Dal campo
Strategie fogliari per migliorare qualità e pezzatura del susino Angeleno
Risultati sperimentali che confermano l’efficacia della nutrizione mirata nelle fasi chiave del ciclo produttivo

Una sperimentazione condotta nel comprensorio frutticolo di Saluzzo (Cuneo) ha valutato l’efficacia dei prodotti Fomet nella nutrizione fogliare del susino cv. Angeleno. L’obiettivo era capire se l’impiego mirato di Vigoramin® Power, Kick Extreme® e Kappabrix® potesse influire sul calibro, sul contenuto zuccherino e sulle caratteristiche qualitative dei frutti. Il susino, come molte specie frutticole, esprime il massimo della qualità solo quando nutrizione e gestione agronomica sono equilibrate. La prova ha seguito le fasi chiave dello sviluppo del frutto, dalla scamiciatura alla maturazione, confrontando le parcelle trattate con i prodotti Fomet con il protocollo aziendale standard.
La prova in campo
L’attività è stata realizzata nel corso della campagna 2025, su un impianto del 2020 allevato ad asse verticale, con una densità di oltre 1.600 piante per ettaro. Il confronto ha messo a paragone la strategia aziendale standard con un protocollo Fomet basato su applicazioni fogliari in momenti chiave dello sviluppo del frutto.
Nel dettaglio, gli interventi hanno previsto:
• Vigoramin® Power nella fase di scamiciatura e indurimento del nocciolo
• Kick Extreme® e Kappabrix® nelle fasi di ingrossamento, invaiatura e maturazione
I trattamenti sono stati distribuiti tra metà maggio e inizio luglio, utilizzando atomizzatore aziendale.

Frutti più grandi e più dolci
I risultati emersi alla raccolta evidenziano differenze interessanti, soprattutto in termini di calibro e contenuto zuccherino.
Il calibro medio dei frutti nelle parcelle trattate con la strategia Fomet ha raggiunto i 49,15 mm, contro i 45,94 mm del testimone aziendale. Un incremento di oltre 3 millimetri, pari a più del 7% con una una maggiore incidenza delle classi di pezzatura più richieste dal mercato.
Anche sul fronte qualitativo i dati sono positivi. Il contenuto zuccherino ha registrato un aumento significativo, passando da 10,44 a 11,92 °Brix, mentre la durezza dei frutti non ha evidenziato differenze sostanziali tra le due tesi. “L’incremento del calibro e del grado zuccherino conferma come una nutrizione mirata possa incidere in modo concreto sulle performance della coltura – commenta Giacomo Parma, Responsabile dell’Ufficio Tecnico-Agronomico Fomet –. L’obiettivo non è solo produrre di più, ma ottenere frutti che rispondano meglio alle esigenze della filiera commerciale”.

Il ruolo della biostimolazione
Secondo quanto emerso dalla prova, il miglioramento osservato sarebbe riconducibile all’azione combinata dei fisioattivatori e degli apporti nutrizionali, in grado di sostenere l’attività metabolica della pianta e favorire l’accumulo di assimilati durante le fasi cruciali dello sviluppo del frutto.
“Intervenire nei momenti chiave, a partire dall’allegagione, consente di accompagnare la pianta nei processi più delicati – prosegue Parma –. È qui che si gioca gran parte della qualità finale”.
Sostenibilità economica
Un aspetto rilevante riguarda anche la sostenibilità della strategia. Il costo complessivo dei trattamenti si attesta ad un livello considerato accessibile per le aziende del territorio. Alla luce dei risultati ottenuti, l’azienda coinvolta nella sperimentazione ha già deciso di estendere il protocollo Fomet all’intera superficie aziendale nella prossima campagna.

Indicazioni per il comparto
Nel complesso, la prova conferma il potenziale delle strategie di concimazione fogliare e stimolazione della pianta nel susino, in particolare per quanto riguarda il miglioramento della pezzatura e della qualità organolettica.
In un contesto in cui il mercato premia sempre più l’aspetto e il gusto del frutto, interventi mirati lungo il ciclo produttivo possono rappresentare uno strumento concreto per aumentare la competitività delle aziende frutticole.




















