di un produttore che lascia cadere alcune olive a terra e di un altro, Antonio Mastroianni, che le raccoglie piangendo: “Sono i nostri sacrifici”. Gli olivicoltori parlano di olio ancora invenduto nelle cisterne e di operai da pagare. Mastroianni descrive così la propria condizione: “Mi sento un uomo morto, fallito”. Denunciano anche la pressione della concorrenza estera e contestano l’utilità di nuovi prestiti se il prodotto resta invenduto.
La richiesta è di poter ricavare dal lavoro quanto serve per andare avanti. Matteo Talarico, presidente del Movimento Territorio e Agricoltura, ha riferito al Corriere della Calabria che l’assessore regionale Gianluca Gallo, incontrando i manifestanti il 30 settembre, si è impegnato a fare da tramite con il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Sul tavolo ci sono il contenimento del prezzo del gasolio e un sostegno alle aziende che producono sottocosto. Ora, spiega Talarico, i manifestanti attendono impegni scritti. Gli organizzatori annunciano la prosecuzione dei presidi e una manifestazione il 10 ottobre a Cosenza, alla quale intendono riunire anche allevatori e cittadini. Dopo il tentativo di ingresso sull’A2, Talarico ribadisce di voler evitare lo scontro con la polizia: “Siamo degli onesti lavoratori che vogliono soltanto guadagnare dal nostro lavoro”. (ga)
Foto d'apertura realizzata con screen dai video pubblicati su Facebook da LaC News24





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