CONTROLLO INTEGRATO DELLE CYDIE DELLE DRUPACEE: MODELLI PREVISIONALI E “CONFUSIONE SESSUALE” PER LA DIFESA DEI FRUTTETI

CONTROLLO INTEGRATO DELLE CYDIE DELLE DRUPACEE: MODELLI PREVISIONALI E “CONFUSIONE SESSUALE” PER LA DIFESA DEI FRUTTETI
Mercoledì si è svolto presso l’Azienda Sperimentale “Pantanello” dell’Alsia un seminario di approfondimento sulle innovazioni per la lotta ai carpofagi delle drupacee tenuto dal Prof. Fabio Molinari, docente di Entomologia agraria presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza che – da qualche anno – collabora con l’Alsia per la validazione di modelli previsionali finalizzati al controllo integrato di vari fitofagi.
All’incontro, a cui hanno partecipato una trentina di persone, tra tecnici ed imprenditori agricoli, è seguita una visita guidata ai susineti prossimi alla raccolta, in cui sono state applicate tecniche integrate di controllo della Cydia funebrana (monitoraggio comprensoriale delle popolazioni e “confusione sessuale”).
Il Dottor Arturo Caponero – Responsabile del Servizio di Difesa Integrata dell’Alsia – ha introdotto ai lavori, presentando lo stato di avanzamento del progetto triennale dell’Alsia denominato “FITOSPA: Modelli epidemiologici nella difesa delle colture in Basilicata per l’utilizzo di Servizi di supporto alle decisioni” a cui collaborano, oltre l’Università Cattolica di Piacenza, la società Horta ed il CRPA.
Obiettivo del progetto è la realizzazione in Basilicata di un sistema hardware e software user friendly per una gestione fitosanitaria a basso impatto nel settore ortofrutticolo, nel quale piattaforme web, sensori di misura e modelli epidemiologici si integrano in una rete virtuale realtime. Il sistema a cui si sta lavorando, tra i primi nelle Regioni meridionali, è già una realtà consolidata in alcune Regioni come l’Emilia Romagna, dove costituisce un valido strumento di supporto per la difesa integrata, la cui applicazione diverrà obbligatoria per tutte le aziende agricole dal 2014, come previsto dalla Direttiva europea per l’uso sostenibile dei pesticidi (2009/128/Ce).
In questi anni, la piattaforma di rilevamento agro-meteorologica e fitosanitaria dell’ALSIA è stata utilizzata per ottenere i dati di input necessari alla validazione ed all’uso dei modelli epidemiologici messi a punto dall’Università Cattolica di Piacenza ed utilizzati per la definizione di piani di difesa in tempo reale contro varie patologie e fitofagi.
Attualmente i modelli considerati sono:
1. Modello Ascab per la ticchiolatura del melo ( validato e utilizzato nel sistema di allerta)
2. Modello Ucsc per la peronospora della vite ( validazione in corso)
3. Modello Ucsc per l’oidio della vite ( validazione in corso)
4. Modello IPI per la peronospora del pomodoro ( validazione in corso)
5. Modello a ritardo variabile (MVR) per Cydia pomonella su melo ( validazione conclusa)
6. Modello a ritardo variabile (MVR) per Cydia molesta su pesco ( validazione conclusa)
7. Modello a ritardo variabile (MVR) per Lobesia botrana su vite ( validazione in corso)
8. Modello per Aonidiella aurantii su agrumi ( validazione conclusa)
Purtroppo, ad inizio Giugno di quest’anno, per motivi indipendenti dall’Agenzia, il rilevamento dei necessari dati agro-meteorologici è stato sospeso con la conseguente impossibilità di validare o utilizzare i modelli. Tra i principali fitofagi delle drupacee ( pesco, albicocco e susino) coltivate nel Metapontino rientrano le “tignole” ( Anarsia lineatella, Cydia molesta e Cydia funebrana), insetti che attaccano direttamente i frutti, determinando danni diretti ed indiretti alla produzione.
Fino a pochi anni fa, la strategia di difesa contro le “tignole” era prevalente basata sull’uso di insetticidi fosforganici, con interventi a calendario tra la primavera e l’estate. Il recente processo di revisione della normativa europea sull’uso degli agrofarmaci ha eliminato la maggior parte degli insetticidi tradizionalmente utilizzati, mentre il mercato è sempre più esigente sui residui chimici sui frutti, sia per le quantità sia per il numero.
Il mutato scenario normativo e di mercato impone una profonda revisione delle strategie di difesa integrata contro le tignole, che non possono più contare su prodotti penetranti, persistenti ed a largo spettro. Il Prof. Molinari ha affrontato la problematica del controllo dei carpofagi delle drupacee ( in particolare le “cidie” e la mosca della frutta) sia alla luce delle restrizioni normative e delle esigenze commerciali, che delle innovazioni nel settore dei prodotti fitosanitari e dei mezzi biotecnologici.
I modelli previsionali – è stato detto – possono rappresentare un valido mezzo di supporto alle decisioni dei tecnici per una efficace applicazione della difesa integrata, cioè per l’uso di vari mezzi ( agronomici, biologici, chimici, ecc.) utili al contenimento dei fitofagi al di sotto di soglie di danno economico. A tal proposito, nel dibattito, è emersa l’opportunità di avviare al più presto nel Metapontino la validazione del modello di previsione per la cidia del susino ( C. funebrana), già disponibile ed utilizzato con successo in Emilia Romagna.
