BRUSCANDOLO, "L'ERBETTA" VENETA CHE CONQUISTA IL NORD EUROPA

BRUSCANDOLO, "L'ERBETTA" VENETA CHE CONQUISTA IL NORD EUROPA
Il bruscandolo è il germoglio del luppolo selvatico, una delizia che rallegra le tavole di primavera. Una primizia molto versatile in cucina, dagli antipasti ai primi fino ai secondi, da soli o abbinati ad altre erbette. Fino a poco tempo fa i germogli di luppolo avevano un mercato strettamente locale: era frequente vedere ragazzini che li vendevano ai crocicchi di strade. Oggi si trovano in tanti negozi e spesso anche nei supermercati. È un commercio che si va affermando nelle aree dove da sempre il bruscandolo cresce e viene raccolto (regioni settentrionali e centrali), ma anche all'estero tant’è che a Berra, in Provincia di Ferrara, dal 1993 viene organizzata annualmente la “Sagra mondiale del bruscandolo”.
Sergio Tronchin, Responsabile del Settore Commerciale di OPO Veneto ha dichiarato: “stiamo mandando bruscandoli, sia pure in piccole quantità poiché comunque sempre prodotto di nicchia, in diverse Regioni d'Italia e da alcuni anni in Olanda, in Danimarca ed in altri Paesi del Nord Europa. Li richiedono i ristoratori italiani per piatti diversi, freschi di stagione, tipici regionali. La loro commercializzazione è facilitata da quando si è cominciato a farne mazzetti, tipo gli asparagi. È una nicchia di mercato interessante e che fa tendenza”.
È quasi vietato parlare di prezzo. Un aneddoto racconta che quest'anno il primo chilo raccolto è stato pagato da un ristoratore trevigiano ben 50 euro. Mediamente si va dai 25 ai 30 euro al chilogrammo. Dipende dalla qualità, dalla disponibilità di prodotto e, ovviamente, dalla richiesta che è comunque sempre molto sostenuta. Il bruscandolo, Humulus lupulus, il germoglio del luppolo selvatico, è considerato spesso impropriamente "erbetta"; in realtà è una pianta erbacea, perenne, rampicante (una liana), della quale si raccolgono e si gustano i getti. Può raggiungere i sette metri di altezza. Appartiene alla famiglia delle Cannabaceae, cresce lungo le siepi, sulle rive dei corsi d'acqua, ai margini dei boschi. In Italia si trova in particolare nelle Regioni settentrionali e centrali. In pianura, in collina e in montagna (sino mille metri e più, se incontra condizioni climatiche e terreno favorevoli). La parola bruscandolo viene ricondotta al veneto bruscare, ovvero “potare le viti, cimare”. L'etimologia, comunque, è incerta: forse dal tardo latino bruscus, classico ruscus da cui rusco (pungitopo). Il nome botanico Humulus lupulus farebbe pensare all'“erba dei lupi”, una pianta libera e selvatica come il lupo.

Fonte: OPO Veneto