Dal campo
Con TomatoPiù i micro ortaggi si producono in casa
Allo studio piante arricchite di elementi con alto potenziale nutritivo

TomatoPiù sta rivoluzionando il modo di coltivare ortaggi e verdure con il proprio sistema di vertical farming, che anche in fiera a Berlino ha riscosso interesse e curiosità. L’obiettivo principale della realtà fondata da Daniele Rossi è quella di realizzare verdure sane, ricche di nutrienti e mangiabili appena colte. Tra le serre intelligenti proposte, una linea è specifica per interni, consentendo di coltivare germogli, erbe e verdure di alta qualità in qualsiasi periodo dell’anno.
Ma come viene accolto questo sistema in Italia? “Lavoriamo soprattutto con un mercato di nicchia, come le scuole e la ristorazione con numerosi chef stellati che utilizzano i nostri micro ortaggi super saporiti, ma anche con il mondo farmaceutico perché le erbe che crescono in questo modo hanno una maggiore concentrazione di olio che ne agevola l’estrazione”, spiega a IFN Daniele Rossi, Ceo e founder di TomatoPiù.

“Ai tedeschi - continua - sta piacendo sempre di più questo sistema e lavoriamo già con alcuni supermercati svizzeri. Per questi aspetti l’estero è più evoluto rispetto all’Italia perché nella Gdo manca l’addetto per la raccolta immediata della verdura e questo rappresenta un limite, anche se nel nostro Paese l’autocoltivazione è un aspetto culturale importante a cui facciamo fatica a rinunciare”.
Durante Fruit Logistica diversi sono stati attratti dalle serre Horto in formato elettrodomestico, per gli interni, e Horto Professional, un sistema di coltivazione industriale che consente di coltivare in automatico, attraverso l’irrigazione indipendente, fino a 24mila cialde in soli 67 metri quadrati, che a livello produttivo corrispondono ad un ettaro. Una modalità, quella di Horto Professional, che viene costruita su misura del cliente in base alle sue esigenze.

Nel catalogo di TomatoPiù ci sono 40 tipologie di verdure coltivabili in cialde biodegradabili che vanno inserite negli elettrodomestici. Tra le referenze più coltivate rucola, baby leaf e basilico, mentre per Horto Professional la produzione è maggiormente rivolta a cannabis, zafferano e funghi shiitake.

“Quello che vogliamo è ampliare il nostro mercato verso il nord Europa e gli Emirati Arabi – continua ancora Rossi -. Tra le novità da lanciare sul mercato a container assemblabili per realizzare un impianto di vertical farming più grande. Inoltre, abbiamo avviato una collaborazione con il Cnr di Catania per inoculare nelle piante maggiori vitamine col fine ultimo di realizzare verdure super food e senza elementi inquinanti. Questo aprirebbe il futuro alla coltivazione di verdure che hanno la stessa funzione degli integratori. In via sperimentale ci siamo aperti anche al grano, alle lenticchie. La sfida è sempre riuscire ad individuare il clima migliore per la pianta”.
Ha collaborato Alessandro Iasevoli



















