Attualità
Dall’orto al feed: il successo degli harvest video
TikTok ha contribuito a trasformare la coltivazione domestica in un contenuto capace di coinvolgere utenti e creator

Un pomodoro appena raccolto, una cesta di fragole, una fila di carote estratte dalla terra, patate dissotterrate una dopo l’altra. Sono immagini apparentemente semplicissime, ma che sui social possono trasformarsi in contenuti da milioni di views. È la logica dietro gli harvest video, brevi filmati che mostrano la raccolta e che contribuiscono a rendere l’orto domestico un vero e proprio spazio di intrattenimento digitale.
La tendenza è evidente in particolare su TikTok. A gennaio 2026 la piattaforma ha evidenziato la crescita del fenomeno: l’hashtag #Gardening conta 3,3 milioni di post, il 50% in più rispetto all’anno precedente. Cresce anche #HomeGrown, legato alla coltivazione domestica e all’autoproduzione. Ma perché guardiamo gli altri coltivare e raccogliere? Una parte della risposta la si trova, senza dubbio, nella componente visiva. FoodNavigator, analizzando il successo dei trend alimentari su TikTok, evidenzia il ruolo di estetica, colori, consistenze e immagini capaci di suscitare una reazione immediata. È esattamente ciò che capita negli harvest video: non si guarda soltanto una carota o un pomodoro, ma il momento in cui il prodotto viene estratto dalla terra o raccolto dalla pianta. C’è la sorpresa per le dimensioni, la soddisfazione del risultato e, spesso, l’abbondanza del raccolto. Un meccanismo semplice, ma particolarmente adatto al linguaggio dei video brevi.

C’è poi un’ulteriore questione: il video segue spesso tutto il percorso del prodotto, dalla coltivazione alla raccolta, fino alla cucina. Chi lo guarda può “accompagnare” la crescita di un ortaggio (o di un frutto) e arrivare al momento in cui viene raccolto e portato nel piatto. Un format che rende frutta e verdura più concrete e vicine, soprattutto per chi non ha un orto e non vive quotidianamente il rapporto con la coltivazione.
A rendere questi contenuti ancora più interessanti è il ruolo dei creator, percepiti soprattutto dai pubblici più giovani come figure vicine e autentiche. Anche in Italia ci sono esempi come il Contadino Nick, che racconta sui social coltivazioni, raccolti e vita agricola, portando il pubblico dentro un mondo normalmente distante dalla quotidianità.

Per l’ortofrutta il fenomeno è interessante perché è proprio il prodotto in sé a diventare protagonista del contenuto. Fragole, pomodori, zucchine, patate e carote vengono mostrati mentre vengono raccolti, lavati o portati in cucina, senza per forza passare da una comunicazione pubblicitaria. Stagionalità, freschezza, origine e rapporto con la terra diventano così elementi di racconto e, per produttori e brand, emerge una possibilità: non sempre per rendere l’ortofrutta interessante sui social e per intercettare i più giovani è necessario inventare un nuovo linguaggio, come spesso si crede. A volte basta mostrare quello che già accade nei campi. La raccolta diventa, così, non solo il punto finale del lavoro agricolo, ma anche un nuovo modo per raccontare l’ortofrutta. (ga-fp)



















