Dal campo
Zanesco: “Per essere rilevanti servono quantità, qualità e continuità. La domanda di kiwi giallo c’è”
Kikokà, dopo una prima campagna da 10 milioni di euro, punta ad accelerare su superfici, volumi e mercati

Una prima campagna commerciale da 10 milioni di euro, una proiezione già fissata a 25 milioni per la prossima annata e, nell’arco di un quinquennio, l’obiettivo ambizioso di raggiungere quota 100 milioni. È questa la traiettoria di sviluppo tracciata da Kikokà, il nuovo kiwi giallo che punta a crescere rapidamente in termini di superfici, volumi, mercati e posizionamento.
A delineare il percorso è Fabio Zanesco, CEO di Kikokà Europe: “I progetti che vogliono fare la differenza devono avere un respiro adeguato per rispondere alle richieste di quantità, qualità e continuità dei clienti nei diversi mercati. Se si vuole essere rilevanti, occorre avere fin da subito un piano di sviluppo chiaro”.

Superfici e volumi in forte crescita
Il fatturato atteso è la diretta conseguenza di un piano di espansione già avviato in campo. “Oggi contiamo circa 700 ettari impiantati, che diventeranno 1.000 entro un paio d’anni, con l’obiettivo di arrivare a 2.000 ettari entro il 2030”, spiega Zanesco.
Nella campagna appena conclusa, Kikokà ha potuto contare su circa 4.600 tonnellate di raccolta lorda tra Italia e Grecia, e i primi chili da Spagna e Francia. “Per il prossimo anno prevediamo di raggiungere già le 9-10 mila tonnellate, con un’ulteriore crescita negli anni successivi, di pari passo con l’entrata in produzione dei nuovi impianti. Nel 2026-27, inoltre, lanceremo anche la prima campagna commerciale in Francia con frutta di origine francese, completando i programmi con le nostre altre origini”.

Una progressione dinamica, dunque, che richiede una struttura organizzativa adeguata. “Quest’anno abbiamo iniziato a costruire il team nelle sue diverse componenti. Non è ancora del tutto completo, ma contiamo di essere pienamente allineati entro l’autunno. La prima vera campagna commerciale, terminata da pochi giorni, ha comunque dato risposte molto positive: abbiamo lavorato con prodotto italiano e greco su diversi mercati, dall’Italia, dove abbiamo effettuato vendite vere e proprie e test con varie catene, fino a Germania, Benelux, Scandinavia e Francia, ottenendo riscontri positivi”.

Il nodo qualità: “Serve un prodotto uniforme e costante”
Le prospettive di mercato, secondo Kikokà, sono incoraggianti. Il kiwi giallo continua infatti a mostrare margini di crescita, soprattutto nei Paesi dove la penetrazione della categoria è ancora limitata. Ma la condizione per trasformare l’interesse commerciale in sviluppo stabile resta una: la qualità.
“La domanda di kiwi giallo c’è e in molti mercati la penetrazione è ancora bassa, quindi il potenziale è importante”, sottolinea Zanesco. “Le opportunità commerciali non mancano, ma dobbiamo essere estremamente focalizzati sulla qualità del prodotto. Per questo abbiamo redatto nuovi capitolati di produzione e di gestione in magazzino, facendo tesoro dell’esperienza maturata in questa prima annata effettiva. L’obiettivo è gettare basi solide per gli anni a venire, con un prodotto di alta qualità, uniforme per zona e costante lungo tutta la campagna”.
La qualità diventa così il presupposto per soddisfare il consumatore, ma anche per presidiare i momenti strategici della stagione. “Con la produzione dell’Emisfero Nord arriveremo a coprire il periodo da ottobre a maggio. Per arrivare alla primavera nelle condizioni ideali occorre essere impeccabili. Allo stesso modo, quando avremo volumi sufficienti per affrontare mercati più lontani, dovremo essere perfetti”.
Italia, Europa ed Extra Ue: il piano di espansione
La crescita di Kikokà passerà dal consolidamento in Italia e in Europa, ma guarda già anche ai mercati extra Ue. “Abbiamo contatti in tutto il mondo, anche grazie all’expertise dei partner del progetto, che rappresentano un patrimonio di conoscenze di primo livello non solo sul piano commerciale, ma anche su aspetti operativi come logistica e comunicazione”, evidenzia Zanesco. “Poter attingere a competenze e punti di vista diversi all’interno della nostra compagine sociale e del nostro network è un elemento di grande valore”.

Innovazione varietale e marketing nel mirino
Il lavoro di Kikokà si articola su più fronti, a partire dall’innovazione varietale. “Insieme al Master Licensee Gruppo Rivoira, stiamo valutando con grande interesse diverse nuove selezioni, non soltanto nel comparto del kiwi giallo, ma anche in quello del verde, che resta ancora la prima tipologia per volumi consumati”, spiega il CEO. “Non abbiamo preclusioni: se c’è una novità con potenziale, cercheremo di svilupparla. I tempi per l’inserimento di altre varietà non sono ancora maturi, ma prevediamo evoluzioni nel breve-medio periodo”.
Anche comunicazione e marketing saranno oggetto di ulteriori investimenti. “Quest’anno ci siamo concentrati soprattutto sul B2B, in particolare attraverso le fiere di settore. Nelle prossime settimane ci siederemo al tavolo per definire la strategia del prossimo anno nei diversi mercati, valutando anche possibili iniziative B2C. È un percorso ancora in fase di costruzione”, conclude Zanesco



















