Attualità
A FOSSANO UN POOL DI ESPERTI CONTRO IL BATTERIO DEL KIWI: NESSUN RISCHIO PER IL CONSUMO DEL FRUTTO

30Si è svolta venerdì scorso nel municipio di Fossano una conferenza stampa per affrontare l’emergenza del batterio che ha colpito le piante di actinidia in tutto il mondo e anche nel cuneese. L’Italia è il 1° Paese al mondo per la produzione di kiwi, avendo superato la Nuova Zelanda. In Italia, il Piemonte e la Provincia di Cuneo in particolare, sono al 2° posto per la produzione. Nel cuneese le produzioni ortofrutticole più importanti sono la coltivazione di mele, pesche e, appunto, kiwi. Su 5.600 ettari coltivati in Italia, 4.500 si trovano nella provincia “Granda”. La zona tra Cuneo e Saluzzo ospita il più grande polo al mondo di condizionamento: raccolta, lavorazione e conservazione dei frutti. Il batterio dell’actinidia (PSA) si è esteso sia sulle piante giovani che su quelle adulte. La Regione ha individuato i vivai responsabili della vendita delle piantine infette e si è costituita parte civile per il danno. Ha inoltre emanato un decreto in data 18 febbraio in cui ordina misure obbligatorie di prevenzione e profilassi . “Il Comune è stato coinvolto dalla Regione che con il decreto, ha spiegato l’Assessore fossanese all’Agricoltura Gian Giorgio Bruno, in sostanza obbliga i frutticoltori, ma anche i privati cittadini, a monitorare le loro piante, a tagliarle o estirpare i rami infetti e ad adottare la profilassi, mentre i Comuni devono agire per sensibilizzare ed informare oltre che per evitare il diffondersi del virus”. Il Comune di Fossano, in collaborazione con il Creso (Consorzio di ricerca, sperimentazione e divulgazione per l'ortofrutticoltura piemontese) e con la Coldiretti ha individuato un pool di persone che saranno formate, a partire dalla prossima settimana, per poter dare informazioni specifiche sul batterio. “Abbiamo predisposto un mini corso per affrontare l’emergenza e poter dare supporto ed informazioni”. Il pool sarà formato da Roberto Summa, Direttore dell’ufficio Agricoltura del Comune, Mary Garelli, collaboratrice dell’ufficio agricoltura comunale, Dario Calligaris, collaboratore dell’ufficio ambiente e perito agrario, Andrea Deganello, Agente di Polizia Municipale con esperienza nel settore agricolo. “La scelta di inserire nel gruppo Andrea Deganello, ha sottolineato l’Assessore, è dovuta sia al fatto che è un profondo conoscitore del territorio, sia perché la presenza di un rappresentante delle forze dell’ordine serve a far rispettare il Decreto Regionale anche dai più refrattari”. Quest'ultimo stabilisce delle sanzioni per chi non ottempera mettendo in atto sia le azioni di estirpazione che di profilassi in caso di batterio sulle proprie piante di actinidia ed inoltre prevede il divieto di costruire nuovi impianti per i prossimi 3 anni.
La Regione ha stanziato dei fondi che serviranno per risarcire i frutticoltori o i privati con un minimo di 25 piante, (appezzamenti di circa 500 metri quadri) sia del danno derivato dall’estirpo delle piante colpite sia del mancato reddito. Per le domande di risarcimento ci si deve rivolgere ai centri di assistenza agraria delle organizzazioni agricole. “Vogliamo rassicurare sia i frutticoltori che i privati che hanno le piante di actinidia nei loro giardini, ha sottolineato il tecnico della Codiretti Cesare Gallesio, su un aspetto: individuare il batterio è facilissimo, perché dai rami tagliati esce un liquido denso di colore bianco-trasparente che poi diventa rossastro in corrispondenza di nuove gemme. Attualmente non esiste una cura risolutiva. Bisogna intervenire, come suggerito dalla Regione, con una profilassi che prevede l’applicazione di prodotti rameici ed igienizzanti. E’ l’unico mezzo che abbiamo a disposizione in via preventiva”. Aggiunge infine l'Assessore Bruno: “chiediamo la collaborazione di tutti. Non è colpa né di chi ha le piante infette, né delle piante se hanno contratto il batterio. Ricordo che sono previste delle sanzioni in caso di non ottemperanza al Decreto della Regione. Il batterio si espande rapidamente. E’ importante intervenire”. Delle iniziative in campo è stata anche informata la Commissione Agricoltura del Comune. “Tengo a sottolineare, ha specificato Mario Dotto - Segretario di zona della Coldiretti, che i frutti non sono interessati dal batterio. Il consumo dei kiwi è assolutamente sicuro”.
Fonte: Targato Cn
La Regione ha stanziato dei fondi che serviranno per risarcire i frutticoltori o i privati con un minimo di 25 piante, (appezzamenti di circa 500 metri quadri) sia del danno derivato dall’estirpo delle piante colpite sia del mancato reddito. Per le domande di risarcimento ci si deve rivolgere ai centri di assistenza agraria delle organizzazioni agricole. “Vogliamo rassicurare sia i frutticoltori che i privati che hanno le piante di actinidia nei loro giardini, ha sottolineato il tecnico della Codiretti Cesare Gallesio, su un aspetto: individuare il batterio è facilissimo, perché dai rami tagliati esce un liquido denso di colore bianco-trasparente che poi diventa rossastro in corrispondenza di nuove gemme. Attualmente non esiste una cura risolutiva. Bisogna intervenire, come suggerito dalla Regione, con una profilassi che prevede l’applicazione di prodotti rameici ed igienizzanti. E’ l’unico mezzo che abbiamo a disposizione in via preventiva”. Aggiunge infine l'Assessore Bruno: “chiediamo la collaborazione di tutti. Non è colpa né di chi ha le piante infette, né delle piante se hanno contratto il batterio. Ricordo che sono previste delle sanzioni in caso di non ottemperanza al Decreto della Regione. Il batterio si espande rapidamente. E’ importante intervenire”. Delle iniziative in campo è stata anche informata la Commissione Agricoltura del Comune. “Tengo a sottolineare, ha specificato Mario Dotto - Segretario di zona della Coldiretti, che i frutti non sono interessati dal batterio. Il consumo dei kiwi è assolutamente sicuro”.
Fonte: Targato Cn



















