Attualità
SI RIACCENDE LA POLEMICA ESSELUNGA-COOP
Con una doppia pagina dal titolo “Concorrenza e libertà”, acquistata da Esselunga sui quotidiani nazionali e locali lo scorso 18 Luglio, si riaccende la polemica tra Coop ed Esselunga. Oggetto della comunicazione: la determinazione da parte di Esselunga ad aprire un proprio supermercato a Modena.
La querelle è stata riaccesa da un'intervista dell'Assessore all'Urbanistica del Comune di Modena, Daniele Sitta, nella quale veniva dichiarata la volontà del Comune di cambiare destinazione d'uso ad un terreno, vista l'impossibilità di trovare una soluzione tra le parti: “non possiamo assegnare il centro commerciale né ad Esselunga né a Coop Estense, perché ce lo vietano le norme. Già da tempo abbiamo invitato le parti a trovare un accordo, ma abbiamo dovuto prendere atto dell’assoluta mancanza di volontà in tal senso. A questo punto non ci resta che chiedere al Consiglio comunale di eliminare dall’area l’oggetto del contendere”.
L'oggetto del contendere è il terreno di via Canaletto, di 44.820 mq, acquisito attraverso asta nel 2000 da Esselunga, sul quale il Programma di Riqualificazione Urbana di Modena del 1999 prevedeva la costruzione di un supermercato. Nel 2001 un secondo lotto di 8.834 mq, contiguo al precedente, veniva aggiudicato sempre tramite asta da Coop Estense. E l'obiettivo dell'acquisizione, secondo l'insegna guidata da Bernardo Caprotti, non era finalizzato alla realizzazione di uno store, dal momento che il terreno ha una forma irregolare e non è funzionale allo scopo. Il vero obiettivo, secondo Esselunga, era di mettere i bastoni tra le ruote al gruppo lombardo nell’apertura di un secondo store nella città emiliana.
Sta di fatto che gli incontri succedutisi nell'arco di questi anni, per trovare una via d'uscita, non hanno sortito effetto alcuno.
[b][i]La risposta di Coop Italia[/i][/b]
Questa settimana Coop Italia è intervenuta sull’argomento evidenziando: "da due settimane Esselunga ha scatenato un'offensiva contro Coop con una costosa campagna pubblicitaria sui quotidiani, presentandosi come vittima di trame politico-commerciali ordite ad arte da concorrenti che sono ogni giorno impegnati a fronteggiare ben altri problemi, quali ad esempio la crisi dei consumi e le difficoltà in cui si dibattono le famiglie italiane. Storie vecchie, alcune concluse ed altre nelle quali sono state ampiamente riconosciute dalla Magistratura le ragioni delle Coop. Di nuovo, c'è solo un metodo scorretto di fare comunicazione commerciale. Se ci si chiede il perché di questa campagna pubblicitaria in questo momento, sorge il dubbio che possa trattarsi di una manovra diversiva, tesa ad offuscare l'impatto di un altro comunicato che Esselunga sarà costretta a far pubblicare: la condanna di Esselunga e del suo proprietario per avere agito, nella sua attività commerciale, in danno di una Coop. Il Tribunale di Milano ha riconosciuto che proprio Esselunga ha agito con mezzi sleali per fare concorrenza a Coop (Sent. n. 4833 del 16.04.2010). Per i prossimi mesi si attendono altri pronunciamenti giudiziari su Esselunga ed il suo proprietario, come seguito alle sentenze già intervenute di condanna di dirigenti di Esselunga per trafugamento di informazioni commerciali della Coop (Sent. Pen. Trib. Mi n. 7130 del 21.06.2007). E' la seconda volta che Esselunga viene riconosciuta responsabile di concorrenza sleale in danno di Coop. E recentemente l'Antitrust ha condannato Esselunga per non aver informato il mercato della sua espansione commerciale a seguito dell'acquisto di 59 nuovi punti vendita, sviluppando così un'operazione di concentrazione in grado di alterare gli equilibri tra i distributori (Provv. n. 20992 del 8.04.2010)”.
