Diga di San Giuliano, meno acqua al Tarantino: uva da tavola sotto pressione

L’organizzazione denuncia quantitativi insufficienti per il versante pugliese e chiede che la gestione della risorsa venga affrontata a livello regionale

Diga di San Giuliano, meno acqua al Tarantino: uva da tavola sotto pressione

È ancora aperta la questione della disponibilità idrica per le campagne del Tarantino. Cia Due Mari torna a sollecitare la Regione Puglia sulla gestione della Diga di San Giuliano, con una nuova segnalazione che arriva a poco più di un mese dall’ultima e rappresenta, secondo quanto comunicato dall’organizzazione, la quarta richiesta di intervento nell’arco di tre mesi e mezzo. Come riportato nell’articolo pubblicato sul sito di Cia, al centro della denuncia ci sono i quantitativi d’acqua destinati al versante pugliese dell’invaso. Cia Due Mari sostiene che la gestione della diga da parte della Basilicata non rispetterebbe adeguatamente la condizione di comproprietà dell’infrastruttura tra le due Regioni e lamenta ripercussioni sulla disponibilità della risorsa per le aziende agricole pugliesi.

Il dato indicato dall’organizzazione riguarda la portata attualmente disponibile: circa 600 litri al secondo, a fronte dei 1.000 litri al secondo richiesti dalla Puglia. La differenza, secondo Cia Due Mari, si traduce in difficoltà soprattutto a Palagianello, dove la distribuzione dell’acqua non sarebbe sufficientemente regolare. A preoccupare maggiormente è il comparto dell’uva da tavola. Diverse produzioni, sottolinea l’organizzazione agricola, si trovano ancora sui ceppi e necessitano di apporti idrici per mantenere le piante in condizioni adeguate. Le esigenze delle aziende arrivano inoltre dopo una stagione estiva caratterizzata da temperature elevate e persistenti, che hanno aumentato la necessità di acqua per le colture.

Il presidente di Cia Due Mari, Giannicola D’Amico, contesta quindi le modalità con cui, secondo l’organizzazione, viene gestita la risorsa dell’invaso e chiede che la questione venga affrontata con urgenza dalle istituzioni regionali. Nel mirino di Cia Due Mari c’è anche la diversa tempistica di accesso all’acqua. Il direttore Vito Rubino evidenzia infatti che, secondo quanto riferito dall’organizzazione, la Basilicata utilizzerebbe la risorsa della diga già a partire da gennaio, mentre le aziende pugliesi avrebbero accesso all’acqua da aprile-maggio. Per Cia Due Mari è quindi necessario superare la fase delle segnalazioni e arrivare a un confronto diretto tra le due amministrazioni regionali. L’organizzazione ha chiesto in particolare un incontro tra i presidenti di Puglia e Basilicata, Antonio Decaro e Vito Bardi, per affrontare la gestione della diga e la distribuzione della risorsa idrica.

“Non c’è più tempo da perdere, la misura è colma”, ribadiscono D’Amico e Rubino, chiedendo che il confronto istituzionale possa portare a una soluzione della situazione denunciata dagli agricoltori del territorio. La questione assume particolare rilevanza per il comparto agricolo del Tarantino, dove la disponibilità d’acqua rappresenta un elemento essenziale per accompagnare le colture nella fase finale del ciclo produttivo e preservare le produzioni ancora presenti nei vigneti. (ga)

Fonte: CIA - Agricoltori Italiani