Ai campioni spagnoli Gavi e Fabián Ruiz in premio il loro peso in pomodori

In Italia, Ciccio Graziani archivia le Notti Mondiali della Rai e torna a coltivare fagiolini, pomodori e zucchine

Ai campioni spagnoli Gavi e Fabián Ruiz in premio il loro peso in pomodori

C’è un momento, finiti i novanta minuti, le celebrazioni e i bagni di folla, in cui anche i campioni del mondo tornano con i piedi per terra. Anzi, nella terra. Perché tra il calcio e l’agricoltura esiste da sempre un legame curioso, fatto di tradizioni, radici e prodotti simbolo dei territori. Un filo diretto che, quest’estate, unisce la Spagna campione del mondo e un’icona del calcio italiano come Ciccio Graziani.
Da una parte ci sono Gavi e Fabián Ruiz, freschi vincitori del Mondiale 2026 con la Spagna. Dall’altra c’è Francesco "Ciccio" Graziani, campione del mondo nel 1982 e oggi volto Rai, che archiviati gli impegni televisivi è tornato a dedicarsi al suo orto. In mezzo ci sono loro, i veri protagonisti di questa storia: pomodori, fagiolini e zucchine.

Il premio più rosso del Mondiale
Per Gavi e Fabián Ruiz il ritorno a casa, a Los Palacios y Villafranca, in Andalusia, è stato tutt’altro che convenzionale. La cittadina, famosa in tutta la Spagna per la produzione di pomodoro, ha accolto i suoi due campioni con un omaggio che racconta meglio di qualsiasi discorso il legame tra territorio e agricoltura.
Niente auto di lusso o premi in denaro: ai due centrocampisti sono stati consegnati pomodori per un quantitativo pari al loro peso corporeo. Ben 68,5 chilogrammi per Gavi e 84,5 per Fabián Ruiz. Un gesto che non nasce oggi. È infatti una tradizione consolidata del comune sivigliano, che in passato aveva già premiato con lo stesso riconoscimento Jesús Navas dopo i trionfi con la nazionale spagnola. Il messaggio è semplice ma potente: chi porta il nome del territorio sul tetto del mondo viene celebrato con il prodotto che più rappresenta quella terra. In un'epoca in cui i premi sportivi sono spesso spettacolari e tecnologici, vedere due campioni del mondo sorridere con le cassette di pomodori in mano restituisce tutta la forza identitaria di un prodotto agricolo che diventa simbolo di appartenenza.

Dalle Notti Mondiali ai fagiolini
Se in Spagna il pomodoro diventa premio, in Italia è invece l'orto il rifugio ideale dopo le fatiche del Mondiale.
Conclusa l'esperienza televisiva con le "Notti Mondiali" della Rai, Ciccio Graziani ha mostrato sui social il suo ritorno alla quotidianità, immortalato mentre raccoglie fagiolini con secchio rosso alla mano. "L'orto vuole l'omo morto", scherza l'ex attaccante della Nazionale, citando un vecchio proverbio contadino mentre piegarsi e rialzarsi tra i filari gli costa certamente più fatica rispetto ai dibattiti negli studi climatizzati di Saxa Rubra.
Nel suo orto, alle porte di Arezzo, non crescono soltanto fagiolini. Ci sono anche pomodori e zucchine, prodotti che Graziani coltiva personalmente e che racconta con lo stesso entusiasmo con cui, fino a pochi giorni prima, commentava le partite del Mondiale.
Persino la ricetta è quella della tradizione: fagiolini appena raccolti, olio extravergine d'oliva a crudo e limone. Pochi ingredienti, tutti rigorosamente freschi.

Il "vai a zappare" cambia significato
Nel gergo calcistico il celebre "vai a zappare" è spesso usato come sfottò. Eppure, osservando queste storie, assume un significato completamente diverso.
Per Gavi e Fabián Ruiz la terra è il modo più autentico con cui la propria comunità dice "grazie". Per Ciccio Graziani, invece, l'orto rappresenta il ritorno ai ritmi lenti dopo settimane di telecronache e dirette televisive. Insomma, c'è chi torna a casa con una Coppa del Mondo e decine di chili di pomodori e chi, da campione del mondo di ieri, riempie un secchio di fagiolini. In entrambi i casi, il pallone lascia spazio alla terra. E, almeno per qualche giorno, il calcio si misura non più in gol ma in raccolti.