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martedì 21 dicembre 2021


Prezzi, dopo 20 anni nulla è cambiato

Il pane fresco è "lievitato" mediamente dell'82% , la tazzina del caffè si è "allungata" del 124%, pizza e bibita costano il 76% in più. E l'ortofrutta? Avanti piano. In certi casi, anzi - parafrasando il titolo di una nota trasmissione - "indietro tutta". Il raffronto tra i prezzi di 20 anni fa, alla vigilia dell'entrata in vigore dell'euro e oggi, alla fine di un 2021 contraddistinto da un ritorno di fiamma dell'inflazione, testimoniano la difficoltà di far decollare il valore di frutta e verdura. 

Alcuni esempi: a dicembre 2001 - dati Codacons - un chilo di mele Golden (generiche) costava l'equivalente di 1,22 euro, un prezzo che non si discosta molto dal dato odierno quando, in caso di offerta in Gdo, si possono trovare anche a meno di un euro. Discorso analogo per le banane che negli ultimi giorni della lira venivano vendute a 1,25 euro, listino in linea, e a volte persino superiore, a quello odierno.



Altre due rilevazioni di commodity ortofrutticole (patate a 62 centesimi il chilo, cipolle a 1,15) testimoniano che - a prescindere dall'effettiva disponibilità di materia prima - l'intonazione delle quotazioni non è cambiato più di tanto. 

C'è da dire che per gli alimentari in genere, tranne il pane -  stando alle rilevazioni che Altroconsumo ha condotto per l'inserto Economia del Corriere della Sera di ieri - i prezzi sono rimasti sotto l’inflazione che nel "lasso temporale" 2001-2021 è stata del 33%: dal latte (+14% complessivo, quindi -19% al netto dell'inflazione) alla pasta (+21 e -12%%) fino alla passata di pomodoro che ha perso l'11%. Nel complesso, in questi 20 anni, il cibo nei punti vendita è aumentato, ma meno dell’inflazione: +19%.



Discorso diverso per le tariffe e le spese obbligate: è infatti "decollato" del 126% il biglietto dei bus cittadini e del metrò (da 77 centesimi, 1.500 lire, a 1,75 euro, media di Roma, Milano, Genova, Bologna e Torino). Ed è aumentato del 75% il prezzo della benzina, dell’87% quello del gasolio. Pure i frigoriferi sono rincarati di un bel po': +67%, più del doppio dell’inflazione. 
Decisamente meno brillante la performance dell'ortofrutta, che nei frigoriferi viene conservata. E che anche in questi giorni di aumento costi e inflazione rimane ancorata ai prezzi del passato, a discapito di una filiera che. soprattutto a monte, fa sempre più fatica a ritagliarsi dei margini.

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