Dal campo
Frutticoltura, il costo per ettaro non dice tutto: è la resa (incerta) a decidere i conti
Manodopera, ammortamenti e difesa fitosanitaria fanno la differenza. Ri.Nova fotografa undici modelli produttivi in Emilia-Romagna

Prima ancora del prezzo, c’è il costo. E in frutticoltura il costo non è mai un numero semplice da leggere, perché dentro un ettaro di frutteto ci sono densità d’impianto, forma di allevamento, irrigazione, reti antigrandine, coperture antipioggia, ventoloni per la difesa dal gelo, manodopera, mezzi tecnici e la lista è ancora lunga. Tutte scelte che pesano sul conto finale e che possono cambiare molto non solo tra una specie e l’altra, ma anche tra due varietà della stessa specie.
È una fotografia molto concreta quella che arriva dai primi dati sui costi di produzione delle specie frutticole in Emilia-Romagna presentati da Ri.Nova nell’ambito del progetto REMUNERA – monitoRaggio EconoMico prodUzione agRicola, illustrati lo scorso 2 luglio a Cesena. Un lavoro ancora in fase di consolidamento, ma già utile per capire quanto costa oggi produrre frutta, oltre le sole quotazioni di mercato.
Il progetto ha ricostruito undici casi di studio:
albicocco Lady Cot => a fusetto 1.666 p/ha, irrigazione a goccia + sprinkler, no antigrandine, no difesa antigelo
ciliegio, Var. Frisco/Kordia/Nimba => a fusetto 1.666 p/ha, irrigazione a goccia + sprinkler, copertura antipioggia, no difesa antigelo
melo Gala => a fusetto 2.777 p/ha, Irrigazione a goccia, Impianto Antigrandine, no difesa antigelo
melo Pink Lady => a fusetto Densità 2.500 p/ha, Irrigazione a goccia, Impianto Antigrandine, no difesa antigelo
kaki Rojo Brillante => a vaso 740 p/ha, Irrigazione a goccia, no antigrandine, no difesa antigelo
kiwi verde Hayward => a pergola 1.000 p/ha, Irrigazione con doppia ala gocciolante – sprinkler sottochioma, no antigrandine, no difesa antigelo
kiwi giallo Sungold => a pergola 1.111 p/ha, Irrigazione con doppia ala gocciolante – sprinkler sottochioma, Impianto Antigrandine + Difesa dalle gelate (ventolone)
pero Abate ad alta densità => a fusetto 3.700 p/ha Irrigazione a goccia, Impianto antigrandine, no difesa antigelo
pero William => palmetta a 877 p/ha Irrigazione a goccia, Impianto antigrandine, no difesa antigelo
pesco Alma 2 (nettarina gialla) => fusetto 1.666 p/ha, Impianto di irrigazione a goccia + sprinkler, Impianto antigrandine + difesa dalle gelate (ventolone)
susino Angeleno => fusetto 1.666 p/ha Impianto di irrigazione a goccia + sprinkler Impianto antigrandine + difesa dalle gelate (ventolone)
La metodologia si basa su interviste dirette alle aziende, da tre a sei per ciascun caso, e sulla validazione dei dati con gruppi di lavoro di settore. Nei prossimi mesi arriveranno anche i costi di colture estensive, orticole e viticole, mentre i dati confluiranno nell’aggiornamento della web app Agricosti, pensata per il benchmarking aziendale e per il calcolo della redditività.
I costi per ettaro: dal kaki alla Pink Lady la forbice è ampia
Il primo dato che colpisce è la distanza tra i diversi modelli produttivi. In un anno di piena produzione, il costo totale oscilla dai 15.784 euro/ha del kaki ai 36.791 euro/ha del melo Pink Lady. Più del doppio.
In mezzo si collocano colture con strutture di costo molto diverse: melo Gala a 28.536 euro/ha, susino a 27.138 euro, kiwi verde a 26.185 euro, pesco a 26.084 euro, kiwi giallo a 24.385 euro, pero William a 23.678 euro e pero Abate ad alta densità a 23.195 euro. Sotto i 20mila euro restano albicocco, a 19.426 euro/ha, e ciliegio, a 17.989 euro/ha.
