Attualità
Arance spagnole: produrre costa oltre 8.200 euro a ettaro
Il rapporto sui costi in Andalusia evidenzia il peso crescente di manodopera, energia elettrica e manutenzione dei mezzi agricoli

Produrre arance in Andalusia costa, raccolta compresa, 8.235,7 euro per ettaro. È il dato più significativo riportato da Rivista Mercados sulla base dell’ultimo rapporto dell’Osservatorio dei Prezzi e dei Mercati della Regione Andalusa, riferito alla campagna 2024/25. Se si esclude la fase di raccolta, il costo medio si attesta invece a 5.588,8 euro per ettaro.
Un livello che conferma come la coltivazione delle arance nell’area andalusa continui a muoversi dentro una struttura di costi molto rigida, nonostante il parziale alleggerimento di alcune voci di spesa. Il rapporto indica infatti una diminuzione dei costi di carburante (-17,81%), acqua (-5,12%) e fertilizzanti (-0,82%), ma evidenzia al tempo stesso aumenti rilevanti su altri capitoli fondamentali per la gestione aziendale.
A pesare maggiormente sono soprattutto energia elettrica, manodopera e manutenzione dei macchinari. L’elettricità registra l’incremento più marcato, con un +14,48% rispetto alla stagione precedente. Seguono i costi di manutenzione e riparazione dei macchinari, in crescita del 7,45%, e la manodopera, che aumenta del 5,16%.
La manodopera vale oltre la metà dei costi
La voce più importante resta il lavoro. Considerando anche la raccolta, la manodopera incide per 4.640,1 euro per ettaro, pari al 56,3% del costo totale medio. Dentro questa cifra rientrano tutte le principali operazioni colturali: potatura, eliminazione dei polloni, gestione dei residui, irrigazione, fertirrigazione, trattamenti e raccolta.
Proprio la raccolta rappresenta una delle componenti più rilevanti: da sola vale 2.586,8 euro per ettaro e richiede 37,6 giornate-uomo. Complessivamente, la coltivazione degli aranci arriva a richiedere 67 giornate-uomo per ettaro, inclusa la raccolta, mentre senza questa fase il fabbisogno scende a 28,5 giornate-uomo.
Il dato mette in evidenza un elemento cruciale per la redditività della coltura: la disponibilità di manodopera e il suo costo restano fattori decisivi, soprattutto in una produzione che, pur con livelli crescenti di razionalizzazione, mantiene una forte componente manuale.
Input produttivi: fertilizzanti prima voce
Dopo la manodopera, la seconda voce di costo è rappresentata dagli input produttivi, pari a 2.446,6 euro per ettaro. All’interno di questa categoria i fertilizzanti restano il capitolo principale, con 932,7 euro per ettaro, seguiti dai prodotti fitosanitari, pari a 498,8 euro.
Tra gli altri costi diretti figurano gli erbicidi, con 230,8 euro per ettaro, e i materiali di consumo, che raggiungono 784,2 euro per ettaro. In questa voce rientrano l’acqua, con 498,7 euro, il gasolio, con 174,8 euro, e l’elettricità, pari a 110,8 euro per ettaro.
Accanto ai costi direttamente collegati alla coltivazione, il rapporto considera anche le spese operative e strutturali. La manutenzione dei macchinari ammonta a 257,4 euro per ettaro, mentre i costi indiretti medi, comprensivi di ammortamenti e altre componenti aziendali, si attestano a 470,9 euro per ettaro. I costi generali medi raggiungono invece 420,8 euro per ettaro, includendo consulenze, servizi amministrativi, assicurazioni, imposte sugli immobili e altre spese di gestione.
Resa media a 35,9 tonnellate per ettaro
Il rapporto fissa la resa media a 35.893 chilogrammi per ettaro, parametro fondamentale per valutare il rapporto tra costi di produzione e prezzi riconosciuti agli agricoltori. In un contesto di margini sempre più compressi, l’equilibrio tra produttività, costi e quotazioni alla produzione diventa decisivo per misurare la redditività effettiva della campagna.
Il confronto storico conferma la progressiva crescita della pressione economica sui produttori. Nella stagione 2020/21 il costo totale medio delle arance andaluse, inclusa la raccolta, era pari a 6.510,3 euro per ettaro. Nel 2024/25 ha raggiunto 8.235,7 euro, con un aumento di oltre 1.700 euro per ettaro in cinque campagne.
Anche al netto della raccolta il trend è analogo: il costo è passato da 4.465,9 euro per ettaro nel 2020/21 agli attuali 5.588,8 euro.
Margini sotto pressione
Il calo di alcune voci, come carburante, acqua e fertilizzanti, offre un parziale sollievo, ma non basta a compensare l’aumento di costi strategici come elettricità, lavoro e manutenzione dei mezzi. Per l’agrumicoltura andalusa il tema centrale resta quindi la capacità di tenere sotto controllo una struttura produttiva sempre più onerosa.
In questo scenario, la redditività della coltura dipenderà dalla combinazione tra rese, efficienza aziendale, gestione delle risorse e prezzi di mercato adeguati. Il rapporto sottolinea inoltre che le cifre devono essere considerate indicative, perché i costi possono variare in modo significativo in funzione delle caratteristiche di ogni azienda, dell’areale produttivo e dell’andamento specifico della stagione. (gm)









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