Attualità
SYNGENTA PRESENTA L'EVOLUZIONE E I NUOVI SCENARI NELLA FILIERA DEL POMODORO DA INDUSTRIA. SCARICA LE RELAZIONI DELL'EVENTO

La filiera del pomodoro da industria si caratterizza come vera catena virtuosa basata sull'eccellenza. Una catena che si sta però dibattendo tra difficoltà di mercato e aumento dei costi di produzione, in un travaglio che attualmente si traduce, come è noto, nel non raggiungimento dell'accordo quadro su prezzo di riferimento e caratteristiche qualitative. Un momento caldo, dunque, nel quale si è inserito l'incontro-dibattito che si è svolto al relais Cascina Scottina per il consueto convegno promosso da Syngenta dedicato a questo comparto.
I lavori sono stati introdotti dall'intervento di Marco Cantoni, responsabile orticole di Syngenta in Italia, che ha chiarito la filosofia dell'azienda che pone le sue basi proprio nella possibilità di massimizzare il dialogo con gli attori della filiera e con l'obiettivo di creare valore, mantenendo la sostenibilità economica della coltura. Quindi l'intervento di Roberto Della Casa, docente di marketing presso l'Università di Bologna e titolare AgroTer. Il Professor Della Casa ha tracciato un ampio excursus sull'attuale realtà del mercato del comparto agroalimentare ed ha messo in luce alcuni aspetti salienti del comportamento del consumatore influenzato dalla crisi economica. Ha inoltre sottolineato come nel settore dell'ortofrutta il problema centrale rimanga proprio quello del valore: "La percezione del valore da parte del consumatore - ha spiegato Roberto Della Casa - può essere migliorata per i prodotti di questo comparto solo da un'efficiente comunicazione, che consenta di segmentare il mercato e quindi sostenere i consumi, generando emozioni che innalzano il valore percepito".
A conclusione della mattinata, la tavola rotonda moderata dallo stesso Della Casa ha invece messo a confronto le voci dei diversi attori della filiera. Il mondo della trasformazione ha offerto la sua lettura della situazione attraverso i contributi di Guido Conforti, di Aiipa, e di Fabrizio Fichera, del Consorzio Casalasco (Pomì). Conforti ha ribadito come oggi sia importante difendere i prodotti italiani sul mercato europeo, il che può anche significare arrivare a compromessi con altri Paesi, mentre Fichera ha concentrato il suo intervento sul tema della segmentazione del mercato del pomodoro.