Il totale, però, racconta solo una parte della storia. A fare la differenza è la composizione del costo. Il melo Pink Lady, ad esempio, supera il Gala di oltre 8mila euro/ha, ma lo scarto non si spiega soltanto con gli ammortamenti: la voce che pesa di più è la manodopera, che passa da 10.548 euro/ha nel Gala a 15.531 euro/ha nel Pink Lady. A questa si aggiungono ammortamenti più elevati e un maggior costo dei mezzi tecnici.
Manodopera, la prima voce resta il lavoro
La manodopera si conferma la voce principale nei costi espliciti rilevati. Nei casi studio incide da circa il 24% del ciliegio fino a oltre il 50% del kiwi, con una incidenza media per le 11 colture esaminate del 40% sul totale del costo annuale ad ettaro. Non è una sorpresa per chi lavora in frutticoltura, ma i numeri danno la misura del problema.
Nel melo Pink Lady si arriva a 15.531 euro/ha, nel kiwi verde a 13.183 euro, nel kiwi giallo a 12.687 euro. Sopra i 10mila euro/ha si collocano anche melo Gala, pesco e susino.
Guardando alle ore, il quadro è ancora più netto. La Pink Lady supera le mille ore/ha in piena produzione: raccolta e trasporto restano la voce principale, con 556 ore/ha, contro 342 ore/ha dedicate alle lavorazioni sulla pianta. Nei kiwi, invece, il rapporto si ribalta: le lavorazioni sulla pianta (diradamento e impollinazione sono particolarmente dispendiosi) superano nettamente il tempo dedicato alla raccolta. Per il kiwi giallo si arriva a 612 ore/ha, per il verde a 568 ore/ha.
Potatura, diradamento, gestione della chioma, raccolta: sono operazioni difficili da comprimere oltre una certa soglia. Per questo il lavoro non è più solo una riga del conto economico, ma uno dei fattori che decidono se un impianto può reggere o meno.
Impianti sempre più “pesanti”: Pink Lady oltre 100mila euro/ha
Il costo di impianto apre un altro capitolo. Qui non si parla più del solo costo annuo di gestione, ma dell’investimento iniziale necessario per mettere a dimora e attrezzare il frutteto.
Il caso più evidente è il melo Pink Lady, dove il costo dell’anno di impianto supera i 101.800 euro/ha, pur senza ventolone nel profilo considerato (qui il costo della pianta ad ettaro, e relative royalty si fa particolarmente sentire). Seguono kiwi giallo, a 83.310 euro/ha, melo Gala a 76.680 euro, ciliegio a 72.125 euro, susino a 72.164 euro e pesco a 72.113 euro. Il kaki, coerentemente con una struttura più semplice, si ferma invece a 20.855 euro/ha.
Il confronto tra kiwi verde e kiwi giallo è indicativo: il primo si attesta a 43.439 euro/ha, il secondo arriva quasi al doppio. A fare la differenza sono le dotazioni aggiuntive, in particolare antigrandine e sistemi di difesa dalle gelate.
Le protezioni contro grandine, pioggia e gelo non sono più un accessorio. In molti areali sono diventate una condizione per continuare a produrre. Il problema è che il loro ammortamento entra poi stabilmente nei costi di piena produzione: nella Pink Lady gli ammortamenti superano i 10mila euro/ha, nel melo Gala sono pari a 8.550 euro, nel susino a 7.660 euro, nel pesco a 7.315 euro e nel ciliegio a 7.214 euro.
Mezzi tecnici: la difesa costa più della nutrizione
Anche i mezzi tecnici pesano, soprattutto sul fronte della difesa. La ricerca distingue tra prodotti fitosanitari, concimi e, nel caso del kiwi giallo, polline per l’impollinazione artificiale.
Nella maggior parte delle colture analizzate, i prodotti per la difesa costano molto più della concimazione. Nel pero ad alta densità si arriva a 4.299 euro/ha di fitofarmaci contro 896 euro di concimi. Nella Pink Lady il rapporto è 3.553 euro contro 332. Nel susino i prodotti fito pesano 3.200 euro/ha, nel pero William 3.014 euro, nel melo Gala 2.908 euro e nel pesco 2.736 euro.
