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venerdì 23 dicembre 2016


«Limoni, offerta abbondante e mercato in leggera sofferenza»

Una produzione di limoni in crescita rispetto al 2015, in Italia e all'estero. Una produzione che sta concentrandosi proprio in questo periodo e che sta leggermente affaticando il mercato. Questo è il quadro che traccia con Italiafruit News Daniele Campagnaro, general manager di Agricola Lusia, azienda veneta specializzata nell’importazione di agrumi oltremare.

Dopo le diverse oscillazioni dei mesi scorsi come giudica l'attuale posizionamento del mercato per i limoni?
Il mercato attualmente ha un posizionamento medio, leggermente in sofferenza, a causa dell’abbondanza di offerta rispetto alla richiesta.

Qual è la situazione produttiva all'estero? E in Italia?
La situazione è simile in Italia e all’estero: questa campagna presenta una produzione di maggiore volume rispetto all’annata precedente. Nella scorsa campagna la disponibilità di prodotto era inferiore, a causa del clima; quest’anno, tutto sommato, la materia prima è buona, perché non si sono verificati eventi o particolarità che hanno danneggiato il prodotto.



L'exploit estivo, con prezzi che hanno sfiorato i 3 euro il chilo, ha colto di sorpresa. Il buco produttivo dell'Argentina quanto ha influito?
Il fenomeno ha avuto un notevole impatto sul mercato: l’Argentina è il paese più influente per quanto riguarda gli agrumi oltremare, quindi il suo buco produttivo ha causato l’aumento dei prezzi. Come sempre, in queste situazioni, per noi di Agricola Lusia è importante proseguire nel nostro lavoro da specialisti e, anche con variazioni di domanda e offerta, riusciamo a garantire stabilità ai nostri clienti. Il buco produttivo dell’Argentina va a toccare soprattutto gli operatori non specializzati, mettendoli in difficoltà; gli specialisti come noi riescono comunque a soddisfare i bisogni e le richieste dei clienti. Quindi non abbiamo risentito particolarmente di questa criticità, siamo riusciti a garantire continuità senza creare alcun disagio.

Da dove provengono i limoni di Agricola Lusia ?
Principalmente dall’Argentina e dal Sud Africa. Pesano per un 35-40% sul paniere aziendale. In alta stagionalità, offriamo inoltre limoni provenienti da Spagna, Italia e Cipro. In estate, invece, arrivano da oltremare, per assicurare continuità e disponibilità tutto l’anno ai nostri clienti.

Come sta procedendo la domanda e quali canali servite?
Ci risulta che la domanda di un prodotto come il limone, negli ultimi anni, stia gradatamente aumentando, grazie all’affermazione del trend salutistico, all’aumentata sensibilità verso le proprietà degli alimenti e di conseguenza all’attenzione per un frutto che sia considerato un integratore importante di vitamina C e utile per l’alcalinità del corpo, non soltanto un insaporitore. Il canale principale cui ci rivolgiamo è la grande distribuzione.



Che riscontri ci sono per i limoni biologici?
All’interno del nostro paniere trovano spazio anche i limoni bio italiani: abbiamo notato maggiore richiesta e un consumo in crescita, una tendenza, anche in questo caso, legata alla cresciuta sensibilità verso le tematiche del benessere e salute. Ci tengo a sottolineare un elemento: il prodotto biologico è più delicato, è utile confezionarlo in giornata e consegnarlo entro la stessa. Grazie alla nostra logistica siamo in grado di farlo. Un prodotto confezionato all’origine potrebbe presentare problemi (inizio di marcescenza, ammaccature ecc.), confezionandolo invece direttamente nelle catene del Nord, i rischi si minimizzano e il prodotto arriva fresco e integro al consumatore finale.

Sul fronte del packaging ci sono novità da segnalare?

Stiamo studiando alcuni packaging più comunicativi, con nuove grafiche e messaggi orientati verso i nuovi stili di vita e di consumo emergenti, legati sempre alla ricerca del benessere. Entro marzo lanceremo altri tre pack nuovi. Inoltre, stiamo mettendo a punto un nuovo progetto che favorisca il consumo di agrumi. Non vogliamo svelare ulteriori dettagli, sarà una sorpresa.

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