La parte agricola è stata rappresentata da diverse voci che hanno evidenziato i problemi che pesano sul settore. Marco Crotti, presidente di Cio, ha ripercorso le difficoltà del comparto italiano che si trova a lavorare con costi di produzione non competitivi a livello mondiale: "In Europa - ha dichiarato Crotti - abbiamo disciplinari di produzione integrata diversi, quelli italiani sono i più restrittivi e ci obbligano ad entrare in competizione con gli altri Paesi. Il che si traduce in un calo di ettarato a pomodoro e nel rischio che proprio noi, che sotto molti punti di vista siamo stati i più bravi, oggi veniamo cacciati fuori dal mercato perché troppo cari".
Il tema del mancato accordo è stato affrontato direttamente da Pier Luigi Ferrari, presidente del Distretto del pomodoro del Nord, che ha chiarito innanzitutto come, "attraverso il distretto abbiamo dato un contenuto normativo e formale ad una realtà che c'era già in termini di eccellenza. Proprio in nome di questo primato qualitativo è fondamentale che oggi si riesca ad arrivare un accordo sul prezzo, anche se noi come Distretto non abbiamo competenza diretta, perché oggi è la mancanza di questo punto di equilibrio che ci allontana. Se potessimo avere - prosegue Ferrari - questa condivisione e arrivare a questo risultato, sarebbe più facile concentrarsi sul fatto che il prodotto italiano c'è e va difeso e valorizzato".
Gianni Brusatassi, presidente di Asipo, ha poi portato alla ribalta la criticità che caratterizza la redditività della parte agricola e anche di quella industriale, che devono fare i conti con margini molto contenuti. La soluzione, secondo Brusatassi, va ricercata in una maggiore differenziazione della produzione.
All'unità della filiera in nome di un miglioramento della redditività del sistema, si è invece rifatto Filippo Arata, presidente di Ainpo, sottolineando come, a queste condizioni di reddito, la parte agricola rischia di mettere in discussione la coltura, che potrebbe essere di fatto sostituita con altre più redditizie.
Scarica la relazione di Marco Cantoni - responsabile orticole di Syngenta in Italia
Scarica la relazione del Professore Roberto Della Casa - Docente Università di Bologna e titolare AgroTer
Fonte: Libertà Piacenza
I lavori sono stati introdotti dall'intervento di Marco Cantoni, responsabile orticole di Syngenta in Italia, che ha chiarito la filosofia dell'azienda che pone le sue basi proprio nella possibilità di massimizzare il dialogo con gli attori della filiera e con l'obiettivo di creare valore, mantenendo la sostenibilità economica della coltura. Quindi l'intervento di Roberto Della Casa, docente di marketing presso l'Università di Bologna e titolare AgroTer. Il Professor Della Casa ha tracciato un ampio excursus sull'attuale realtà del mercato del comparto agroalimentare ed ha messo in luce alcuni aspetti salienti del comportamento del consumatore influenzato dalla crisi economica. Ha inoltre sottolineato come nel settore dell'ortofrutta il problema centrale rimanga proprio quello del valore: "La percezione del valore da parte del consumatore - ha spiegato Roberto Della Casa - può essere migliorata per i prodotti di questo comparto solo da un'efficiente comunicazione, che consenta di segmentare il mercato e quindi sostenere i consumi, generando emozioni che innalzano il valore percepito".
A conclusione della mattinata, la tavola rotonda moderata dallo stesso Della Casa ha invece messo a confronto le voci dei diversi attori della filiera. Il mondo della trasformazione ha offerto la sua lettura della situazione attraverso i contributi di Guido Conforti, di Aiipa, e di Fabrizio Fichera, del Consorzio Casalasco (Pomì). Conforti ha ribadito come oggi sia importante difendere i prodotti italiani sul mercato europeo, il che può anche significare arrivare a compromessi con altri Paesi, mentre Fichera ha concentrato il suo intervento sul tema della segmentazione del mercato del pomodoro.

La parte agricola è stata rappresentata da diverse voci che hanno evidenziato i problemi che pesano sul settore. Marco Crotti, presidente di Cio, ha ripercorso le difficoltà del comparto italiano che si trova a lavorare con costi di produzione non competitivi a livello mondiale: "In Europa - ha dichiarato Crotti - abbiamo disciplinari di produzione integrata diversi, quelli italiani sono i più restrittivi e ci obbligano ad entrare in competizione con gli altri Paesi. Il che si traduce in un calo di ettarato a pomodoro e nel rischio che proprio noi, che sotto molti punti di vista siamo stati i più bravi, oggi veniamo cacciati fuori dal mercato perché troppo cari".
Il tema del mancato accordo è stato affrontato direttamente da Pier Luigi Ferrari, presidente del Distretto del pomodoro del Nord, che ha chiarito innanzitutto come, "attraverso il distretto abbiamo dato un contenuto normativo e formale ad una realtà che c'era già in termini di eccellenza. Proprio in nome di questo primato qualitativo è fondamentale che oggi si riesca ad arrivare un accordo sul prezzo, anche se noi come Distretto non abbiamo competenza diretta, perché oggi è la mancanza di questo punto di equilibrio che ci allontana. Se potessimo avere - prosegue Ferrari - questa condivisione e arrivare a questo risultato, sarebbe più facile concentrarsi sul fatto che il prodotto italiano c'è e va difeso e valorizzato".
Gianni Brusatassi, presidente di Asipo, ha poi portato alla ribalta la criticità che caratterizza la redditività della parte agricola e anche di quella industriale, che devono fare i conti con margini molto contenuti. La soluzione, secondo Brusatassi, va ricercata in una maggiore differenziazione della produzione.
All'unità della filiera in nome di un miglioramento della redditività del sistema, si è invece rifatto Filippo Arata, presidente di Ainpo, sottolineando come, a queste condizioni di reddito, la parte agricola rischia di mettere in discussione la coltura, che potrebbe essere di fatto sostituita con altre più redditizie.
Scarica la relazione di Marco Cantoni - responsabile orticole di Syngenta in Italia
Scarica la relazione del Professore Roberto Della Casa - Docente Università di Bologna e titolare AgroTer
Fonte: Libertà Piacenza



















