Dal campo
Ciliegie pugliesi, impollinazione a rischio dopo le bombe d’acqua
Piogge record durante la fioritura: insetti pronubi bloccati e cresce il timore di scarsa allegagione

Dopo giorni di piogge torrenziali, la Puglia ritrova un clima primaverile. Ma nei ciliegeti del Sud-Est barese, proprio mentre le temperature favoriscono la ripresa vegetativa, si fa sempre più concreto il timore che l’ondata di maltempo della scorsa settimana abbia compromesso una delle fasi più delicate della campagna: l’impollinazione. Tra Conversano e l’area cerasicola del barese, le precipitazioni intense e persistenti hanno coinciso con la piena fioritura dei ciliegi, ostacolando l’attività degli insetti pronubi e mettendo a rischio l’allegagione. In alcune zone si sono registrati oltre 80 millimetri di pioggia in 48 ore, con punte superiori ai 100 millimetri su scala regionale, un evento anomalo per intensità e concentrazione in questo periodo dell’anno.

Le conseguenze sono visibili nei campi: ristagni idrici diffusi, terreni saturi e difficoltà di accesso alle aziende agricole. In queste condizioni, oltre al blocco dell’impollinazione, aumenta il rischio di sviluppo di patologie fungine, con particolare preoccupazione per fenomeni di muffa che potrebbero portare a cascola fiorale e moria delle piante.
Il problema, spiegano gli operatori, non si limita al comparto cerasicolo. L’intero sistema agricolo regionale è sotto pressione: orticole in pieno campo danneggiate dagli allagamenti, trapianti di pomodoro e melone rallentati fino a diverse settimane e cereali in sofferenza per asfissia radicale e malattie. Anche vigneti e oliveti iniziano a mostrare criticità legate all’eccesso idrico.

Nel Foggiano, intanto, l’emergenza idraulica ha visto l’esondazione di diversi corsi d’acqua, mentre gli invasi hanno registrato incrementi record: il lago di Occhito, in appena due giorni, ha accumulato circa 69 milioni di metri cubi d’acqua, segnale di una pressione straordinaria sul sistema di gestione.
Ora, con il ritorno del bel tempo, si apre una finestra cruciale per valutare i danni reali, soprattutto nei ciliegi. Molto dipenderà dalla capacità delle piante di recuperare e dalla presenza residua di condizioni favorevoli all’impollinazione tardiva. Tuttavia, il rischio di una riduzione significativa della produzione resta elevato.
L’episodio conferma una tendenza ormai evidente: eventi meteorologici estremi, sempre più frequenti e concentrati, stanno mettendo a dura prova la resilienza delle colture. Per il comparto ortofrutticolo pugliese, e in particolare per una filiera strategica come quella delle ciliegie, la gestione dell’acqua e la prevenzione del rischio climatico diventano temi non più rinviabili. (aa)
Fonte: Copagri e Coldiretti Puglia




