In aggiunta Coop ha evidenziato: “Esselunga non ha motivi di lamentarsi, occupando in alcune aree del Paese posizioni di prevalenza: a Milano occupa il 51% del mercato, a Lucca il 62%, in Monza/ Brianza il 60%, a Lecco il 51%. Esselunga limita la sua presenza in aree del Paese ben sviluppate, a reddito medio-alto, astenendosi dal portare sviluppo in aree del Paese meno fortunate, dove il rischio imprenditoriale è maggiore, e nelle quali Coop è invece impegnata a portare la sua esperienza di grande impresa sociale”.
[i][b]Dopo Modena è il turno di Livorno ....[/b][/i]
...... con una nuova pagina di pubblicità sempre intitolata "Concorrenza e Libertà". Esselunga punta il dito sulla vendita di un'area di 2.550 mq nella città toscana, “l'unica disponibile in città” per la realizzazione di un supermercato, a 300 metri dal centro commerciale storico di Coop, nel quartiere San Martino.
Dopo due anni di trattative con l'insegna guidata da Bernardo Caprotti, lo spazio di proprietà della famiglia Fremura lo scorso Aprile è stato venduto a Unicoop Tirreno per la cifra di 30 milioni, inferiore di 10 milioni di € rispetto all’offerta presentata da Esselunga.
Da qui la nuova pagina pubblicitaria, che non solo mette a confronto le quote di mercato di Coop, Conad (entrambi della Lega) ed Esselunga sia a Modena (88,1% per le insegne della Lega, contro il 3,4% di Esselunga), sia a Livorno (72,2% Lega, assente l'insegna milanese), ma riporta tre frasi, tratte da altrettanti articoli de "Il Tirreno", per dimostrare l'impegno dei dirigenti di Unicoop nel bloccare gli avversari.
Con questa iniziativa Esselunga - si legge in una nota - “non intende attaccare nessuno, aggredire nessuno, calunniare nessuno. Semplicemente, se in un'importante città dell'Italia centrale il venditore di un terreno non ha la libertà di scegliersi il cliente perché “noi a Livorno ci viviamo e lavoriamo” (Il Tirreno 19 Aprile 2010), la situazione dovrebbe suscitare qualche preoccupazione. Esselunga non ha mai parlato di illeciti o di atti illegittimi. Tutto può essere assolutamente legale, però inconsueto, singolare”.
[b][i]La controrisposta di Esselunga[/i][/b]
In particolare Esselunga "smentisce di essere stata condannata per due volte per concorrenza sleale. In particolare è priva di verità l'informazione in base alla quale Esselunga sarebbe stata condannata per trafugamento di informazioni commerciali di Coop. Esselunga è completamente estranea alle vicende indicate da Coop. I dati comunicati da Coop in merito alle posizioni di prevalenza sul mercato della grande distribuzione sono fuorvianti perché non sono espressi in metri quadrati. E' molto grave che Coop giochi con tali numeri. Il commercio al dettaglio è infatti un servizio pubblico e si basa, come tale, sui metri quadri di vendita autorizzati dai Comuni. La corretta presenza di Esselunga è la seguente: Milano e Provincia: 18,8% e NON 51%; Lucca e Provincia: 33% e NON 62%; Monza/Brianza: 18,3% e NON 60%; Lecco e Provincia: 13% e NON 51%. E' con i metri quadrati che ci si presenta ai nastri di partenza della competizione. In merito alla condanna dell'Antitrust, Esselunga smentisce di essere stata condannata dall'Antitrust per aver alterato gli equilibri del mercato. Anche questo è molto grave. Infatti, come recita il provvedimento Antitrust dell'8 Aprile 2010 'Le operazioni in esame non risultano, quindi, idonee a determinare, in capo ad Esselunga, la costituzione di una posizione dominante sui mercati interessati tale da eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza'".
