Dal campo
Angurie e meloni, la Spagna corre: il rischio è chiudere la campagna in anticipo
Consumi sostenuti in Europa e scorte ridotte spingono il mercato

Per angurie e meloni la campagna spagnola procede su binari positivi, sostenuta dalle alte temperature in Europa e da una domanda che, dopo qualche rallentamento a metà giugno, è tornata vivace. Il punto da monitorare, ora, è il finale di stagione: la maturazione anticipata e la minore disponibilità attesa nelle aree tardive potrebbero ridurre l’offerta nella seconda parte dell’estate.
Angurie, scorte basse nei magazzini spagnoli
Negli ultimi anni la Spagna ha esportato in media circa 840mila tonnellate di angurie all’anno, con una finestra commerciale che va da metà aprile a inizio ottobre. A questi volumi si aggiungono circa 100mila tonnellate di importazioni annue: metà arriva dal Marocco e integra la produzione in serra di Almería tra aprile, maggio e giugno; l’altra metà proviene soprattutto dal Brasile nei mesi di novembre e dicembre, e da Senegal e Mauritania tra gennaio e marzo.
La campagna 2026 sta seguendo un andamento in linea con gli ultimi anni. Ad aprile la Spagna aveva già esportato 38.581 tonnellate, con prezzi leggermente superiori rispetto alla stagione precedente. La fase di Almería si è chiusa positivamente, grazie a temperature favorevoli sia in Spagna sia nei principali mercati europei durante maggio e giugno.

Solo a metà giugno si è registrato un leggero rallentamento, legato alla sovrapposizione tra la fine della produzione in serra di Almería e l’avvio del pieno campo a Murcia e Valencia. Da inizio luglio, però, il quadro è cambiato: la domanda è tornata alta e le scorte nei magazzini spagnoli risultano molto basse.
Meloni, consumo ormai annuale
Anche per i meloni la Spagna mantiene un ruolo centrale. Negli ultimi anni le esportazioni si sono attestate intorno alle 400mila tonnellate, concentrate tra fine aprile e inizio ottobre. Parallelamente, il Paese importa circa 115mila tonnellate, tutte tra fine ottobre e inizio aprile: un dato che conferma come il consumo di melone in Spagna sia ormai diventato un mercato attivo tutto l’anno.
Il principale fornitore è il Brasile, che copre circa il 65% dell’import spagnolo e presidia sostanzialmente la stagione invernale. Da gennaio a marzo entrano invece in gioco Marocco e Senegal, che insieme rappresentano circa il 25% delle forniture.

La stagione 2026 ricalca finora lo schema degli anni precedenti. Ad aprile la Spagna aveva esportato 7.604 tonnellate di produzione propria, con volumi e prezzi simili a quelli delle ultime campagne. Il vero avvio dell’export resta giugno, quando la disponibilità aumenta e il mercato europeo entra nella fase più dinamica.
L’andamento è molto simile a quello delle angurie: il caldo in Europa sta sostenendo i consumi di tutta la famiglia dei meloni, con una spinta evidente soprattutto nelle ultime settimane.
Finale di stagione da monitorare
Le alte temperature registrate finora hanno accelerato la maturazione in diversi areali produttivi. Salvo cambiamenti meteo improvvisi, al momento non previsti, la campagna potrebbe quindi chiudersi in anticipo in molte zone.
A questo si aggiunge la riduzione delle coltivazioni in La Mancha, una delle principali aree spagnole a maturazione tardiva. La combinazione tra anticipo produttivo e minori superfici nelle zone più tardive potrebbe portare a una disponibilità più corta di angurie e meloni nella seconda parte della stagione.
Per ora il mercato resta sostenuto, ma la vera verifica arriverà tra qualche settimana. In agricoltura, come sempre, basta poco per cambiare scenario.




















