Attualità
SI RILANCIA LA "STRADA DEL RADICCHIO" PER PROMUOVERE L’ORTAGGIO E IL TERRITORIO

La "Strada del radicchio rosso, precoce e tardivo di Treviso, e del variegato di Castelfranco IGP" comincia a essere un'interessante occasione. Finora è stata soprattutto una bella intenzione. Se ne è parlato molto, ma si è visto, in concreto, poco: se ne sta tentando il rilancio con nuove proposte attraverso il coinvolgimento delle istituzioni, delle associazioni culturali e sociali attive sul territorio, dei produttori e loro organizzazioni, degli operatori turistici e del mondo della ristorazione. A Villa Guidini di Zero Branco, in provincia di Treviso, una splendida costruzione veneta di inizio Settecento, in un incontro sono stati esaminati progetti, proposte e iniziative da sostenere e attuare. Vi ha partecipato un po' tutto il mondo che ruota attorno al radicchio che, nel Trevigiano e nelle aree confinanti del Veneziano e del Padovano, rappresenta una notevole ricchezza. E' il prodotto principe, più coltivato e più quotato; è l'immagine nobile e imprenditoriale dell'agricoltura locale, che ha ancora un peso notevole. Nella riunione sono intervenuti numerosi amministratori locali, sindaci e assessori all'agricoltura delle Province di Treviso (Mirco Lorenzon), di Venezia (Lucio Gianni) e di Padova (Domenico Riolfato), organizzazioni di produttori, associazioni professionali, operatori turistici, rappresentanti della ristorazione. Tra i promotori dell'incontro il Consorzio di tutela del radicchio Igp di Treviso (precoce e tardivo) e di Castelfranco (variegato), presieduto da Paolo Manzan. Per Natalino Salvati, presidente della Strada del radicchio, "è tempo di fare sul serio, di ripartire con il piede giusto. Ci sono richieste e attese, c'è soprattutto l'impegno di operare in maniera concreta, mettendo in campo tutte le risorse possibili. Abbiamo incontrato veramente una grande attenzione per le nostre proposte. Ci piacerebbe fare del radicchio il ‘cavallo di Troia' per penetrare nel territorio. E' tempo di fare realmente ‘squadra', di sostenere il turismo territoriale, di essere propositivi e di sostenere i produttori".
La Strada del radicchio è molto articolata: si sviluppa attraverso una serie di itinerari ramificati in maniera capillare nell'area del radicchio Igp che conducono tra storia, arte, ambiente, gusto culinario: oasi naturali, Parco del Sile, ville Venete, castelli, mulini storici, orti di eccezionale qualità, osterie popolari e ristoranti eleganti e raffinati. Per Paolo Manzan, presidente del Consorzio di tutela del radicchio Igp, la strada è sicuramente una grande opportunità anche per i produttori e quindi per la valorizzazione dell'ortaggio. Il vicepresidente della Strada Oscar Trentin si è soffermato sulle risorse possibili per sostenere progetti e attività. OPO Veneto, l'organizzazione di produttori orticoli, che ha sede a Zero Branco, coglie nella Strada del radicchio soprattutto un'importante leva di comunicazione della bontà e dei pregi dell'ortaggio. Il radicchio non può che essere buono, questo è il messaggio che deve dare, perché è coltivato con passione e professionalità in un territorio rispettoso della natura e dell'ecosistema.
Nella foto, da sinistra: il direttore Riccardo Rando, Paolo Manzan, presidente del Consorzio Radicchio di Treviso e Castelfranco, Mirco Lorenzon, assessore agricoltura Provincia di Treviso, Natalino Salvati, presidente della Strada e Lucio Gianni, assessore agricoltura Provincia di Venezia.
Fonte: Ufficio Stampa OPO Veneto
La Strada del radicchio è molto articolata: si sviluppa attraverso una serie di itinerari ramificati in maniera capillare nell'area del radicchio Igp che conducono tra storia, arte, ambiente, gusto culinario: oasi naturali, Parco del Sile, ville Venete, castelli, mulini storici, orti di eccezionale qualità, osterie popolari e ristoranti eleganti e raffinati. Per Paolo Manzan, presidente del Consorzio di tutela del radicchio Igp, la strada è sicuramente una grande opportunità anche per i produttori e quindi per la valorizzazione dell'ortaggio. Il vicepresidente della Strada Oscar Trentin si è soffermato sulle risorse possibili per sostenere progetti e attività. OPO Veneto, l'organizzazione di produttori orticoli, che ha sede a Zero Branco, coglie nella Strada del radicchio soprattutto un'importante leva di comunicazione della bontà e dei pregi dell'ortaggio. Il radicchio non può che essere buono, questo è il messaggio che deve dare, perché è coltivato con passione e professionalità in un territorio rispettoso della natura e dell'ecosistema.
Nella foto, da sinistra: il direttore Riccardo Rando, Paolo Manzan, presidente del Consorzio Radicchio di Treviso e Castelfranco, Mirco Lorenzon, assessore agricoltura Provincia di Treviso, Natalino Salvati, presidente della Strada e Lucio Gianni, assessore agricoltura Provincia di Venezia.
Fonte: Ufficio Stampa OPO Veneto






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