[i][url=http://www.ilpost.it/2010/07/26/esselunga-contro-coop/]Visualizza la pagina pubblicitaria di Esselunga[/url][/i]
La querelle è stata riaccesa da un'intervista dell'Assessore all'Urbanistica del Comune di Modena, Daniele Sitta, nella quale veniva dichiarata la volontà del Comune di cambiare destinazione d'uso ad un terreno, vista l'impossibilità di trovare una soluzione tra le parti: “non possiamo assegnare il centro commerciale né ad Esselunga né a Coop Estense, perché ce lo vietano le norme. Già da tempo abbiamo invitato le parti a trovare un accordo, ma abbiamo dovuto prendere atto dell’assoluta mancanza di volontà in tal senso. A questo punto non ci resta che chiedere al Consiglio comunale di eliminare dall’area l’oggetto del contendere”.
L'oggetto del contendere è il terreno di via Canaletto, di 44.820 mq, acquisito attraverso asta nel 2000 da Esselunga, sul quale il Programma di Riqualificazione Urbana di Modena del 1999 prevedeva la costruzione di un supermercato. Nel 2001 un secondo lotto di 8.834 mq, contiguo al precedente, veniva aggiudicato sempre tramite asta da Coop Estense. E l'obiettivo dell'acquisizione, secondo l'insegna guidata da Bernardo Caprotti, non era finalizzato alla realizzazione di uno store, dal momento che il terreno ha una forma irregolare e non è funzionale allo scopo. Il vero obiettivo, secondo Esselunga, era di mettere i bastoni tra le ruote al gruppo lombardo nell’apertura di un secondo store nella città emiliana.
Sta di fatto che gli incontri succedutisi nell'arco di questi anni, per trovare una via d'uscita, non hanno sortito effetto alcuno.
[b][i]La risposta di Coop Italia[/i][/b]
Questa settimana Coop Italia è intervenuta sull’argomento evidenziando: "da due settimane Esselunga ha scatenato un'offensiva contro Coop con una costosa campagna pubblicitaria sui quotidiani, presentandosi come vittima di trame politico-commerciali ordite ad arte da concorrenti che sono ogni giorno impegnati a fronteggiare ben altri problemi, quali ad esempio la crisi dei consumi e le difficoltà in cui si dibattono le famiglie italiane. Storie vecchie, alcune concluse ed altre nelle quali sono state ampiamente riconosciute dalla Magistratura le ragioni delle Coop. Di nuovo, c'è solo un metodo scorretto di fare comunicazione commerciale. Se ci si chiede il perché di questa campagna pubblicitaria in questo momento, sorge il dubbio che possa trattarsi di una manovra diversiva, tesa ad offuscare l'impatto di un altro comunicato che Esselunga sarà costretta a far pubblicare: la condanna di Esselunga e del suo proprietario per avere agito, nella sua attività commerciale, in danno di una Coop. Il Tribunale di Milano ha riconosciuto che proprio Esselunga ha agito con mezzi sleali per fare concorrenza a Coop (Sent. n. 4833 del 16.04.2010). Per i prossimi mesi si attendono altri pronunciamenti giudiziari su Esselunga ed il suo proprietario, come seguito alle sentenze già intervenute di condanna di dirigenti di Esselunga per trafugamento di informazioni commerciali della Coop (Sent. Pen. Trib. Mi n. 7130 del 21.06.2007). E' la seconda volta che Esselunga viene riconosciuta responsabile di concorrenza sleale in danno di Coop. E recentemente l'Antitrust ha condannato Esselunga per non aver informato il mercato della sua espansione commerciale a seguito dell'acquisto di 59 nuovi punti vendita, sviluppando così un'operazione di concentrazione in grado di alterare gli equilibri tra i distributori (Provv. n. 20992 del 8.04.2010)”.