Tra i mezzi biologici di difesa, quelli basati sull’alterazione dei meccanismi olfattivi di riconoscimento tra i sessi ( distrazione e confusione sessuale, mediante l’erogazione di feromoni) hanno raggiunto una buona efficacia e possono rappresentare anche in ambiente metapontino un valido strumento per la difesa integrata e biologica delle drupacee. Attualmente – infatti - sono disponibili diverse formulazioni commerciali di erogatori di feromoni, che assicurano una soddisfacente “copertura” anche per superfici relativamente piccole come quelle della maggior parte dei frutteti lucani.
Il Prof. Molinari ha ribadito più volte l’importanza della “integrazione” dei diversi mezzi tecnologici a disposizione e della necessità del tecnico che sappia “fare sintesi” delle varie informazioni disponibili in campo o sul territorio, individuando le strategie di difesa più razionali.
Interessanti sono stati gli approfondimenti forniti dal Professore sulla biologia e sul ciclo dei diversi insetti esaminati, la cui conoscenza è fondamentale per individuare i momenti ed i mezzi più efficaci di intervento.
In particolare per la cidia del pesco ( C. molesta) e quella del susino ( C. funebrana), si è discusso con i presenti sull’opportunità o meno di interventi diretti contro gli adulti del I volo ( generazione svernante) e sull’eventuale posizionamento posticipato sul II volo ( adulti della prima generazione) per la confusione sessuale. Prima della vista ai campi di susino, il Dottor Caponero ha brevemente illustrato le strategie di controllo della cidia in campi della cv Angeleno, una delle più tardive e pertanto delle più esposte agli attacchi dell’insetto nel Metapontino.
L’esperienza ed i dati raccolti negli ultimi anni nel Metapontino hanno dimostrato che con i mezzi attualmente a disposizione la “lotta a calendario” oltre a richiedere un eccessivo numero di trattamenti risulta di scarsa efficacia ed aumenta di molto il rischio di insorgenza di popolazioni resistenti agli insetticidi. Anche l’uso di “soglie” di catture con le trappole è poco utile per la mancanza di una chiara correlazione tra livello di adulti catturati ed infestazione attiva e per il frequente superamento di tali soglie ( si rischia di fare più trattamenti di quelli con una lotta a calendario).
La strategia di difesa proposta dall’Alsia e condivisa con vari tecnici locali, fondamentalmente, è stata impostata sul monitoraggio con trappole sessuali della popolazione in campo ed a livello di “aree omogenee”, sul controllo diretto ( con mezzi chimici o biologici) della prima generazione, sulla confusione sessuale a partire dagli adulti del II volo, sul monitoraggio dei danni e su eventuali trattamenti diretti sulle generazioni successive ( II e III) per mantenere la popolazione entro livelli accettabili.
La rete di monitoraggio 2011 ha interessato circa 20 susineti, opportunamente individuati nel Metapontino, di cui due non trattati, con rilievi 1 o 2 volte la settimana. Sulla base dei dati rilevati, settimanalmente veniva decisa la strategia di intervento e comunicata agli impreditori coinvolti direttamente mediante SMS (messaggio “personalizzato” in funzione della localizzazione dell’impianto, della cultivar, della gestione integrata o biologica e dell’adozione o meno della confusione sessuale).
L’attività dell’Alsia è stata resa possibile grazie anche alla collaborazione di tecnici privati, di alcune OP e di alcune case fitofarmaceutiche, che il Dottor Caponero ha ringraziato per la sensibilità e disponibilità dimostrate.
Anche nel 2011, come nel 2010, i risultati sono stati positivi: agricoltori che nello scorso anno avevano utilizzato con pessimi risultati la lotta a calendario intervenendo anche 18 volte, hanno drasticamente ridotto il numero dei trattamenti chimici con percentuali di infestazioni inferiori al 2%, come è stato possibile constatare direttamente in campo.
Interessante l’ulteriore riduzione di trattamenti “cautelativi” sulla III generazione attuata da alcune aziende che nello scorso anno avevano utilizzato la strategia integrata proposta e che nel 2011 hanno registrato una consistente riduzione della popolazione di adulti del I volo.
In sintesi, nel Metapontino la “confusione” sessuale contro C. funebrana sembra dare buoni risultati anche su superfici non estese ( 2-3 ettari) se ben applicata e supportata da una rete tecnica territoriale che le moderne tecnologie informatiche consentono di gestire e che la disponibilità di un modello previsionale renderebbe ancora più efficace.
Il modello di “gestione territoriale” del controllo integrato della cidia del susino potrebbe essere esteso alla cidia del pesco, coltura prevalente nel Metapontino con oltre 8.000 ettari.
Un efficace controllo di dannosi carpofagi come le cidie delle drupacee, oltre ad interessare direttamente il reddito delle aziende agricole, ha anche un non trascurabile effetto sull’ecosistema: eliminare da 5 a 10 trattamenti insetticidi su qualche centinaio di ettari a stagione significa evitare di disperdere nella Pianura Metapontina diverse centinaia di chili di prodotti chimici.

Dott. Arturo Caponero - Dottore di Ricerca in Patologia Vegetale,
P.O. Ricerca e Tutela delle Risorse Naturali
T. 0835 244403 - 339 4082761