Fanno eccezione kaki e kiwi giallo, dove la nutrizione assume un peso più elevato rispetto alla difesa. Nel kiwi giallo va poi considerata la variabile del polline: se acquistato anziché autoprodotto, può arrivare fino a 3mila euro/ha. Una voce che, nella pratica aziendale, può spostare sensibilmente il costo finale.
Il dato sui fitosanitari va letto dentro un quadro più ampio: meno strumenti disponibili, pressione crescente delle avversità e produzioni sempre più costose da proteggere. Meno molecole e prodotti più cari significano meno margine di manovra, soprattutto nelle colture più esposte.
Il costo al chilo cambia la lettura
La presentazione Ri.Nova non calcola direttamente il costo unitario di produzione, ma le rese indicate nei casi studio permettono una stima. L’elaborazione IFN, ottenuta dividendo il costo totale annuo di piena produzione per la resa attesa, cambia in parte la fotografia.
Il kaki, che ha il costo per ettaro più basso, si conferma anche la coltura meno onerosa al chilo: con 35 tonnellate/ha di resa, il costo stimato è di circa 0,45 euro/kg. All’opposto si colloca il ciliegio: pur avendo il secondo costo per ettaro più basso del gruppo, con una resa di 10 tonnellate/ha arriva a circa 1,80 euro/kg.
Tra questi due estremi, le altre colture si muovono in una fascia ampia: susino Angeleno a 0,54 euro/kg, melo Gala a 0,63, pesco Alma 2 a 0,65, pero Abate ad alta densità a 0,66, melo Pink Lady a 0,67, pero William a 0,68, albicocco Lady Cot a 0,78, kiwi giallo a 0,87 e kiwi verde a 1,05 euro/kg.

Il dato dice una cosa chiara: la sola lettura per ettaro può essere fuorviante. La Pink Lady è la coltura più costosa da impiantare e gestire, ma con una resa di 55 tonnellate/ha rientra in un costo al chilo vicino a pero e pesco. Il ciliegio, al contrario, resta la coltura più cara al chilo proprio per la resa più bassa del caso studio.
Se cala la resa, il conto salta in fretta
Il punto più delicato, quindi, resta la resa. A parità di costi per ettaro, una flessione produttiva del 20% fa aumentare il costo unitario del 25%. Non serve una campagna disastrosa: basta produrre sotto potenziale per cambiare completamente il conto.
Nel ciliegio, scendere da 10 a 8 tonnellate/ha significa passare da 1,80 a circa 2,25 euro/kg. Nella Pink Lady, una resa inferiore del 20% porterebbe il costo da 0,67 a 0,84 euro/kg. Nel pesco si passerebbe da 0,65 a 0,82 euro/kg, nel pero ad alta densità da 0,66 a 0,83 euro/kg.
Al contrario, con rese superiori del 20%, il costo unitario scenderebbe in modo sensibile: Pink Lady a circa 0,56 euro/kg, pesco a 0,54, pero Abate ad alta densità a 0,55, ciliegio a 1,50 euro/kg.
È forse il messaggio più utile dei dati REMUNERA: non basta sapere quanto costa un ettaro. Bisogna capire quale resa serve per reggere un determinato modello produttivo. Perché un frutteto protetto, ad alta densità e con forte fabbisogno di manodopera può avere senso solo se produce in modo regolare e se il mercato riconosce un valore coerente.
Prima di discutere il prezzo, quindi, bisogna sapere quanto costa produrre. E soprattutto quanto costa ogni chilo quando la resa reale non è quella prevista nel piano aziendale, cosa sempre più frequente con il cambiamento climatico in atto.
Il progetto REMUNERA – monitoRaggio EconoMico prodUzione agRicola è un progetto realizzato nell’ambito del CoPSR 2023-2027 - Tipo di intervento SRG01 “Sostegno ai Gruppi Operativi PEI AGRI” – OS2. Il progetto è finanziato dal FEASR 2023-2027 – Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale. (gm)
Foto di aperture generata con l'ausilio dell'IA




