In aggiunta Coop ha evidenziato: “Esselunga non ha motivi di lamentarsi, occupando in alcune aree del Paese posizioni di prevalenza: a Milano occupa il 51% del mercato, a Lucca il 62%, in Monza/ Brianza il 60%, a Lecco il 51%. Esselunga limita la sua presenza in aree del Paese ben sviluppate, a reddito medio-alto, astenendosi dal portare sviluppo in aree del Paese meno fortunate, dove il rischio imprenditoriale è maggiore, e nelle quali Coop è invece impegnata a portare la sua esperienza di grande impresa sociale”.
[i][b]Dopo Modena è il turno di Livorno ....[/b][/i]
...... con una nuova pagina di pubblicità sempre intitolata "Concorrenza e Libertà". Esselunga punta il dito sulla vendita di un'area di 2.550 mq nella città toscana, “l'unica disponibile in città” per la realizzazione di un supermercato, a 300 metri dal centro commerciale storico di Coop, nel quartiere San Martino.
Dopo due anni di trattative con l'insegna guidata da Bernardo Caprotti, lo spazio di proprietà della famiglia Fremura lo scorso Aprile è stato venduto a Unicoop Tirreno per la cifra di 30 milioni, inferiore di 10 milioni di € rispetto all’offerta presentata da Esselunga.
Da qui la nuova pagina pubblicitaria, che non solo mette a confronto le quote di mercato di Coop, Conad (entrambi della Lega) ed Esselunga sia a Modena (88,1% per le insegne della Lega, contro il 3,4% di Esselunga), sia a Livorno (72,2% Lega, assente l'insegna milanese), ma riporta tre frasi, tratte da altrettanti articoli de "Il Tirreno", per dimostrare l'impegno dei dirigenti di Unicoop nel bloccare gli avversari.
Con questa iniziativa Esselunga - si legge in una nota - “non intende attaccare nessuno, aggredire nessuno, calunniare nessuno. Semplicemente, se in un'importante città dell'Italia centrale il venditore di un terreno non ha la libertà di scegliersi il cliente perché “noi a Livorno ci viviamo e lavoriamo” (Il Tirreno 19 Aprile 2010), la situazione dovrebbe suscitare qualche preoccupazione. Esselunga non ha mai parlato di illeciti o di atti illegittimi. Tutto può essere assolutamente legale, però inconsueto, singolare”.
[b][i]La controrisposta di Esselunga[/i][/b]
In particolare Esselunga "smentisce di essere stata condannata per due volte per concorrenza sleale. In particolare è priva di verità l'informazione in base alla quale Esselunga sarebbe stata condannata per trafugamento di informazioni commerciali di Coop. Esselunga è completamente estranea alle vicende indicate da Coop. I dati comunicati da Coop in merito alle posizioni di prevalenza sul mercato della grande distribuzione sono fuorvianti perché non sono espressi in metri quadrati. E' molto grave che Coop giochi con tali numeri. Il commercio al dettaglio è infatti un servizio pubblico e si basa, come tale, sui metri quadri di vendita autorizzati dai Comuni. La corretta presenza di Esselunga è la seguente: Milano e Provincia: 18,8% e NON 51%; Lucca e Provincia: 33% e NON 62%; Monza/Brianza: 18,3% e NON 60%; Lecco e Provincia: 13% e NON 51%. E' con i metri quadrati che ci si presenta ai nastri di partenza della competizione. In merito alla condanna dell'Antitrust, Esselunga smentisce di essere stata condannata dall'Antitrust per aver alterato gli equilibri del mercato. Anche questo è molto grave. Infatti, come recita il provvedimento Antitrust dell'8 Aprile 2010 'Le operazioni in esame non risultano, quindi, idonee a determinare, in capo ad Esselunga, la costituzione di una posizione dominante sui mercati interessati tale da eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza'".
[i][url=http://www.ilpost.it/2010/07/26/esselunga-contro-coop/]Visualizza la pagina pubblicitaria di Esselunga[/url][/i]






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