Attualità
SUSINA DI DRO DOP, OCCORRE FARNE UN SIMBOLO PROMOZIONALE

Un tavolo di lavoro per il rilancio e la promozione commerciale della Susina di Dro DOP. Questa la proposta operativa uscita lunedì sera al termine della seconda edizione del convegno proposto dall'amministrazione comunale "Per una nuova tradizione: Susina di Dro DOP, che fare?".
Un momento di dibattito e confronto fra le realtà impegnate nella coltivazione e valorizzazione delle prugne di Dro, che ha riunito presso il centro culturale di Dro i funzionari provinciali Renato Martinelli e Lorenza Tessari, il direttore del consorzio "La Trentina" Simone Pilati, Michele Pontalti della "Fondazione Mach", Luca Valerio e Rodolfo Brocchetti, rispettivamente direttore e presidente della cooperativa "Valli del Sarca" e Giorgio Planchestainer, presidente di "Agraria Riva". Le conclusioni sono state affidate all'assessore comunale all'ambiente Alberto Sommadossi, al sindaco senatore Vittorio Fravezzi ed al neo assessore provinciale all'agricoltura e turismo Michele Dallapiccola.
Proprio in un'ottica di piena valorizzazione turistica e ambientale del territorio di Dro e della Valle del Sarca, attraverso i suoi prodotti più tipici, la Susina di Dro DOP potrebbe "giocare" un ruolo importante ed acquisire nuove valenze gastronomiche e promozionali. Dall'assessore provinciale Dallapiccola è arrivato l'invito a guardare la susina di Dro DOP come un prodotto di nicchia (la sua produzione attuale non supera i 3.500 quintali annui) dal grande significato e valore promozionale negli eventi turistici che contraddistinguono il Trentino (rassegne culturale estive, mercatini natalizi ed eccellenze gastronomiche).
"Proprio partendo da un tavolo di lavoro che affronti le varie tematiche di salvaguardia, sviluppo e nuova promozione commerciale delle susina di Dro - ha ricordato il sindaco Vittorio Fravezzi - è possibile pensare ad un nuovo futuro di questa coltura frutticola. Oggi dopo anni bui l'olivo del Garda sta attirando nuovi produttori e grande interesse commerciale, è questa la strada da seguire anche per la susina DOP, vero emblema del nostro territorio e del nostro paesaggio".
Fonte: L'Adige
Un momento di dibattito e confronto fra le realtà impegnate nella coltivazione e valorizzazione delle prugne di Dro, che ha riunito presso il centro culturale di Dro i funzionari provinciali Renato Martinelli e Lorenza Tessari, il direttore del consorzio "La Trentina" Simone Pilati, Michele Pontalti della "Fondazione Mach", Luca Valerio e Rodolfo Brocchetti, rispettivamente direttore e presidente della cooperativa "Valli del Sarca" e Giorgio Planchestainer, presidente di "Agraria Riva". Le conclusioni sono state affidate all'assessore comunale all'ambiente Alberto Sommadossi, al sindaco senatore Vittorio Fravezzi ed al neo assessore provinciale all'agricoltura e turismo Michele Dallapiccola.
Proprio in un'ottica di piena valorizzazione turistica e ambientale del territorio di Dro e della Valle del Sarca, attraverso i suoi prodotti più tipici, la Susina di Dro DOP potrebbe "giocare" un ruolo importante ed acquisire nuove valenze gastronomiche e promozionali. Dall'assessore provinciale Dallapiccola è arrivato l'invito a guardare la susina di Dro DOP come un prodotto di nicchia (la sua produzione attuale non supera i 3.500 quintali annui) dal grande significato e valore promozionale negli eventi turistici che contraddistinguono il Trentino (rassegne culturale estive, mercatini natalizi ed eccellenze gastronomiche).
"Proprio partendo da un tavolo di lavoro che affronti le varie tematiche di salvaguardia, sviluppo e nuova promozione commerciale delle susina di Dro - ha ricordato il sindaco Vittorio Fravezzi - è possibile pensare ad un nuovo futuro di questa coltura frutticola. Oggi dopo anni bui l'olivo del Garda sta attirando nuovi produttori e grande interesse commerciale, è questa la strada da seguire anche per la susina DOP, vero emblema del nostro territorio e del nostro paesaggio".
Fonte: L'Adige



















